La Val Bisagno punta sulla prugna arsellina per valorizzare il patrimonio agricolo e culturale

Tra gli obiettivi del progetto c'è anche la creazione di una rete di produttori locali, agricoltori e associazioni

prugne arselline tipiche della val bisagno

L’arsellina, piccola prugna viola conosciuta anche come brignetta, è al centro di un progetto per la valorizzazione del patrimonio agricolo, ambientale e culturale della Val Bisagno, elaborato dal Municipio IV Media Val Bisagno e al quale aderisce in qualità di partner anche il Comune di Genova.

L’arsellina era molto diffusa, un tempo, nei terreni agricoli della Val Bisagno. Erano molte le ville in cui erano presenti giardini e poderi che garantivano all’auto sostentamento delle famiglie contadine che avevano selezionato nel tempo diverse varietà per garantirsi, per tutto l’anno, frutta e ortaggi freschi. Infatti, venivano scelte specie come mele, pere, fichi, ciliegie, amarene, olivi e altro ancora che potevano garantire una produzione da maggio a novembre e altre che, da novembre in poi, si potevano conservare in fruttaio o trasformare in frutta secca: tra queste, appunto, le arselline.

«Il progetto vuole sensibilizzare la collettività, ma soprattutto chi si occupa di agricoltura, sul fatto che esiste un mondo e un percorso parallelo che può essere intrapreso, non solo come ricerca di conoscenza e memoria storica, ma anche di valorizzazione dal punto di vista economico e culturale del patrimonio agricolo – dichiara l’assessora municipale alla Promozione della Vallata, Claudia Benassi –  Abbiamo scelto le arselline, di cui tuttora alcuni produttori hanno mantenuto alcuni esemplari, come simbolo delle attività con l’intento di promuovere tutta la biodiversità agricola locale».

«Pensiamo che questo progetto possa valorizzare tutto il nostro territorio, troppo spesso noto per criticità e servitù, ma che ha un grande patrimonio di tradizioni e di cura del territorio da rilanciare, attraverso il miglioramento della qualità della vita e la resilienza territoriale. Il recupero di terre incolte e di spazi abbandonati, valorizzando gli antichi terrazzamenti, rappresenta un percorso efficace per restituire alla comunità spazi verdi fruibili, che possono essere vissuti da tutti», commenta Lorenzo Passadore, presidente del Municipio IV Media Valbisagno.

«Abbiamo condiviso il progetto ideato dal Municipio dopo il sopralluogo a novembre durante la giunta itinerante – spiega l’assessora al Verde Francesca Coppola – riscoprire e valorizzare le colture tradizionali, coinvolgendo produttori e scuole, è un modo concreto per porre attenzione ai temi della biodiversità, alla cura del territorio, del paesaggio e gestione del verde, pubblico e privato, recuperando metodi agricoli della tradizione, incentivando la diffusione degli orti urbani».

«Tra gli obiettivi del progetto – spiega l’assessora al Commercio Tiziana Beghin – c’è anche la creazione di una rete di produttori locali, agricoltori professionali o hobbisti, associazioni legate all’attività agricola. Grazie a incontri e collaborazioni, facendo sistema sul territorio, potranno esserci anche ricadute positive a sostegno del tessuto commerciale locale, attraverso una promozione consapevole delle produzioni del territorio».

Il Municipio IV ha già avviato alcune attività nell’ambito del progetto Arsellina. Sono state organizzate due giornate di studio: “Storie di frutta. Dalla tradizione agricola della Val Bisagno alle esperienze dell’azienda agricola di San Siro di Struppa dell’Istituto Bernardo Marsano: varietà locali, elementi di base relativi alle tecniche di produzione (potatura drupacee) e conservazione degli alberi da frutto tradizionali” e “Storie di frutta. La biodiversità in ambito frutticolo nella tradizione del Genovesato: varietà locali e tecniche di produzione (potatura pomacee) e propagazione (innesti)”.

«Il coinvolgimento delle scuole, previso dal progetto, è fondamentale per avvicinare i più giovani ai temi della sostenibilità ambientale e all’educazione alimentare, in un’ottica di scambio anche diretto di conoscenze con chi lavora in agricoltura» commenta l’assessora al Diritto all’istruzione Rita Bruzzone.