Referendum giustizia, in Liguria stravince il no

Ecco i dati definitivi: la percentuale del no è al 57,03%, per il sì il 42,97%

referendum giustizia

In Liguria il no al referendum confermativo sulla giustizia ha stravinto.

La percentuale del no è al 57,03%, per il sì il 42,97%.

In provincia di Genova il no è addirittura al 61,15%.

Più equilibrato il confronto nel savonese: no a 52,5%.

Nello spezzino il no vince con il 55,04%.

In provincia di Imperia ha vinto il sì con 52,76%.

Le reazioni politiche

La sindaca di Genova Silvia Salis commenta: «Ha vinto il “no” e lo ha fatto con un risultato netto, inequivocabile, con una grande partecipazione degli italiani. Ha vinto chi ha voluto difendere la Costituzione. Ha perso la strategia aggressiva e populista delle destre. Ha perso chi voleva trasformare tutto questo in un voto esclusivamente politico ma che ora politicamente dovrebbe trarre qualche conclusione. Gli italiani non si sono fatti prendere in giro e non hanno abboccato alla strategia del pensiero semplice a tutti i costi. Gli italiani non si sono fatti ingannare da chi ha provato a creare confusione, a strumentalizzare il voto arrivando addirittura a insinuare che con il “no” sarebbero tornati in libertà stupratori, spacciatori e immigrati irregolari».

E poi aggiunge: «Gli italiani hanno capito che la riforma non aveva attinenza con i reali problemi della giustizia italiana, dai tempi dei processi alla carenza di organico, ma mirava solamente a indebolire la magistratura sottoponendola al controllo della politica ridefinendo i rapporti di forza tra chi governa e chi controlla la legalità riducendo le garanzie per i cittadini. Auspico che questo risultato sia uno sprone per il centrosinistra e per le forze progressiste. È il momento di superare le frammentazioni e rispondere con una voce sola, compatta e unitaria, alla domanda di pragmatismo che arriva dai territori. I cittadini non chiedono solo di difendere i principi, ma di tradurli in soluzioni concrete per i tanti problemi che devono affrontare ogni giorno, a partire dalla sicurezza, dalla sanità, dalla pressione fiscale e dal lavoro. Solo così si può battere la destra».

Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, dichiara: «Prendiamo atto con rispetto del voto espresso dagli italiani nel referendum sulla riforma della giustizia. La scelta dei cittadini va sempre ascoltata e rispettata. Ancor più adesso che si è espressa una larga parte degli elettori con un ritrovato slancio verso la partecipazione al voto».

Il deputato di Fratelli d’Italia, Matteo Rosso, coordinatore del partito in Liguria, analizza: «Gli italiani con il loro voto hanno espresso il loro voto in maniera chiara e quando il popolo sovrano esprime un suo parere va rispettato, anche se non corrisponde ai nostri desiderata. La riforma della giustizia era uno dei punti del programma di governo che gli italiani hanno convintamente votato nel 2022 e che noi abbiamo portato avanti mantenendo, anche in questo caso, la parola data. Certo quella di oggi, come ha detto la Premier Giorgia Meloni, è stata un’occasione persa per modernizzare la nostra Nazione su cui anche la parte minoritaria della sinistra e molti magistrati si erano spesi. Da parte mia un grazie enorme a tutti i volontari che insieme ai dirigenti e gli eletti di Fratelli d’Italia si sono impegnati in questa campagna elettorale, come sempre sono loro il motore di questo partito. Oggi dobbiamo proseguire ancora più determinati nella realizzazione dell’intera agenda di governo sulla quale chiederemo agli italiani di esprimersi perché a loro, e solo loro, spetta dirci se abbiamo fatto bene o male».

Il segretario del Pd Liguria Davide Natale e il capogruppo del Pd in Regione Armando Sanna, dichiarano in una nota congiunta: “La maggioranza dei cittadini non condivide l’impostazione della destra su giustizia e istituzioni e chiede invece riforme serie, condivise e rispettose dei principi costituzionali. Lo conferma l’affluenza, che in Liguria si attesta al 62,23 per cento, superando la media nazionale, frutto di un lavoro condiviso con associazioni, comitati, sindacati, partiti e cittadini che si sono attivati per difendere la Costituzione e la Democrazia, a cui va il nostro grazie. Questa è stata la più grande risposta per difendere la nostra Costituzione. Il governo ha caricato tutto su questa sfida cercando di portare avanti una narrazione che nulla aveva a che fare con il quesito referendario. Una risposta netta che non lascia spazio a fraintendimenti che fa capire quanto i valori della nostra Costituzione siano parte integrante della nostra comunità. Ora si apre una fase nuova. Come Partito Democratico chiediamo al governo di abbandonare gli slogan e mettere in campo investimenti per il reale funzionamento della giustizia: si facciano assunzioni, si rafforzino i sistemi telematici e si renda il sistema veramente più vicino a cittadini e imprese. Quando si tratta di difendere la Costituzione, i cittadini sanno scegliere da che parte stare: il voto di oggi lo ha dimostrato”.

Il consigliere regionale Gianni Pastorino, capogruppo della Lista Andrea Orlando presidente e rappresentante di Linea Condivisa commenta: «Il No ha vinto, e ha vinto in modo significativo. Oggi il messaggio che arriva dalle urne è chiaro: la presidente Meloni si occupi finalmente della crisi economica e sociale del Paese, oppure ne tragga le conseguenze. A questo si è aggiunta una campagna elettorale condotta con toni inaccettabili, fatta di attacchi continui alla magistratura e di un linguaggio divisivo che poco ha a che vedere con il rispetto delle istituzioni. Oggi, però, le cittadine e i cittadini hanno risposto. E ha dato una risposta politica, non tecnica».

I portavoce del M5S ligure dicono in una nota congiunta: “Oggi è un grande giorno per tutti noi: i cittadini hanno difeso la Costituzione esprimendo un chiaro e inequivocabile NO alla più squilibrata delle riforme, voluta da una destra che ha tentato di piegare le regole democratiche a interessi di parte. Il risultato di oggi è una risposta netta a chi ha cercato di dividere il Paese e indebolire i principi di uguaglianza e giustizia sanciti dalla nostra Carta. Ha vinto l’articolo 3 della Costituzione. Grazie a tutte le cittadine e a tutti i cittadini per la grandissima partecipazione democratica. Come Movimento 5 Stelle della Liguria, vogliamo ringraziare chi ci ha creduto e ha lavorato pancia a terra per arrivare a questo risultato: attivisti, portavoce, coordinatori e volontari tra gazebo, affissioni e seggi, dove non è mancato il prezioso contributo dei rappresentanti di lista. Tra questi, grazie anche ai tanti elettori fuori sede che si sono rivolti a noi per esercitare il loro diritto al voto. Siamo orgogliosi della nostra comunità, che ancora una volta ha dimostrato impegno, coerenza e determinazione nella difesa dei principi fondamentali della nostra democrazia”.

Avs Liguria aggiunge: “Ha vinto la volontà di difendere la Costituzione, ha vinto la volontà di mandare a casa il governo Meloni e la giunta Bucci. La vittoria è stata netta in tutta la Liguria, con un risultato plebiscitario nella città di Genova, dove i ‘NO’ hanno prevalso di quasi 30 punti percentuali. Questo esito, rafforzato dalla grande affluenza, testimonia la bocciatura della riforma giudiziaria e un forte giudizio politico negativo nei confronti di chi sta governando la nostra regione e il nostro Paese. La vittoria del no in Liguria, con uno scarto del 15%, è un chiaro messaggio per il centrodestra. Grazie ad AVS abbiamo portato avanti una campagna che ha saputo attivare le persone e ha reso chiara la volontà dell’elettorato. Lo slancio di questa vittoria è un vento di speranza, che in Liguria ha soffiato con forza. Ovunque, anche nel comune di Imperia, dove sono stati ribaltati i pronostici. I cittadini e le cittadine hanno scelto di difendere la Costituzione e arginare la delegittimazione della magistratura. Un altro dato incoraggiante è quello dell’affluenza elevata, che segna la voglia dei cittadini di tornare a contare”, dichiarano congiuntamente Selena Candia e Jan Casella, consiglieri regionali di Avs, Carla Nattero, segretaria ligure di Sinistra Italiana, Simona Simonetti e Simon Moeller, co-portavoce liguri di Europa Verde.

Giovanni Ferretti, segretario di Rifondazione Comunista Genova, commenta: «La vittoria del no inceppa la deriva autoritaria del governo. Si rispetti la Costituzione partigiana, dal no alle guerre, alla realizzazione della giustizia economica e sociale. Non nascondiamo una enorme soddisfazione per l’esito referendario, baluardo contro la trumpizzazione del nostro sistema giudiziario, contro l’ingerenza della politica sull’autogoverno della Magistratura, terzo potere dello Stato. Importantissimo è stato il protagonismo sociale di chi, in questi mesi, ha animato le piazze contro il genocidio palestinese e contro le politiche antisociali del governo Meloni. Da qui si può partire per una rinnovata lotta per un lavoro sicuro e dignitosamente retribuito, per il welfare, per la giustizia sociale. Gli investimenti in armamenti hanno dimostrato che i soldi ci sono: occorre impiegarli nella sanità, nell’istruzione, nella tutela del territorio, nella riconversione ambientale della nostra economia. Occorre ora dare uno sbocco politico a chi si è sentito in dovere di andare a difendere la nostra Costituzione antifascista, unendo le forze che, senza tentennamenti, ne seguano i suoi insegnamenti. E’ l’ora di dare risposte concrete ai bisogni popolari».