Borse di nuovo sotto pressione in apertura per l’escalation in Iran. A Milano Tim +4,17% dopo opas di Poste

La ripresa della settimana per i mercati finanziari si apre con pesanti vendite

Borsa per apertura

La Borsa di Milano sotto pressione da subito per l’escalation in Iran e la corsa del petrolio. Il primo Ftse Mib lascia sul terreno il 2,13% a quota 41.929 punti. Tiene Tim che sale del 5,5% in apertura dopo l’opas totalitaria da parte di Poste (-3,36%). In rialzo poi Banco Bpm (+0,31%) in attesa della lista di Credit Agricole. Mps perde l’1,92% con l’incertezza sulla futura governance dopo la presentazione di una lista che vede tra i candidati anche l’a.d. uscente Lovaglio.

Borse europee in rosso sulla nuova escalation in Iran e la corsa del petrolio. Francoforte perde l’1,94% a quota 21.946 punti. Parigi perde l’1,61% con il Cac 40 a 7.542 punti. Londra cede l’1,42% con il Ftse 100 a 9.777 punti.

Borse in Asia ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi. Tokyo ha perso il 3,48% e Seul il 6,5%.

Il prezzo del petrolio sale ancora: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell’1,35%.

L’oro crolla: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l’oncia con una riduzione del 10,6%

In rialzo il gas: i contratti Ttf sul mercato di Amsterdam salgono del 2,1% a 60,5 euro al megawattora.

Nei cambi euro in lieve calo: è scambiato a 1,1534 dollari con una flessione dello 0,33% e a 183,9200 yen con una riduzione dello 0,17%.

Lo spread tra Btp e Bund in avvio di settimana schizza a 99 punti base, sui massimi da giugno scorso. Il rendimento del decennale italiano oltrepassa il 4% aggiornandosi ai livelli di luglio 2024.