Intelligence e futuro: interpretare il cambiamento per essere competitivi

Ieri l'incontro organizzato da Camera di Commercio, UniGe e Sezione Socint Liguria

tavolo intelligence camera commercio socint

Si è tenuto ieri alla Camera di Commercio di Genova l’incontro “Intelligence e sovranità digitale nel XXI secolo”, organizzato da Camera di Commercio, Università degli Studi di Genova e Sezione Socint Liguria (Società italiana di Intelligence), con la presentazione del volume Intelligence di Mario Caligiuri (Treccani). L’evento, moderato da Matteo Cantile di Primocanale, ha rappresentato un’occasione per analizzare le sfide geopolitiche e tecnologiche del XXI secolo, approfondendo la gestione delle informazioni e la tutela degli asset digitali nazionali.

«L’intelligence serve per decifrare i segni, cogliere i segnali deboli e comprendere lo spirito del tempo. È la vera scienza del futuro», ha spiegato Mario Caligiuri, evidenziando come l’intelligence non sia solo uno strumento di difesa o sicurezza, ma un approccio strategico per interpretare il presente e anticipare il futuro. Applicata a livello territoriale significa leggere i cambiamenti economici, tecnologici e geopolitici prima che diventino criticità concrete. Nei saluti istituzionali, il presidente della Camera di Commercio di Genova Luigi Attanasio ha posto l’accento sull’importanza di considerare le infrastrutture digitali e cognitive alla stregua di quelle fisiche come porti, strade e reti, per creare un ecosistema favorevole alle imprese e rafforzare la competitività regionale.

Andrea Pirni, presidente del Centro Rischio Sicurezza e Vulnerabilità dell’Università di Genova, e Flavio Tonelli, presidente della Sezione Socint Liguria, hanno approfondito l’evoluzione del concetto di sicurezza, che oggi va oltre la protezione del territorio e include dati, reti, informazioni e processi decisionali. Nel contesto ligure, centrale per i traffici portuali, un attacco informatico potrebbe avere impatti economici e sociali significativi, sottolineando la necessità di sviluppare una vera e propria intelligence territoriale.

 

Tecnologia e capacità critica

L’incontro ha esplorato anche le implicazioni della crescente automazione, dell’integrazione uomo-macchina e dell’uso degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale nei processi decisionali e nel mercato. Caligiuri ha evidenziato come il rischio non sia solo tecnologico, ma anche culturale: senza capacità critiche, le persone rischiano di subire passivamente i cambiamenti, incapaci di interpretare la massa di informazioni a cui sono esposte. A questo proposito, l’autore ha ricordato l’importanza del recente protocollo di intesa tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, auspicando un rafforzamento dell’educazione alla sicurezza informatica già dai primi anni di scuola.

 

Competitività e futuro

La vera competitività della Liguria nei prossimi dieci anni dipenderà dalla capacità di interpretare il cambiamento.  Non sarà solo la tecnologia a determinare il futuro, ma chi saprà padroneggiare un’intelligence diffusa, capace di anticipare rischi e opportunità, ottenendo un vantaggio strategico significativo.