La Borsa di Milano apre in rosso con l’inasprimento delle tensioni in Medio Oriente dopo l’intensificarsi degli attacchi a infrastrutture petrolifere e del gas. Il Ftse Mib lascia in avvio l’1,17% a quota 44.217 punti.
Maglia nera è Inwit (-8,87%), seguita da Prysmian (-3,3%), Cucinelli (-2,4%) e Tim (-2%).
Anche le Borse europee sono in forte ribasso: Francoforte -1,45%, Londra -0,99% e Parigi -1,23%.
Borse asiatiche in caduta con Tokyo in testa dopo che la Boj, la banca centrale giapponese, ha lasciato i tassi di interesse invariati segnalando la crescente incertezza sull’inflazione. Tokyo in chiusura lascia sul terreno il 3,38%. Al clima generale ha contribuito poi il messaggio restrittivo da parte della Federal Reserve mentre oggi è attesa la Bce.
Torna a crescere il prezzo del petrolio: il Wti con consegna ad aprile passa di mano a 97,21 dollari al barile con un avanzamento dello 0,92% mentre il Brent con consegna a maggio è scambiato a 113,16 dollari al barile con una crescita del 5,38%.
Il prezzo del gas schizza in avvio a 74 euro al megawattora, poi ripiega su quota 70 euro. A spingere le quotazioni l’inasprimento delle tensioni in Medio Oriente. Ad Amsterdam, mercato di riferimento, i contratti Ttf scambiano a +26,6%.
Prezzo dell’oro in calo: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold spot) passa di mano a 4.793,4900 dollari l’oncia con una flessione dello 0,33% mentre l’oro con consegna ad aprile (Comex) è scambiato a 4.818,60 dollari l’oncia con una riduzione dell’1,58%.
Nei cambi euro poco mosso: è scambiato a 1,1462 dollari con un avanzamento dello 0,09% e a 183,1200 yen con una crescita dello 0,02%.
Lo spread tra Btp e Bund in avvio si allarga a 82 punti base. Anche il rendimento del decennale italiano sale e si porta al 3,79%
