«Il piano industriale presentato ieri dall’a.d. Roberto Cingolani prevede una trasformazione significativa del gruppo con l’obiettivo di rafforzare e posizionare l’azienda come player globale. Gli obiettivi del piano industriale 2026-2030 prevedono 140 miliardi di ordini cumulativi, una crescita dei ricavi e un raddoppio dei profitti entro il 2030, con ricavi pari a 126 miliardi. Nel 2026 la società prevede ordini intorno ai 25 miliardi di euro e 21 miliardi di ricavi. Ci vuole coraggio, come ha avuto Cingolani, nel darsi l’obiettivo con il quale Leonardo deve giocare un ruolo di preminenza, guidando alleanze strategiche, ad esempio come il GCAP e non solo. Non a caso sta attuando una strategia tesa a costruire una rete di massa critica e i risultati gli stanno dando ragione, nella prospettiva di una difesa continentale a trazione italiana». Antonio Apa, coordinatore Uilm Liguria, manifesta così la sua soddisfazione per l’aggiornamento del piano industriale approvato ieri dal cda di Leonardo.
Le stime del piano si basano su una previsione di budget globale per la sicurezza in aumento da 0,4 trilioni di dollari nel 2020 a oltre 1 trilione nel 2030 e su un impatto economico del cybercrime in aumento da 1 trilione di dollari all’anno nel 2020 a 1 trilione di dollari al mese nel 2030. Leonardo punta a diventare nel 2030 un “player della sicurezza globale” con cybersecurity, high performing computer, AI e dati quali pilastri strategici.
«La massiccia digitalizzazione della difesa è ormai entrata di diritto nel piano industriale di Leonardo, con il quale il gruppo punta a far crescere la cybersecurity e il settore spazio attraverso una forte spinta alla digitalizzazione, elementi vitali che porteranno Leonardo a diventare protagonista della sicurezza globale facendo leva anche sull’intelligenza artificiale – dice Apa -. Per Leonardo dotarsi di un sistema di nuova generazione digitale dei satelliti e dei mezzi è un requisito chiave per un vero scudo digitale. Non a caso è stato citato il progetto “Michelangelo Dome”, un nuovo sistema di difesa integrata che connette sensori, radar e armi di vari fornitori, identificando le minacce e rappresentando la risposta più efficace. In questo contesto il gruppo dirigente di Leonardo sa perfettamente che questi obiettivi sono perseguibili. Per questo punta a rafforzare l’elettronica per la difesa, il settore elicotteri e quello dei velivoli, con il recupero della produzione delle aerostrutture, in un mercato potenziale della sicurezza e della difesa che potrebbe superare i 1.000 miliardi di dollari entro il 2030».
«Per sviluppare questo ambizioso piano industriale l’azienda prevede, nel periodo 2026-2030, 28 mila assunzioni, con una forza lavoro complessiva del gruppo che arriverà a 75 mila addetti. Le assunzioni saranno concentrate soprattutto in aree chiave: ingegneria, software, intelligenza artificiale e gestione dei dati». Nello specifico, secondo le previsioni del Gruppo i nuovi ingressi saranno per il 55% giovani under 30, per il 70% profili Stem e il 30% donne.
«La dinamicità di Leonardo è ormai presente in tutti i campi ad alta tecnologia, sia nell’ambito civile sia in quello della difesa. In questo quadro Genova è destinata a diventare centrale nel gruppo – sottolinea Apa che aggiunge -. Questo consistente e ambizioso piano industriale lo si deve anche, e soprattutto, all’impegno dei lavoratori che, con il loro lavoro e il loro ingegno, contribuiscono alla realizzazione di questi importanti risultati. Pertanto è necessario venire incontro alle loro aspettative di dinamica salariale e di crescita professionale, a partire dal prossimo rinnovo del contratto di secondo livello».
