Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche: solo Imperia lo ha approvato in Liguria

A quarant'anni dall'introduzione dell'obbligo dei Piani per l'eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) ancora indietro i capoluoghi

barriere architettoniche, disabile

A quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba), in Liguria solo uno dei quattro capoluoghi di provincia risulta aver approvato definitivamente il Piano previsto dalla legge.

Il Comune di Imperia si è dotato del Peba con delibera del consiglio comunale numero 82 del 2015. Il Piano è consultabile attraverso il sito istituzionale dell’amministrazione.

A Genova il Peba è stato invece adottato con delibera della giunta comunale numero 23 del 2021, ma il Piano deve ancora essere approvato dal consiglio comunale per completare l’iter previsto dalla normativa. Il documento è consultabile online.

Situazione ancora in fase preliminare negli altri due capoluoghi liguri

Per quanto riguarda La Spezia, non avendo trovato informazioni sul Peba sul sito del Comune, è stata inoltrata una richiesta di accesso agli atti. In data 1 febbraio 2025, l’amministrazione ha risposto informando che con delibera di Giunta numero 256 del 2024 sono state approvate le linee di indirizzo per la realizzazione del Peba. Successivamente, il 18 novembre 2024, è stata effettuata una prima presentazione del Piano agli organi competenti.

Anche a Savona il Peba risulta in corso di realizzazione. In seguito a una richiesta di accesso agli atti, il 31 gennaio 2025 il Comune ha comunicato di aver provveduto all’individuazione del responsabile per la realizzazione del Piano, primo passaggio del percorso amministrativo necessario alla sua predisposizione.

Il quadro regionale evidenzia dunque un ritardo significativo: tre capoluoghi su quattro non hanno ancora approvato definitivamente il Peba, lo strumento previsto dalla legge per programmare l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e negli spazi urbani.

A livello nazionale, dal monitoraggio su 118 Comuni capoluogo, esclusa Roma dove la competenza è in capo ai Municipi, emerge che 43 Comuni pari al 36,4 per cento hanno approvato un Peba con delibera di consiglio comunale, 16 pari al 13,6 per cento hanno un Piano non ancora approvato o strumenti alternativi non previsti dalla normativa, 25 pari al 21,2 per cento sono in fase di redazione e 34 pari al 28,8 per cento risultano senza Peba o con informazioni non reperibili. Secondo l’Associazione questi dati, già critici nei capoluoghi che in teoria dispongono di maggiori risorse tecniche e amministrative, indicano una realtà ancora più arretrata nel resto del Paese: si stima che solo circa il 15 per cento dei Comuni italiani abbia davvero adottato un PEBA e l’effettiva realizzazione degli interventi previsti rappresenta una criticità ulteriore e largamente irrisolta.

«A quarant’anni dalla legge istitutiva dei Peba, l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali – dichiara Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni sui diritti delle persone con disabilità – non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità. L’Associazione Luca Coscioni continuerà a operare non solo perché venga rispettata la legge, ma anche perché il tema dell’accessibilità si imponga finalmente come una questione culturale, prima ancora che amministrativa. È impressionante constatare come ancora oggi nuove costruzioni ignorino principi basilari di progettazione inclusiva. Ci auguriamo di non dover aspettare altri quarant’anni perché l’accessibilità diventi una realtà effettiva e non solo un obbligo scritto sulla carta».

Come è stata svolta l’indagine

L’indagine dell’Associazione Luca Coscioni sui Peba nei comuni capoluogo italiani è stata realizzata attraverso consultazione sistematica dei siti istituzionali dei Comuni capoluogo, con particolare attenzione alla sezione “Amministrazione trasparente” (provvedimenti e strumenti di pianificazione); accessi agli atti nei casi di assenza o incompletezza delle informazioni online. L’indagine rimane aperta: l’Associazione invita amministrazioni, cittadine e cittadini a segnalare eventuali aggiornamenti o correzioni documentate a info@associazionelucacoscioni.it.