La Borsa di Milano parte in calo. Il primo Ftse Mib cede lo 0,71% a quota 44.141 punti. Tra i titoli peggiori ancora le banche con Intesa Sanpaolo (-1,4%), Mediobanca (-1,39%), Unicredit (-1,28%), Mps (-1,3%). La maglia nera è, però, di Prysmian (-2,3%). Sul fronte opposto salgono Saipem (+2,04%) ed Eni (+1,29%) con la slancio del petrolio in scia al conflitto in Iran.
Le incertezze legate alla guerra in Iran pesano ancora sulle Borse europee che partono in rosso. Parigi lascia sul terreno lo 0,96% con il Cac 40 a 7.907 punti. Francoforte perde lo 0,88% con il Dax a 23.381 punti. Anche Londra è negativa con il Ftse 100 che cede lo 0,64% a 10.238 punti.
Ancora una seduta negativa per le Borse asiatiche sulle tensioni in Medio Oriente, innescate dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Il Nikkei a Tokyo lascia sul terreno l’1,16%.
Sul fronte macro, attesi i dati della produzione industriale italiana e dell’eurozona. Dagli Usa la seconda lettura del Pil del quarto trimestre oggetto di possibili revisioni, l’indice Pce e la fiducia dell’Università del Michigan e infine i dati su reddito e spesa personale, importanti per le indicazioni sui consumi delle famiglie statunitensi.
Prezzo del petrolio in lieve calo questa mattina nei mercati delle materie prime: il Wti con consegna ad aprile è scambiato a 95,27 dollari al barile con una flessione dello 0,48% mentre il Brent con consegna a maggio passa di mano a 100,28 dollari al barile con una riduzione dello 0,18%.
Prezzo del gas in avvio è in rialzo oltre i 51 euro al megawattora. Ad Amsterdam, mercato di riferimento, i contratti Ttf salgono dell’1% a 51,34 euro.
Nei cambi euro in lieve calo: è scambiato a 1,1488 dollari con una flessione dello 0,21% e a 183,0600 yen con una riduzione dello 0,21%.
Lo spread tra Btp e Bund aumenta. Il differenziale in avvio si allarga a 82 punti base, sempre sui livelli di ottobre scorso.
Continuano a salire anche i rendimenti con il decennale italiano che sfiora il 3,8%.
