Commercio al dettaglio alla Spezia: in 13 anni -29,2% delle imprese attive

Crescono solo le attività di ristorazione e accoglienza. Per invertire la rotta Confcommercio lancia il progetto Cites

via del prione la spezia

Continuano a soffrire le attività commerciali della Spezia. Dal 2012 al 2025 le imprese attive del commercio al dettaglio, sia in sede fissa sia ambulante, hanno subito una variazione del -29,2%.

Il dato è stato diffuso nel corso dell’undicesima edizione dell’Osservatorio Città e demografia d’impresa, realizzato dall’Ufficio Studi di Confcommercio sui cambiamenti del commercio e delle imprese nelle città italiane, con particolare riguardo ai centri storici. In tredici anni le imprese spezzine del commercio al dettaglio nel centro storico sono passate da 579 a 459, ma il calo più drastico è stato registrato nelle periferie, con 722 imprese attive nel 2012 e solo 482 nel 2025.

Numeri preoccupanti, ancora di più se comparati agli altri comuni oggetto d’indagine. La Spezia si colloca tra le città che hanno subito più chiusure, al 33esimo posto su 122 città analizzate e, a livello regionale, rappresenta il secondo dato peggiore dopo Savona (-33,5%).

A subire maggiormente la flessione sono i carburanti (-67,74) e i negozi di abbigliamento e calzature (-45,26%). Per quanto riguarda i negozi di abbigliamento e calzature nel 2012 se ne contavano 135 nel centro storico e 97 nelle periferie; nel 2025 il numero è sceso rispettivamente a 88 nel centro e a 39 in periferia. Seguono le edicole (-45,10%); i negozi di mobili e ferramenta (-34,17%); i negozi di libri e giocattoli (-25%).

Rispetto alle edizioni precedenti dell’Osservatorio Città e demografia d’impresa, la scomposizione delle categorie merceologiche analizzate da Confcommercio contempla anche edicole e gli aggregati profumerie-fiorai-gioiellerie e rosticcerie-gelaterie-pasticcerie. Gli autori dello studio hanno inoltre voluto analizzare le differenze tra centro storico e periferie, per comprendere come le dinamiche del commercio si stiano evolvendo nelle diverse aree della città. Diversamente dalla media nazionale, alla Spezia la flessione del commercio risulta più marcata nelle periferie che nel centro storico.

Focus categorie nei centri storici 2012-2025:

Mobili e ferramenta -36,92%; Abbigliamento -34,81%;  Edicole -26,67%; Carburanti -20,0%; Libri e giocattoli 18,75% ; Rosticcerie, gelaterie, pasticcerie +30,0%; Farmacie +42,86%; Ristoranti +79,49%; Computer e telefonia +220,0% ; Altri alloggi +420,0%

Focus categorie nelle periferie 2012-2025:

Carburanti -76,92%; Abbigliamento -59,79%; Edicole -52,78%; Libri e giocattoli -31,25%; Mobili e ferramenta -30,91%; Computer e telefonia -26,32% ; Farmacie -10,0% ; Ristoranti +0%; Rosticcerie, gelaterie, pasticcerie +20,45; %; Altri alloggi +309,09%.

Crescono solo attività di alloggio e ristorazione

L’analisi complessiva dei dati raccolti evidenza una flessione generale del commercio tradizionale. La crisi del commercio non si limita tuttavia al territorio, a livello nazionale le regioni del Centro-Nord evidenziano le maggiori perdite di esercizi al dettaglio in sede fissa, mentre al Sud si registra una maggiore tenuta. In crescita sono invece le attività di alloggio e ristorazione (bar, ristoranti, b&b, affitti brevi ecc) passate da 246 attività attive nel centro storico nel 2012 a 429 nel 2025. Più stabile l’incremento del comparto nelle periferie, nel 2012 erano 322 nel 2025 sono salite a 357.

Il progetto Cites, la proposta di Confcommercio

«Questi dati non ci sorprendono. Da anni come Confcommercio La Spezia sottolineiamo la profonda crisi del commercio tradizionale che sta colpendo la nostra città, sia nel centro storico sia nelle periferie – commenta il presidente di Confcommercio La Spezia Sergio Camaiora − Anzi, proprio nelle aree periferiche le difficoltà risultano ancora più evidenti. Prendiamo atto di questa ennesima conferma. I dati ci dicono chiaramente che è in corso un processo di desertificazione commerciale. L’aumento delle attività di alloggio e ristorazione, accompagnato dalla riduzione delle attività commerciali, rischia di impoverire il tessuto economico e sociale delle città. Negozi e servizi di prossimità sono infatti essenziali per la vivibilità urbana, la sicurezza e la coesione delle comunità. Per contrastare questo fenomeno e rafforzare le politiche di rigenerazione urbana, valorizzando il ruolo del terziario di mercato, Confcommercio promuove il progetto Cities. Per invertire la rotta è necessario riconoscere le imprese di prossimità come attori del governo urbano; integrare le politiche di sviluppo economico con quelle urbanistiche; dotarsi di strumenti di conoscenza e monitoraggio; disciplinare l’offerta commerciale nelle aree più sensibili; gestire attivamente i locali sfitti. Queste sono solo alcune delle principali proposte che riteniamo improrogabili».

Imprese del comune della Spezia
2012 2019 2025
CS (*) NCS (*) CS (*) NCS (*) CS (*) NCS (*)
n. imprese n. imprese n. imprese n. imprese n. imprese n. imprese
Commercio al dettaglio 579 722 494 575 453 482
– esercizi non specializzati (alimentari e non alimentari) 23 40 39 21 47 26
– prodotti alimentari, bevande 57 109 66 114 56 83
– tabacchi 19 46 19 41 20 39
– farmacie 14 20 15 19 20 18
– computer e telefonia 5 19 10 16 16 14
– mobili e ferramenta 65 55 44 38 41 38
– libri e giocattoli 32 32 26 24 26 22
– edicole 15 36 14 29 11 17
– abbigliamento e calzature 135 97 98 62 88 39
– profumerie, fiorai, gioiellerie 105 86 79 74 61 78
– carburante per autotrazione 5 26 4 15 4 6
– commercio al dettaglio ambulante 98 143 74 105 54 86
– e-commerce, porta a porta, distributori automatici 6 13 6 17 9 16
Alberghi, bar, ristoranti 246 322 355 341 429 357
– alberghi 13 12 11 11 12 8
– altre forme di alloggio 25 22 87 56 130 90
– bar 100 146 106 126 108 108
– ristoranti 78 98 116 98 140 98
– rosticcerie, gelaterie, pasticcerie 30 44 35 50 39 53
(*) CS = centro storico; NCS = non centro storico
Elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio su dati Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne