Chiusura negativa per la Borsa di Milano, così come in Europa. Il Ftse Mib ha terminato a -0,71% e nessun altro degli indici di piazza Affari è stato in grado di segnare una percentuale in rialzo. Nel listino principale vanno giù i bancari a partire da Monte Paschi (-4,33%) e Mediobanca (-3,88%) dopo i rialzi legati alla fusione. Guadagna invece Leonardo (5,69%) a causa dell’intensificarsi degli attacchi in Medio Oriente, con Iran e Stati Uniti che proseguono a suon di minacce e alimentano i timori di un conflitto prolungato e di interruzioni continue del flusso di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Anche Eni e beneficia (+2,26%).
Oggi pomeriggio i principali indici di Wall Street perdono più dell’1% e le Borse europee hanno concluso ancora in negativo: Francoforte cede lo 0,21% con il Dax a 23.589 punti, Parigi perde lo 0,71% con il Cac 40 a 7.984 punti. Londra lascia lo 0,47% con il Ftse 100 a 10.305 punti.
Il petrolio prosegue la corsa. L’agenzia internazionale per l’energia (Aie) avverte che è in corso l’interruzione più significativa delle forniture globali di petrolio della storia internazionale, rilevando che i Paesi del Golfo stanno attualmente riducendo la loro produzione di almeno 10 milioni di barili al giorno a causa del blocco di Hormuz.Il Brent ha nuovamente superato i 100 dollari al barile, per poi riportarsi poco sotto (sui 99 dollari), e il Wti segna un rialzo di oltre l’8% a 94,6 dollari.
Il gas ad Amsterdam sale poco più dell’1% a 50,8 euro al megawattora.
Nei cambi l’euro si indebolisce ancora a 1,519 dollari (da 1,155 in avvio e 1,156 ieri). Il cambio euro/yen è 183,45 (da 183,51 e 183,75).
Anche lo spread allarga la forbice: l’ultimo segna 78.29 (+8.57%)
