Cnr Liguria, personale precario in audizione in Consiglio regionale

Ricerca, innovazione e futuro del territorio al centro del confronto con le istituzioni

sede cnr genova via di francia

Una rappresentanza delle ricercatrici e ricercatori, tecnologhe e tecnologi, tecniche e tecnici, amministrative e amministrativi precari del Consiglio Nazionale delle Ricerche in Liguria interverrà domani, 10 marzo alle ore 13, in audizione davanti ai capigruppo del Consiglio regionale per portare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica la situazione del personale a tempo determinato negli istituti del territorio e le sue ricadute sul sistema della ricerca e dell’innovazione.

L’incontro si inserisce in un percorso di interlocuzione istituzionale già avviato a livello regionale. Nel dicembre scorso, infatti, il Consiglio regionale della Liguria ha approvato all’unanimità una mozione a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori precari degli enti pubblici di ricerca. Il documento ha riconosciuto il valore strategico del capitale umano impegnato nei progetti scientifici e tecnologici e ha espresso l’impegno della Regione a sostenere iniziative utili a favorire percorsi di stabilizzazione.

Durante l’audizione di domani in Consiglio regionale, la delegazione dei precari Cnr illustrerà il quadro attuale del personale negli istituti liguri e il ruolo centrale che queste professionalità svolgono nella realizzazione delle attività scientifiche. Negli ultimi anni il sistema della ricerca pubblica ha registrato una forte riduzione dei concorsi ordinari, dinamica che ha favorito la crescita di un’ampia area di lavoro a tempo determinato. In molti casi si tratta di ricercatrici, ricercatori, tecnologi e tecniche con competenze altamente specializzate, impegnati da anni nella progettazione e nella realizzazione di programmi scientifici nazionali ed europei. La richiesta dei precari alle istituzioni del territorio è di rafforzare l’interlocuzione con il Governo nazionale, affinché vengano individuate risorse aggiuntive in grado di estendere i percorsi di stabilizzazione a tutta la platea degli aventi diritto.

“Il tema – scrivono i precari del Cnr – assume un rilievo particolare nel contesto del Pnrr. Solo nell’area genovese risultano attivi quindici progetti Pnrr che coinvolgono istituti del Cnr e che contribuiscono allo sviluppo scientifico e tecnologico del territorio. L’assenza di una visione strutturale sul futuro del personale impiegato in questi programmi solleva interrogativi sulla continuità delle attività di ricerca e sulla valorizzazione delle competenze costruite negli anni”.

“La normativa sulla stabilizzazione del personale della pubblica amministrazione introdotta con la cosiddetta Legge Madia (n. 124/2015) prevede diversi strumenti, tra cui i meccanismi individuati nei commi 1 e 2 dell’articolo 20 (D.lgs 75/2017), che tuttavia riguardano soltanto una parte delle lavoratrici e dei lavoratori precari degli enti di ricerca. A fine anno del 2025 sono stati stanziati dalle opposizioni a livello nazionale 10 milioni di euro annui per sostenere tali percorsi. La cifra consente la stabilizzazione di circa 180 persone sull’intero territorio nazionale,
a fronte di oltre ottocento domande presentate nella recente manifestazione di interesse relativa al comma 1. Ad oggi restano ancora in attesa di pubblicazione gli elenchi relativi alla procedura del comma 1 e non risulta ancora avviato il bando dedicato al comma 2. Un ulteriore strumento previsto dalla normativa, il cosiddetto comma 8, consente in alcuni casi la trasformazione del contratto prima della scadenza; molti lavoratori hanno già perso questa possibilità e altri rischiano di perderla nel giro di poche settimane. L’ultima Legge di Bilancio (L. n. 199/2025) ha inoltre introdotto, attraverso l’emendamento noto come “Lotito”, la possibilità di bandire concorsi riservati. Anche in questo caso la platea dei beneficiari risulta molto limitata, in ragione dei requisiti temporali richiesti”.

Nel corso dell’audizione verrà presentata anche una ricognizione aggiornata della presenza del Cnr in Liguria. Il territorio ospita numerosi istituti e sedi di ricerca che operano in ambiti strategici, dalle scienze del mare alla robotica, dalla fisica dei materiali alle tecnologie per l’ambiente. Un censimento realizzato nel 2025 ha fotografato la presenza di più di 70 di lavoratrici e lavoratori precari negli istituti genovesi e nelle altre sedi liguri. Da allora diversi contratti sono già giunti a scadenza e altri termineranno nelle prossime settimane, con il rischio di disperdere competenze maturate nel corso di anni di attività scientifica.

Nel corso dell’incontro verrà inoltre aperta una riflessione su possibili forme di collaborazione istituzionale. “Nel quadro delle politiche regionali per l’innovazione la Regione Liguria potrebbe valutare strumenti di sostegno finalizzati a consolidare il personale impegnato nei programmi di ricerca strategici per il territorio, rafforzando così il percorso di crescita scientifica e tecnologica già avviato”, scrivono i precari Cnr Liguria.