Due giorni di confronti, lavori e incontri che hanno permesso ai partner del progetto europeo Blue Ports di fare il punto delle attività e rilanciarle in un momento cruciale: l’apertura del bando dei corsi erogati ai lavoratori portuali per accrescere la loro professionalità nella direzione della transizione verde.
Nella sede del Distretto Ligure delle Tecnologie Marine, ente ospitante di questo terzo incontro, i rappresentanti dei partecipanti hanno illustrato alla stampa le loro realtà e la portata innovativa di Blue Ports, finalizzato al rispetto degli obiettivi climatici Ue 2030; oltre al presidente del Dltm Lorenzo Forcieri, c’erano: Teocharis Tsoutsos per Resel @Tuc (Technical University of Crete) – coordinatore di progetto – , Carolina Navarro Correcher per Fundaciòn Valencia Port, Virginios Voudouris per Tüv Nord Hellas, Minas Seimenis per Heraklion Port Authority e Natia Miminoshvili per Maritime Transport Agency of Georgia.
«Il progetto – ha detto Forcieri – nasce da una iniziativa dell’Unione Europea per adeguare le professionalità degli operatori alle esigenze di sostenibilità da essa definite. Viviamo un momento difficile, in cui la cooperazione e la collaborazione tra Paesi diversi resta l’unica strada che può garantire ai cittadini ed alle aziende europee un futuro migliore. Siamo orgogliosi di aver ospitato questo evento e, nell’occasione, aver mostrato ai nostri partner europei le eccellenze e le bellezze del nostro territorio».
Per Tsoutsos l’importanza di Blue Ports è il suo modus operandi, che lo rende un progetto pilota replicabile. «Vogliamo creare skill – ha dichiarato – e al contempo, accreditare competenze a livello europeo, cosa mai fatta, grazie a un approccio innovativo, che ci permette di rilevare le necessità dei lavoratori portuali grazie alla collaborazione con il personale degli scali e di soddisfarle in collaborazione con università e cittadini. Attualmente, lo sviluppo tecnologico è rapidissimo e portatore di un cambiamento radicale: l’obiettivo è creare nei porti dei team che possano supportare e stare al passo, in modo particolare quelli medi che più hanno difficoltà. Ci sono casi concreti come l’abbattimento delle emissioni, ad esempio e non dobbiamo lamentarci, ma piuttosto accompagnare il personale ad acquisire le competenze necessarie».
Navarro Correcher ha evidenziato il ruolo di Fundaciòn Valencia Port nel progetto: «Il nostro cluster supporta progetti di innovazione portuali e abbiamo messo molto impegno nell’accreditamento per chi seguirà i corsi di Blue Ports, non solo nella formazione: riteniamo siano elementi di cruciale importanza per permettere al personale portuale di compiere un passo avanti».
«Un aspetto importante dei corsi di Blue Ports è garantire un aggiornamento delle competenze gratuito: questo fa sì che si propongano percorsi adatti a chi lavora, sia per i colletti bianchi che per quelli blu. Grazie a un accordo europeo multilaterale, l’accreditamento ottenuto in un paese vale anche per tutti quelli che l’hanno sottoscritto» ha sottolineato Vouduris.
Seimenis ha puntualizzato: «Siamo davanti a un cambiamento epocale supportare: supportare il personale dei porti significa dare voce ad esigenze e bisogni” ha detto, guardando all’esperienza dello scalo di Heraklion, anche in considerazione della trasformazione di molti porti in hub energetici.
«Abbiamo esperienze da mettere a disposizione: da qui il nostro desiderio di supportare le competenze del personale dei porti» ha concluso Miminoshvili.
C’è tempo fino al 23 marzo per iscriversi ai corsi gratuiti online di Blue Ports: la formazione sarà erogata interamente online e in lingua italiana, attraverso sessioni che integreranno lezioni frontali e studio autonomo. Il percorso, che inizierà nella primavera 2026 e durerà circa 10 settimane, si concluderà con un esame online.
Il programma di formazione e certificazione Blue Ports è rivolto sia al personale manageriale e amministrativo, sia al personale tecnico e si suddivide in due corsi specifici:
Responsabile della Sostenibilità Portuale (Port Sustainability Officer): rivolto al personale dirigenziale e gestionale (dirigenti, manager, amministratori, ecc.).
Operatore per la Sostenibilità Portuale (Port Sustainability Operator): rivolto al personale tecnico e operativo (tecnici, operatori, manodopera qualificata, ecc).
La certificazione che sarà rilasciata ai partecipanti, sviluppata in conformità allo standard ISO/IEC 17024, mira a rafforzare le competenze della forza lavoro, che diventerà esperta in sostenibilità portuale, in linea con gli obiettivi climatici 2030 dell’Unione Europea.
I requisiti di ammissione sono indicati nella pagina “Candidati ora”, consultabile nel sito di progetto www.blue-ports.eu/it, da cui sono scaricabili i moduli di candidatura al bando.
Le candidature dovranno essere inviate entro il 23 marzo (posticipata la data) alle mail: application@dltm.it e info@blue-ports.it, in copia firmata, corredate dai documenti giustificativi richiesti.
Per ulteriori informazioni si può inviare una mail all’indirizzo: info@dltm.it
In alternativa è possibile consultare i siti www.blue-ports.eu/it oppure www.dltm.it
