Un investimento da un miliardo di dollari sul Terminal Psa di Genova Pra’ per rafforzare la competitività del porto di Genova e del sistema logistico nazionale, puntando su innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale ed efficienza operativa: è questo il contenuto dell’accordo quadro di rilevanza strategica definito alla presenza del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e da Psa International tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e Psa Italy, firmato oggi a Singapore, dal presidente dell’Adsp Mar Ligure Occidentale Matteo Paroli e da Roberto Ferrari ceo di Psa Italy alla presenza del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi e del Group ceo di Psa International Ong Kim Pong.
Rixi dice: «L’intesa firmata tra Psa e Autorità portuale di Genova e Savona sblocca un miliardo di dollari di investimenti privati su un’infrastruttura strategica per il Paese. L’accordo porterà il terminal Psa di Pra’ fino a 3 milioni di teu annui e prevede ampliamenti molto più contenuti rispetto a quanto stabilito dal piano regolatore del 2001, razionalizzando spazi e opere a mare. Tra i punti chiave dell’intesa infatti c’è anche una riduzione degli impatti ambientali con una crescita ordinata. Un accordo che rafforza il ruolo del nostro Paese come hub logistico di riferimento nel Mediterraneo. Genova diventa così un modello replicabile per la blue economy di sviluppo sostenibile e industriale».
L’intesa avvia una prima fase di investimenti focalizzata sull’implementazione tecnologica e sull’adeguamento infrastrutturale del terminal Psa Genova Pra’ di Psa Italy, con particolare riferimento all’introduzione di Automated Stacking Cranes (Asc) e di sistemi tecnologici avanzati: gli interventi consentiranno di incrementare la capacità di movimentazione dei container, ottimizzare i flussi logistici e accogliere le grandi navi senza limitazioni operative, anche grazie alle attività di dragaggio previste.
L’investimento mira a dotare l’Italia e il Mediterraneo di un terminal portuale ad alto contenuto tecnologico, in grado di competere efficacemente con i grandi scali del Nord Europa e di intercettare una quota crescente dei flussi commerciali internazionali.
Il progetto prevede l’impiego di mezzi totalmente elettrici, a impatto zero in termini di emissione acustiche e di CO2 per la movimentazione delle merci, in coerenza con gli obiettivi nazionali ed europei di transizione ecologica.
L’accordo prevede una riorganizzazione delle aree operative del terminal, attraverso l’armonizzazione delle concessioni esistenti e la ridefinizione della logistica dei camion con l’avanzamento del gate portuale e la realizzazione di nuove aree di buffer, nonché il consolidamento di spazi funzionali all’ottimizzazione dei flussi di traffico.
Il presidente dell’Adsp Mar Ligure Occidentale Matteo Paroli commenta: «L’intesa raggiunta segna un passaggio strategico per il sistema portuale del Mar Ligure Occidentale e per la sua proiezione internazionale. L’investimento previsto – pari a un miliardo di dollari – rappresenta un impegno privato di dimensioni mai registrate in precedenza in un porto italiano e conferma la capacità del sistema di attrarre capitali di lungo periodo, anche grazie ai 3,6 miliardi di euro di investimenti pubblici già stanziati. Dopo lo sviluppo a Vado, il potenziamento di un altro terminal integrato nel sistema migliorerà le performance operative e la competitività internazionale dei dello scalo, garantendo al contempo la continuità occupazionale e la valorizzazione delle professionalità esistenti. Tale evoluzione avverrà nel pieno rispetto della continuità occupazionale: le professionalità oggi impiegate rappresentano un patrimonio del sistema e saranno valorizzate in coerenza con i previsti incrementi dei volumi di traffico. L’accordo definisce inoltre un quadro rinnovato nei rapporti tra Autorità e operatori, superando una fase prolungata di complessità che aveva generato inevitabili incertezze. La stabilità dei rapporti istituzionali rappresenta infatti la premessa indispensabile per attrarre investimenti di lungo periodo e assicurare al porto di Genova una prospettiva di crescita solida e sostenibile».
