Rimodulare l’offerta, destagionalizzare, migliorare l’attrattività per gli “alto-spendenti” e gli stranieri sono le leve strategiche su cui agire per dare valore al comparto turistico del savonese. È quanto risulta dallo studio “Turismo in Liguria e a Savona: quali leve per dare valore al territorio?” a cura di Romina Galleri del Research Department di Intesa Sanpaolo, diffuso in occasione dell’assemblea generale dell’Unione provinciale albergatori Savona. (Vedi Analisi di Intesa Sanpaolo sul turismo nel savonese). Per sostenere questo processo la banca, spiega Andrea Perusin, direttore regionale Piemonte Sud e Liguria di Intesa Sanpaolo, mette a disposizione del territorio i suoi strumenti di finanza straordinaria.
Secondo l’analisi di Intesa Sanpaolo da sempre Savona in Liguria è la provincia più gettonata e con l’intensità turistia» più elevata. Nel 2025, le presenze di turisti in Liguria sono state pari a quasi 16 milioni, 5,2 milioni a Savona, 20 presenze turistiche all’anno per ogni residente. Però quella savonese è la provincia meno internazionalizzata e dinamica, con provenienze molto concentrate e “vicine” (Piemonte, Lombardia). Le attese per il 2026 sono buone, il turismo si conferma trainante, ma come portare più valore nel territorio? Occorre migliorare l’attrattività soprattutto per gli stranieri e gli italiani più lontani, rimodulare l’offerta per attrarre anche gli alto-spendenti: ora è scarsa la presenza di strutture a elevato stellaggio. Il marketing digitale e l’aumento della produttività attraverso l’Intelligenza artificiale possono essere validi strumenti.
«Le pmi italiane – spiega Perusin – tra cui anche quelle savonesi, affrontano oggi un contesto veloce e in continua trasformazione. Intesa Sanpaolo, come banca di riferimento per la crescita dell’economia reale del territorio, sostiene le imprese locali che operano nel settore turistico offrendo gli strumenti necessari ad individuare nuove strategie di sviluppo e accrescere la propria competitività, adottando un approccio sostenibile e di lungo periodo. La finanza straordinaria che mettiamo a disposizione del territorio rappresenta per le pmi una leva strategica per accelerare la crescita, affrontare con maggiore solidità i temi di governance e rafforzare la posizione competitiva in mercati sempre più dinamici. Mettiamo a disposizione del settore turistico italiano 10 miliardi di euro nell’ambito dell’accordo nazionale da 200 miliardi, al fine di cogliere le opportunità e le sfide che stanno interessando il comparto, per promuovere un modello di turismo di qualità, sostenibile e capace di attrarre nuove generazioni di professionisti dell’accoglienza».






















