«Sono al 100% d’accordo con il Position paper di Confindustria di Genova e diAlessandria». (vedi qui ). Così Luigi Attanasio, presidente della Camera di commercio di Genova, commenta la proposta di sviluppo dell’attività siderurgica e industriale delle aree di Genova Cornigliano e Novi Ligure elaborata dalle due associazioni. Confindustria Genova e Confindustria Alessandria propongono, in sostanza, di separare la trattativa per Novi e Cornigliano da quella per Taranto, e a Genova rivedere la concessione a Ilva di oltre un milione di metri quadri al complesso riderurgico ex Ilva, destinando la superficie non utilizzata ad altre attività produttive, manufatturiere e logistiche.
«Quando fui presidente di Confindustria – ricorda Attanasio – difesi a spada tratta il gruppo Riva e l’attuazione dell’accordo di programma. Vent’anni dopo vedo che più della metà dell’area di Cornigliano è vuota, che l’unica cosa importante che siamo riusciti a realizzare a Genova, sotto il profilo manifatturiero, è quell’officina di Ansaldo Energia dentro al porto. E assistiamo a una guerra quotidiana per lo spazio in aree che sono abbandonate. Questo non vuol dire che bisogna rinunciare alla siderrurgia, ma che bisogna ridare alla città, quantomeno, metà di quello spazio. Spazio che non non viene utilizzato. Ricordiamoci che in quello stabilimento Ilva lavoravano 12.000 persone, ora sono 700. C’è un rapporto occupazione-spazio che queste città non si può permettere».
«Inoltre – aggiunge il presidente della Camera di commercio genovese – se si vende l’Ilva a un euro, non è possibile che Cornigliano valga meno di un euro. Io pago i terreni industriali 150 euro al metro. E cedere quell’area a un operatore che non conosciamo e non è un siderurgico comporta il pericolo di fare nascere una concorrenza al porto che utilizza un’area non pagata. Un potenziale concorrente che partirebbe a costo zero, perché potrebbe fare, per esempio, il terminalista di rinfuse».























