Frana sulla SP 26, Città metropolitana: “Società che gestisce la cava responsabile della sicurezza della scarpata”

Lo smottamento proveniente da terreni privati della "Cava Ceisena" ingombra la sottostante sede stradale

SP26 Cava Ceisena Frana (1)

«Allo stato attuale non sono stati presentati dalla Città metropolitana piani di intervento alla Regione Liguria in quanto la società che gestisce la cava è l’unica responsabile e tenuta alla messa in sicurezza della scarpata a monte del tratto di strada in oggetto. Lo ha dichiarato Simone Franceschi, vicesindaco e delegato alla Viabilità della Città Metropolitana di Genova in risposta alle dichiarazioni alla stampa del consigliere Sandro Garibaldi, circa il fatto che “Regione Liguria a oggi sta aspettando dalla Città metropolitana di Genova un piano di interventi che possa quanto meno poter riaprire la strada”.

“La situazione è sicuramente complicata – ha aggiunto Garibaldi – perché si tratta di un fronte franoso di proprietà privata  e la Città metropolitana è anch’essa coinvolta e danneggiata dalla situazione, al pari degli abitanti del territorio e del Comune di Ne. A tutto ciò si deve inoltre aggiungere che le Linee Guida, denominate  Linee Guida per la definizione della programmazione regionale degli interventi e delle progettazioni infrastrutturali in materia di viabilità e mobilità ciclistica e modalità di erogazione dei relativi finanziamenti regionali, non ammettono a finanziamento interventi riferiti a porzioni di territorio interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico o potenzialmente a rischio di eventi di natura franosa e/o alluvionale“.

Concludendo, “La Città metropolitana di Genova resta in costante contatto con gli uffici regionali preposti, il Comune di Ne, Asl 4 e la società che gestisce la Cava, per valutare con la massima disponibilità tutte le soluzioni che possono essere individuate per ripristinare la regolare circolazione sul tratto viario e nel territorio interessato, ribadendo al contempo, nel rispetto della complessità della situazione, la necessità di evitare valutazioni ingenerose su responsabilità e tempistiche, quando si è continuato ad operare, fin da subito, con spirito di collaborazione e responsabilità”.