Fim, Fiom e Uilm hanno annunciato nella serata di ieri la mobilitazione permanente contro la decisione del ministero del Lavoro di chiudere la procedura sulla cassa integrazione straordinaria (Cigs) per l’ex Ilva, concedendo all’azienda la facoltà di proseguire unilateralmente. Lo scrive Teleborsa. “Non accettiamo questa azione inedita e gravissima”, hanno detto i leader sindacali Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Rocco Palombella.
Secondo le tre sigle, la scelta arriva in un momento particolarmente delicato, segnato dall'”esito disastroso del bando di gara che ha certificato l’assenza di soggetti industriali interessati a rilevare l’intero gruppo”. Da qui la decisione di proclamare da subito lo stato di mobilitazione permanente, con assemblee in tutti gli stabilimenti e possibili scioperi.
“Il Governo – aggiungono i tre rappresentanti sindacali – deve assumersi le sue responsabilità, anche attraverso l’intervento pubblico, e riaprire il confronto a Palazzo Chigi con le organizzazioni sindacali. La situazione sta precipitando in maniera drammatica: i lavoratori hanno lottato per il rilancio dell’azienda e saranno pronti a mobilitarsi finché non arriveranno risposte sul futuro dell’ex Ilva”.
Fim, Fiom e Uilm avevano inviato una lettera al ministero del Lavoro per comunicare la decisione di disertare l’incontro previsto nella mattina di ieri, lunedì 29 settembre, sulla Cigs. “Preso atto della conferma di una riunione che tende a escludere il parere dei lavoratori e dei loro rappresentanti, comunichiamo che non presenzieremo, ribadendo la necessità di un rinvio”, avevano annunciato.
Nella lettera i sindacati hanno ricordato che, scaduti i termini del bando, l’unico elemento disponibile è una nota stampa dell’azienda che parla di dieci offerenti.
“Resteremo in attesa della convocazione di Palazzo Chigi che possa chiarire quale percorso il Governo, insieme alla struttura commissariale, intenda dare al gruppo ex Ilva”, hanno concluso.

























