Borse europee in rosso, crollo di Milano con la crisi politica

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Cresce il timore di una recessione globale indotta da una Federal Reserve così severa da procedere a un rialzo dei tassi di oltre 100 punti base per contrastare l’inflazione e le Borse europee chiudono in rosso con Milano (-3,44%) che affonda a causa della crisi politica. Francoforte segna -l’1,82%, Parigi -1,42%, Londra -l’1,69%. Oggi, Christopher Waller, componente del Board della Federal Reserve, ha detto che è pronto a considerare un aumento dei tassi di interesse maggiore rispetto a quello da 75 punti base deciso a giugno.

La crisi politica in Italia, provocata dal fatto che il Dl Aiuti è passato al Senato con la fiducia senza il voto di M5S, e il premier Mario Draghi, ha avuto un colloquio di circa un’ora con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha provocato un forte ampliamento dello spread Btp/Bund, a 218 punti (variazione +6,09%, rendimento Btp 10 anni +3,31%, rendimento Bund 10 anni+1,13%).

A Piazza Affari  Saipem ha cercato il recupero (+5,69%), mentre Telecom è affondata (-6,4%). Negativi in generale bancari, finanziari e comparto energia.

In ribasso il prezzo del petrolio a causa dei timori per la domanda globale: il contratto consegna settembre sul Brent perde il 2,14% a 97,44 dollari al barile e quello consegna agosto sul Wti il 2,73 a 93,67 dollari al barile, quando il gas ad Amsterdam è prima salito a 180 euro e poi e’ tornato a scendere (-3,1% a 174,8 euro al megawattora).

Sul mercato dei cambi, l’euro passa di mano a 1,0011 dollari, dopo un minimo a 0,9952 (1,0019 in avvio) e 139,238 yen (138,7).