In azienda come nello spogliatoio. I dipendenti di Asef srl, la società partecipata del Comune di Genova specializzata in trasporti e onoranze funebri, e gli atleti del Cus Genova e dell’Asd Bogliasco 1951 scendono in campo insieme in una campagna in cui lo scopo pubblicitario si fonde con quello sociale, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui valori comuni di lavoro e sport. Quattro atleti, ragazze e ragazzi, e quattro dipendenti di Asef, donne e uomini, condividono un unico impegno “Nella promozione – si legge sui manifesti – della cultura e dei valori dello sport, fondamentali fattori educativi e di importanza sociale”. Tutto ciò sotto il segno del brand ormai consolidato di “Asef per lo sport” che da un triennio definisce buona parte dell’attività sociale svolta dalla partecipata, con sponsorizzazioni di piccole e grandi società sportive di diversi settori, e l’installazione di strutture pubbliche per l’accesso gratuito all’attività fisica.

Quattro i manifesti che da oggi campeggiano sui muri cittadini dei quartieri del centro e del levante genovese e su quelli del comune di Bogliasco. Hanno prestato il volto alla campagna Giulia Lombella, attaccante della formazione femminile dell’Asd Bogliasco 1951, insieme a Michela Ottonello, addetta alla rete commerciale di Asef; Riccardo Pasqualetto, playmaker del Cus Genova Basket con Giovanni Vacca, operatore funebre Asef; Barry Fassouma, pilone destro del Cus Genova Rugby con Lorenzo Marcenaro, operatore funebre Asef; Marco Cassone, palleggiatore del Cus Genova Volley con Vincenzo Donnini, operatore funebre Asef. Le coppie indossano le rispettive divise e sorreggono il pallone delle singole specialità di militanza degli atleti, così da trasmettere condivisione di valori e continuità nell’impegno quotidiano.

«Da anni l’azienda è impegnata in attività sociali e socioculturali – esordisce l’amministratore unico di Asef Maurizio Barabino – in particolare condividiamo, a vari livelli, la convinzione che lo sport sia una delle pratiche che maggiormente trasmetta valori assimilabili a quelli di un ambiente lavorativo sano e produttivo: gioco di squadra, lealtà, spinta verso un obiettivo comune. In una parola: etica. Questi stessi valori sono quelli che intendiamo trasmettere ai nostri concittadini, attraverso questa nuova campagna».

Asef srl vanta tra le sue sponsorizzazioni quelle di Cus Genova e di Bogliasco 1951, oltre a FS Sestrese Calcio 1919, Canottieri Speranza Prà e Canottieri Sampierdarenesi. «La campagna è per ora orientata verso il centro-levante genovese – spiega il dirigente amministrativo e gestionale Franco Rossetti – abbiamo chiesto l’adesione delle due società sportive attive in quest’area urbana, ottenendo immediatamente risposte entusiastiche. Questo ci conforta, perché percepiamo una piena condivisione di valori e obiettivi”. Rossetti conclude con un ringraziamento ai dipendenti di Asef che hanno deciso di prestare il loro volto «per sostenere un messaggio – dice – che quotidianamente durante il lavoro, con la loro professionalità e competenza, trasmettono ai cittadini che si rivolgono a noi».

«Siamo particolarmente felici di intraprendere questo percorso con Asef – dichiara il presidente del Cus Genova Maurizio Cechini – si tratta di un’azienda radicata sul territorio, che condivide con la nostra realtà importanti valori sportivi quali rispetto, lealtà e solidarietà».

«Siamo orgogliosi che Asef abbia scelto di sostenere le attività sportive della nostra società ed altrettanto fieri di essere in compagnia di società storiche del panorama sportivo genovese – commenta il presidente dell’Asd Bogliasco 1951 Simone Canepa – con Asef condividiamo valori importanti, come quello dell’impegno sociale, e obiettivi di crescita che per noi si traducono in successi sportivi. Nei rispettivi campionati, infatti, speriamo di affiancare alla squadra femminile in Serie A1, unica formazione ligure presente nel massimo torneo nazionale, la squadra maschile in corsa da sabato per i play-off promozione. Per noi rappresenterebbe un grande traguardo che senza aziende che ci supportano, come Asef, sarebbe impensabile immaginare».

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