Entro l’estate del 2022 corso Italia avrà una nuova pista ciclabile bidirezionale, che si snoderà nel tratto compreso tra corso Marconi e via Felice Cavallotti, inserita tra la carreggiata stradale e la fascia pedonale. Sarà lunga 2,5 chilometri e larga 3 metri. Il progetto è stato presentato questa mattina a Palazzo Tursi.

I lavori sono finanziati dal ministero con quasi 3 milioni di euro, sui 3,7 milioni totali di risorse per le piste ciclabili. Le risorse rimanenti saranno destinate alla realizzazione di rastrelliere e depositi chiusi per le biciclette, con l’idea di inserire i “box” per il noleggio delle bici anche nelle principali stazioni ferroviarie cittadine, per favorire il turismo “green”.

«In corso Italia faremo una vera pista ciclabile isolata dal traffico, mentre nelle altre parti della città rimarranno le piste rosse e le ciclabili parallele al traffico − spiega il sindaco Marco Bucci − Puntiamo a fare il meglio dove possibile, dove non è possibile è importante invece inserire questo tipo di trasporto, che è la nostra priorità, con l’obiettivo di rivoluzionare l’approccio al trasporto pubblico. Vogliamo che il trasporto diventi pubblico il più possibile e quando è privato vogliamo sia il più possibile ecosostenibile. E anche il tpl dovrà essere green: ricordo che il nostro obiettivo è avere tutti i mezzi pubblici privi di combustione interna entro il 2025. Andremo avanti seguendo la tecnologia migliore sul mercato in un determinato momento».

Il progetto definitivo sarà presentato entro maggio, mentre a giugno è prevista la chiusura della conferenza dei servizi. Entro settembre verranno appaltati i lavori, «che dovranno necessariamente essere chiusi entro l’estate del 2022 per non perdere il finanziamento del Mims», spiega Valentino Zanin, della direzione Mobilità e trasporti-unità di progetto Smart Mobility del Comune di Genova.

La nuova pista ciclabile, separata dal traffico veicolare, farà tornare a due corsie l’intera carreggiata a monte di corso Italia (al momento una delle due è occupata dalla pista realizzata l’anno scorso), mentre la carreggiata a valle, in direzione Levante, sarà dotata di due corsie fino all’intersezione con via Piave, per poi proseguire a un’unica corsia larga cinque metri. L’obiettivo è mantenere anche lo stesso numero di posti auto e moto. Anche il tratto pedonale, in parte, cambierà: le nuove fioriere, i cassonetti e i parcheggi saranno spostati a sinistra della nuova pista, a protezione della stessa.

Lungo la passeggiata, ulteriori fioriere saranno collocate nei pressi delle principali attività e delle fermate bus. Previsto anche un nuovo impianto di illuminazione.

«La pista − osserva Enrico Musso, coordinatore urbano della mobilità sostenibile − è un tassello importante previsto dal Pums 2019, basato su transizione ecologica, complementarietà pubblico-privato e mobilità dolce ciclo-pedonale. Nel 2020 le misure anti Covid hanno permesso di partire prima con le corsie di emergenza, istituite dalle nuove norme, e di ottenere rapidamente i finanziamenti per la pista strutturata. Con questa pista la capacità auto e bus della carreggiata a monte tornerà quella ante-2020, la carreggiata a mare tornerà a due corsie nel tratto fino a via Piave, quello oggi più problematico. La nuova ciclabile si affaccia sul mare e sulla passeggiata, è un’ottima opportunità di restyling dell’intera arteria, dopo ben 30 anni dalla precedente ristrutturazione».

Per quello che riguarda i cassonetti della differenziata, l’assessore Matteo Campora spiega: «Abbiamo due ipotesi, la prima è quella di lasciare i contenitori per la differenziata, la seconda, più ambiziosa, consiste nel lavorare su un progetto di porta a porta, per recuperare i rifiuti direttamente dall’esercente, che sarebbe comunque il nostro obiettivo anche in questa parte della città».

Quella di corso Italia non è l’unica pista ciclabile “strutturata” a cui sta puntando il Comune: «Stiamo lavorando molto nel Ponente, per esempio nella val Polcevera esistono degli spazi per creare una pista ciclabile isolata dal traffico − spiega Bucci − Lavoriamo anche sul progetto, già discusso, di una pista ciclabile sopraelevata, tra il Porto antico e il nuovo Waterfront di levante. Rimarranno comunque sempre le piste rosse in città».

1 COMMENTO

  1. E meno male…
    L’avete fatta proprio alla cazzo, come lo è quella ciclabile in corso Sardegna e in tante altre parti della città.
    Ma chi è che le ha progettate? Spero proprio lo abbiate licenziato.

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