La Borsa di Milano ha aperto in calo. Il primo indice Ftse Mib cede lo 0,43% a 21.918 punti. Il susseguirsi degli scambi ha però invertito la rotta, con una virata in positivo. A trascinare il listino principale Telecom Italia (+2,29%) e Cnh Industrial (+1,15%). In calo Pirelli (-1,58%) e Azimut Holding (-1,17%).

Le Borse europee con il segno meno in avvio: gli investitori che fanno scattare le prese di profitto dopo i rialzi degli ultimi quattro giorni. Sotto i riflettori restano i negoziati tra il Regno Unito e la Ue sulla Brexit. Parigi -0,28%, Francoforte -0,13%, piatta Londra (+0,08%).

Negative le Borse asiatiche in chiusura: la banca centrale giapponese ha lasciato invariata la sua politica. In rosso Tokyo (-0,16%), con il processo di rivalutazione dello yen, penalizzando il comparto dell’export.

A livello macroeconomico in arrivo da Germania e Italia i dati sui prezzi alla produzione e dal Regno Unito le vendite al dettaglio. Previsto anche l’indice sulla fiducia delle imprese tedesche e la bilancia partite correnti dell’Eurozona. Dagli Stati Uniti prevista la bilancia delle partite correnti.

Avvio in calo per il prezzo del petrolio. Il greggio Wti del Texas cede lo 0,35% a 48,18 dollari al barile, rispetto ai 48,36 dollari della chiusura a New York. Il Brent scende a 51,26 dollari.

Nei cambi partenza in calo per l’euro, che scambia a 1,2250 dollari. In Asia lo yen passa di mano a 126,64.

Lo spread tra Btp decennale italiano e corrispondente Bund tedesco ha aperto in lieve aumento a 108 punti base. Il rendimento è a +0,52%.

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