Borsa di Milano in crescita, bene gli energetici

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Chiude in rialzo la Borsa di Milano, in linea con gli altri principali mercati azionari europei, sostenuti dall’aumento oltre le attese in febbraio dei nuovi posti di lavoro nell’Eurozona e dall‘incremento delle quotazioni del greggio. Milano termina con Ftse Italia All-Share a 20.845,68 (+0,14%) e Ftse Mib a 19.043,58 (+0,34%), Francoforte, migliore in Europa, guadagna +1,18%, Parigi +0,49%, Londra + 0,24%.

A Piazza Affari in evidenza gli energetici i petroliferi in particolare: Eni +2,32%, Enel +0,20%, Saipem +0,43%, Tenaris +2,80%, Terna a +1,09% all’indomani della presentazione del piano al 2021. Sale del 2,6% Prysmian dopo la commessa da oltre 300 milioni con la Rete elettrica francese.

Tra i finanziari, Intesa Sanpaolo in calo dello 0,18%, Generali perde -0,20%, Unicredit l’1,49%, Mediobanca -1%, Banco Bpm il 3,14%, Mediolanum il 6,73% nel giorno in cui ha annunciato i conti 2016 con un utile in calo del 10%. Giù dell’1% Ubi Banca che ha dovuto incassare il taglio di rating da parte di Fitch a “BBB-” in ragione dell’andamento della qualità del credito.

Telecom Italia in flessione dello 0,90%, bene Mediaset (+1,17%) favorita anche da Mondadori (controllata Fininvest) che ha guadagnato +10,82% dopo la comunicazione, su richiesta della Consob, del piano di obiettivi al 2019 . Il titolo della casa editrice di Segrate prima di chiudere è passato anche in asta di volatilità.

Per quanto riguarda gli industriali a maggior capitalizzazione, Fiat Chrysler +0,19%, Leonardo-Finemccanica -0,25%.

Bene Buzzi (+2,6%) e Brembo (+2%) favorita da una raccomandazione al rialzo di Kepler Cheuvreux

Il barile di petrolio ha toccato 55 dollari a New York (+1,4% a 54,79 sul finale) e si è avvicinato ai massimi dell’anno nel Brent (+1,5% a 57,05 dollari sul finale): la corsa dell’oro nero è stata favorita dalle dichiarazioni del segretario generale Opec sul calo atteso delle riserve globali nel 2017 e dal rialzo delle stime di Citigroup sul prezzo medio del greggio a 55 dollari nel corso dell’anno.

Sul mercato valutario, euro/dollaro sotto quota 1,06 a 1,055 (da 1,0620).