I mercati azionari reagiscono in modo contrastato all’effetto Trump ma nel complesso i listini europei segnano un moderato rialzo. Gli operatori sperano che che le misure messe in cantiere da Donald Trump alimentino la crescita Usa anche se permane il timore di un possibile aumento dei tassi da parte della Fed e di guerre commerciali.
Londra guadagna lo 0,34%, anche per la stabilizzazione della sterlina, dopo i rialzi della settimana scorsa, Francoforte sale dello 0,24% e Parigi dello 0,43%.
Milano risente anche dell’effetto referendum e chiude in negativo con Ftse Mib a 16.686,33 (-0,75%) e Ftse Italia All-Share a 18.288,95 (-0,70%).
Sul listino principale vola Mps (+11,43%) nel giorno del cda che farà il punto sugli esiti della prima parte del roadshow dell’amministratore delegato Marco Morelli.
Tra gli altri finanziari, Intesa Sanpaolo -1,17%, Mediobanca +0,43%, Generali +0,77%, Unicredit ha chiuso sui valori della vigilia (2,2880 euro per azione)
Negativi gli energetici (Eni -2,31%, Enel -0,88%) e Telecom Italia (-2,52%). Contrastati gli industriali con Leonardo-Finmeccanica a +1,90% e Fiat Chrysler a -2,80%.
Sul mercato valutario, il dollaro consolida il suo rafforzamento su tutte le principali divise internazionali e segna i massimi da gennaio sull’euro sotto quota 1,08. Il cambio tra la moneta unica e quella statunitense si attesta a 1,072 da 1,0859 di venerdì sera. Il dollaro/yen si apprezza a 108,346 (da 106,67) mentre sono necessari 1,2452 dollari per un pound (da 1,2605). L’euro/yen sale a 116,146 da 115,84
Il prezzo del greggio cala a 42,44 dollari al barile (-2,23%) proseguendo la netta correzione di venerdì innescata in parte dal rafforzamento del biglietto verde e in parte dalle stime Eia su una produzione Opec record a ottobre a 33,64 milioni di barili al giorno.
























