Tutelare, salvaguardare e valorizzare il patrimonio naturalistico rappresentato dalla popolazione dei cavalli selvaggi dell’Aveto , unico esempio in Italia di totale autonomia in natura di una popolazione di equini. È l’obiettivo della proposta di legge del consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino presentata oggi.

«Bisogna trovare – spiega Pastorino – un equilibrio tra biodiversità e vita delle comunità locali. Non neghiamo che la libera circolazione dei cavalli possa creare un problema ma è un problema che può essere risolto con metodi non cruenti. E anzi può trasformarsi sia in un’opportunità per la ricerca scientifica, sia in un volano per l’economia del turismo rurale della zona. In questi anni centinaia di studenti provenienti da ogni parte dell’Europa sono saliti in Val d’Aveto per osservare i cavalli allo stato brado: l’interesse già esiste, occorre potenziarlo».

La proposta di legge si articola su tre indirizzi:

1. Il riconoscimento per la popolazione avetana di uno status giuridico ad hoc (popolazione selvaggia della specie Equus caballus) e la conseguente equiparazione, dal punto di vista sia normativo sia gestionale, allo status di animale selvatico protetto.

2. Il riconoscimento da parte della Regione che i cavalli selvaggi dell’Aveto sono patrimonio naturalistico della collettività e l’istituzione di un “Santuario dei cavalli selvaggi dell’Aveto”, all’interno del quale gli individui riconosciuti come selvaggi siano effettivamente protetti da maltrattamenti e bracconaggio.

3. Il censimento e il monitoraggio della popolazione dei cavalli selvaggi dell’Aveto presenti nel territorio del Parco Naturale Regionale dell’Aveto e nelle aree contigue.

Inoltre il testo prevede la costituzione di un fondo per i Comuni che si trovano a dover gestire la presenza dei branchi.

Per evitare danni ai paesi e alle proprietà, dice Pastorino, «abbiamo previsto un concorso di forze fra Parco dell’Aveto, Università di Genova e associazioni che già operano per la tutela della fauna selvatica: è infatti necessario trovare una soluzione equilibrata, un percorso ponderato capace di soddisfare entrambi gli interessi in gioco. A questo punto si tratta solo di voler percorrere questa strada: da qui la volontà di presentare questo pdl, nato da una fattiva interlocuzione con i promotori del progetto Wild Horsewatching – I Cavalli Selvaggi dell’Aveto».

Nel corso della conferenza stampa è stata presentata una relazione sull’habitat e sulla vita del branco di cavalli avetani a cura di Evelina Isola, referente del progetto “wild horsewatching – i cavalli selvaggi dell’Aveto”, con immagini raccolte nella zona del lago di Giacopiane.

In seguito sono stati proiettati un video-appello in cui Monty Roberts, celebre addestratore americano caposcuola della “doma gentile”, chiede al presidente Toti di prodigarsi per la tutela dei cavalli selvaggi dell’Aveto e alcune anteprime del documentario di prossima pubblicazione “I Cavalli Selvaggi dell’Aveto”, realizzato dal filmaker Ugo Nuzzo.

Per quanto riguarda il numero dei cavalli selvaggi dell’Aveto, da un primo censimento condotto con l’Università di Genova è stato rilevato un numero di circa 60 individui, di cui circa 15-20 sarebbero esemplari vaganti appartenenti a privati, per cui i “selvaggi” in totale si aggirerebbero intorno ai 40 – 45 su un area di 25 km2. Dalle ricerche effettuate si è concluso che i cavalli dell’Aveto sono ormai parte integrante dell’ecosistema: in particolare la presenza dei branchi nell’area di Giacopiane risulta essere conservativa per gli habitat del Sic “Parco dell’Aveto”. Qui gli animali hanno molto più territorio a disposizione (rispetto a casi analoghi, come quello della Val Graveglia) e scendono verso quote più basse solo in inverno

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