La startup Docsy, assistente di intelligenza artificiale per la medicina legale sviluppato a Genova, serve oggi centinaia di professionisti in tutta Italia, tra medici legali, avvocati e aziende che si occupano di danno alla persona.
La piattaforma analizza la documentazione clinica, prepara perizie, consulenze tecniche d’ufficio, relazioni di parte e pareri, calcola il danno con le tabelle di riferimento e risponde ai quesiti medico-legali citando le fonti. Il professionista rivede, corregge e firma.
Dietro Docsy ci sono 3 giovani ingegneri genovesi alla seconda startup: hanno chiuso con un’exit il precedente progetto, acquisito da un importante investitore, e hanno scelto di ripartire con risorse proprie, senza investitori esterni. Al progetto lavora anche un medico legale genovese.
Prima di fondare la società, il team ha avviato una fase sperimentale: per circa 2 mesi qualche decina di medici legali e altri professionisti ha usato la piattaforma per validare l’idea. A gennaio 2026 è nata ufficialmente Docsy, con sede in corso Buenos Aires, a Genova. Da allora gli utenti sono passati da qualche decina a centinaia.
«Chi lavora su un caso di danno alla persona passa ore a leggere centinaia di pagine di documentazione clinica prima ancora di iniziare a scrivere», spiega Riccardo Basso, co-founder e Cpo di Docsy. «Con la nostra prima startup abbiamo imparato che un software funziona quando semplifica davvero il lavoro di chi lo usa. Docsy prepara il lavoro, il professionista decide, e senza il confronto quotidiano con i medici legali questo prodotto non esisterebbe.»
Nel corso dell’anno Docsy ha partecipato a diversi appuntamenti del settore e ha organizzato eventi propri a Genova e a Roma. Al 47° Congresso Nazionale della Simla, la Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni, tenuto a Roma a giugno, è stata tra gli sponsor principali e l’unica con una soluzione di intelligenza artificiale dedicata alla medicina legale.
«Portare l’intelligenza artificiale nella medicina legale significa lavorare ogni giorno con dati sanitari e con valutazioni che incidono sul risarcimento delle persone. Non basta che la tecnologia funzioni: deve dare ai professionisti la certezza che i loro dati siano trattati con il massimo rigore. Tenere insieme tecnologia, compliance e una competenza così specifica è la parte più difficile del nostro lavoro, ed è lì che vogliamo fare di Docsy il punto di riferimento in Italia. Al congresso nazionale, a sei mesi dalla fondazione, abbiamo trovato professionisti più ricettivi che mai», racconta Davide Fenati, Ceo di Docsy.
Nei prossimi mesi la società punta a consolidare la presenza fra i medici legali e a crescere negli studi legali e nelle aziende che gestiscono sinistri e risarcimenti.
