Il caro energia rischia di mettere in difficoltà le micro e piccole imprese genovesi, già alle prese con l’aumento dei costi di gestione. L’allarme arriva da Cna Genova, sulla base dell’ultima indagine nazionale della Confederazione: nel 2026 la spesa di famiglie e imprese italiane per carburanti, elettricità e gas potrebbe raggiungere 206 miliardi di euro, oltre 33 miliardi in più rispetto al 2025.
Con un incremento medio dei prezzi energetici del 20%, lo scenario comporterebbe un aggravio di oltre 4.500 euro all’anno per impresa. Le ripercussioni potrebbero toccare anche il tessuto produttivo della provincia di Genova, soprattutto con l’arrivo dei mesi più freddi e l’accensione degli impianti di riscaldamento.
«Negli ultimi anni fare impresa è diventata una sfida sempre più complessa – dichiara Matteo Moretti, presidente di Cna Genova –. Oltre ai rincari energetici, tutte le aziende devono fare i conti con un aumento generalizzato dei costi, che comprime i margini e riduce le risorse disponibili per investire. Secondo un’indagine Cna, oltre tre imprese su quattro hanno registrato un aumento della spesa energetica nell’ultimo semestre. Un dato che riguarda da vicino anche il tessuto economico genovese, composto in larga parte da micro e piccole imprese. La vera sfida oggi è riuscire a mantenere i costi sotto controllo in un contesto di forte incertezza, nel quale programmare diventa sempre più difficile. Con l’imminente accensione degli impianti di riscaldamento, la pressione sulle bollette rischia inoltre di aumentare ulteriormente. Servono interventi strutturali e misure concrete a sostegno delle imprese. Fare impresa è diventata ormai una missione: significa affrontare ogni giorno nuove difficoltà per garantire continuità aziendale, occupazione e sviluppo del territorio, senza poter continuare ad assorbire indefinitamente ogni nuovo rincaro».
Le proiezioni di Cna nazionale delineano 3 scenari per il 2026. Con un aumento medio dei prezzi del 10% la spesa complessiva raggiungerebbe circa 195 miliardi di euro, con un incremento del 30% potrebbe arrivare a 217 miliardi, quasi 44,5 miliardi in più rispetto al 2025. Nello scenario intermedio, da 206 miliardi, il conto supererebbe quello del 2022, anno della precedente crisi energetica.
Sui carburanti, nei primi 8 mesi del 2026 i consumi di gasolio per autotrazione sono diminuiti del 4,3%, ma la spesa è aumentata del 12,6%. I rincari incidono su autotrasporto, artigianato, produzione alimentare e autoriparazione del territorio genovese, fino alle imprese che usano ogni giorno mezzi e macchinari.
«I numeri dimostrano quanto la situazione sia preoccupante – sottolinea Barbara Banchero, segretaria generale di Cna Genova e Cna Liguria –. Nel 2025 la spesa energetica complessiva di famiglie e imprese italiane è stata stimata in 172,5 miliardi di euro. Quest’anno rischiamo di superare i 200 miliardi, con oltre 33 miliardi di costi aggiuntivi che peserebbero sull’intero sistema economico. Parliamo di una maggiore spesa media di oltre 4.500 euro per impresa, una cifra tutt’altro che trascurabile soprattutto per le realtà di dimensioni più piccole. Anche a Genova questi aumenti rischiano di tradursi in minore liquidità, investimenti rinviati e difficoltà nella programmazione delle attività. Non possiamo permettere che l’aumento dei costi energetici comprometta la competitività delle nostre imprese. Per questo sosteniamo la proposta di Cna nazionale di istituire, nella prossima legge di bilancio, un fondo da un miliardo di euro all’anno per favorire l’installazione di piccoli impianti fotovoltaici destinati all’autoproduzione energetica delle micro e piccole imprese. Ridurre la dipendenza dalle oscillazioni dei prezzi dell’energia è una necessità sempre più urgente».
