Dopo la Regione e il Comune di Genova anche il Consiglio della Città Metropolitana ha approvato il piano di risanamento di Amt, sancendo il completamento del percorso istituzionale necessario all’avvio operativo della manovra complessiva di salvataggio dell’azienda di trasporto pubblico locale che ha chiuso il 2025 con un deficit patrimoniale di oltre 61 milioni di euro, perdite cumulate per 82 milioni nel biennio 2024-2025 e debiti complessivi per circa 280 milioni.
La delibera metropolitana, approvata con 10 voti favorevoli della maggioranza e 9 astensioni dell’opposizione, rappresenta l’ultimo passaggio istituzionale prima dell’assemblea dei soci dell’azienda, convocata per oggi 14 maggio, e arriva al termine di una giornata che ha già visto il Consiglio Regionale della Liguria approvare all’unanimità la legge regionale n. 108 “Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale”, che stanzia risorse a sostegno degli investimenti e degli ammortizzatori sociali previsti nel Piano, e il Consiglio Comunale di Genova dare il via libera alla delibera n. 14/2026 con i voti della sola maggioranza e l’astensione del centrodestra.
Il Consiglio ha quindi dato mandato alla sindaca metropolitana, o a un suo delegato, a sostenere il percorso di riequilibrio economico-finanziario intrapreso da Amt, ritenendolo coerente con l’obiettivo di preservare la continuità aziendale e l’erogazione del servizio essenziale di trasporto pubblico su tutto il territorio metropolitano. Gli interventi di sostegno concreto da parte dell’Ente saranno adottati con atti successivi, una volta acquisiti gli impegni formali degli altri enti partecipanti, le attestazioni e certificazioni previste dalla normativa e l’omologa giudiziale degli accordi tra Amt e i suoi creditori nell’ambito della composizione negoziata della crisi, le cui misure protettive sono in vigore fino al 19 giugno 2026.
Il Piano di risanamento, di cui è stato approvato il sostegno nella sua versione aggiornata, acquisita al protocollo metropolitano il 6 maggio 2026, articola quattro direttrici strategiche: l’efficientamento e la razionalizzazione della struttura industriale; la revisione dei contratti di servizio di Tpl con la Città Metropolitana, in coerenza con la delibera art n. 154/2019; l’evoluzione della strategia tariffaria avviata dal novembre 2025; e il rafforzamento patrimoniale necessario a riportare il patrimonio netto di Amt in territorio positivo già nel corso del 2026.
Silvia Salis, sindaca metropolitana ha dichiarato: «L’approvazione di questo provvedimento da parte del Consiglio metropolitano chiude la fase di un percorso istituzionale lungo e molto complesso, che con una grande assunzione di responsabilità ci consente di realizzare una delle più grandi operazioni di salvataggio del trasporto pubblico locale nella storia di questo Paese. Ringrazio i vicesindaci metropolitano e comunale, Simone Franceschi e Alessandro Terrile, i lavoratori, le lavoratrici, i cittadini genovesi e tutti coloro che stanno affrontando con responsabilità questo momento difficile. Ringrazio la Città Metropolitana per contribuire con un milione e mezzo alla ricapitalizzazione di Amt e per il grande sforzo compiuto nell’aumentare di 700.000 euro all’anno il contratto di servizio. È chiaro che abbiamo dovuto prendere decisioni anche molto scomode, impopolari, ma la situazione che abbiamo ereditato era disastrosa e ci siamo assunti la responsabilità di salvare Amt e il trasporto pubblico locale, sistemando il bilancio: i soldi non si possono stampare e serve una mediazione seria tra tariffe, contributi e servizio, che è inserita nel piano di risanamento. Non vogliamo tornare al 2024, quando Amt ha perso quasi cinque milioni al mese nell’inconsapevolezza degli amministratori di allora. Per questo, dispiace che sia ieri in Comune sia oggi in Città Metropolitana l’opposizione abbia deciso di astenersi, a differenza di quanto avvenuto in Regione, dove tutte le forze politiche hanno votato all’unanimità un contributo fondamentale per salvare Amt. Approvare questo percorso significa salvare migliaia di posti di lavoro, oltre che un servizio fondamentale per la vita democratica e sociale di tutta la città metropolitana come il trasporto pubblico».
Laura Repetto, consigliera del gruppo di opposizione di centrodestra ha commentato: «Il centrodestra metropolitano ha deciso di restare in aula, con senso di responsabilità, per garantire la discussione e l’approvazione del piano di risanamento Amt per salvare azienda e dipendenti, e anche per i cittadini che dipendono da quel servizio ogni giorno. Va riconosciuto che le risorse oggi sul tavolo esistono in larga parte grazie a quanto deciso ieri in Consiglio Regionale, dove è stata approvata la legge che stanzia 40 milioni. Se il piano serve per dare futuro all’azienda, preoccupano però l’apertura a Trenitalia e l’ombra di una privatizzazione, il pericolo di un taglio alle corse, specie nei territori periferici di città metropolitana, la richiesta di una maggiore contribuzione a tutti gli enti locali cui si chiede già ora un’onerosa compartecipazione e, in ultimo, l’ipotesi non così residuale di una possibile ulteriore maggiorazione delle tariffe per tutti gli utenti. Ci asteniamo, ma vigileremo sull’attuazione di ogni singola misura»
Simone Franceschi, vicesindaco metropolitano e vonsigliere delegato ai Trasporti ha spiegato: «Con il voto di oggi la Città Metropolitana compie la propria parte in un’operazione che è, prima di tutto, un atto di responsabilità verso i cittadini di questo territorio. Amt non è soltanto un’azienda: è la spina dorsale della mobilità metropolitana, il servizio che permette a migliaia di persone di andare al lavoro, a scuola, di accedere ai servizi. La crisi che ha colpito Amt ha cause strutturali che affliggono il trasporto pubblico locale a livello nazionale, la pandemia, l’inflazione, i costi energetici, ma sono anche frutto di scelte politiche della precedente amministrazione, che comunque non potevano essere affrontate con gli strumenti ordinari. Il Piano di Risanamento è un percorso rigoroso, attestato da professionisti indipendenti, costruito in sinergia tra Comune di Genova, Regione Liguria e Città Metropolitana. Il nostro ruolo, come ente titolare dei contratti di servizio, è essenziale: la revisione dei corrispettivi che stiamo definendo è un intervento strutturale, non una misura emergenziale. Siamo al lavoro perché Amt torni solida, efficiente e all’altezza delle aspettative di chi ogni giorno sale su un autobus o sulla metropolitana.»
