I traffici nella nautica da diporto, vale a dire toccate e permanenze degli yacht collegate alle attività turistiche e soprattutto di refitting e repairing in cantiere, sono in crescita in tutto il mondo. A Genova tendono a restare stabili. Questo significa che il capoluogo ligure sta perdendo competitività, in particolare nei confronti di rivali come Barcellona e Provenza, nonostante possa vantare nel comparto della nautica professionale competenze di tipo industriale e artigianale che gli altri territori non hanno. È il tema messo a fuoco questa mattina nel corso della presentazione della sesta edizione dello studio dell’impatto economico e sociale della nautica dei grandi yacht condotto da TEHA (The European House-Ambrosetti) per Genova for Yachting e della tavola rotonda “Genova crede ancora nella grande nautica”?
Secondo lo studio di TEHA i dati economici 2025 della nautica dei grandi yacht a Genova evidenziano la crescita costante (tasso medio annuo 9,3%) a partire dal 2017 e confermano la strategicità del comparto: sale nel 2025 a 663 milioni di euro (630 nel 2024) il valore del giro d’affari calcolato lungo tutta la filiera sul territorio; aumenta l’impatto occupazionale, raggiungendo i 3240 addetti (3150 nel 2024); si stima per lo scorso anno un contributo al pil ligure di 234 milioni di euro (222 milioni di euro per il 2024). Nel 2025 cresce a 663 milioni di euro (+5%) l’impatto economico della nautica professionale genovese sul territorio; sale a 3240 unità l’impatto occupazionale, mentre si contraggono dell’8% i traffici. L’associazione chiede quindi alle istituzioni un cambio di passo, una visione condivisa e investimenti strategici per far fronte alla concorrenza internazionale, sempre più agguerrita.
Sulla base dei dati raccolti da TEHA relativi a traffico e presenze nel 2025 scendono da 77 mila a 71 mila i giorni di permanenza complessivi, con un decremento di circa l’8,5%: in particolare scende, per la prima volta, il numero presenze nella fascia di imbarcazioni tra i 50 e i 75 metri. Questo fatto, non ha avuto per ora effetti sui dati di impatto economico, perché a fronte della riduzione traffico è aumentato il valore economico generato per ogni giorno di permanenza, a conferma della crescente qualità e complessità dei servizi offerti dal cluster genovese. Tuttavia l’associazione vuole portare all’attenzione delle istituzioni l’andamento dei traffici: perché in un mercato dinamico e in crescita, chi si ferma, retrocede. Lo stallo del polo genovese emerge del resto anche dallo studio TEHA 2025, che — attraverso un’analisi comparativa con i poli di Barcellona e del Sud della Francia — evidenzia una minore dinamicità sia in termini di traffico sia nelle politiche e negli investimenti realizzati negli ultimi anni.
Emiliano Briante, partner dell’European House Ambrosetti, ha spiegato: «Dallo studio emergono dati ancora positivi, anche quest’anno abbiamo una crescita di quello che chiamiamo impatto totale dell’attività della nautica sul territorio, la somma delle sue ricadute dirette, indirette, indotte, su varie filiere e vari settori. Siamo a 660 e più milioni di euro di impatto annuo sulla città e sul territorio allargato, in aumento rispetto all’anno scorso, con una dinamica che soffre un po’ della riduzione di permanenza di alcuni segmenti dimensionali ma è più che compensata dalla crescita delle barche grandi, sopra i 90 metri, e dalla migliorata capacità di estrarre valore da parte delle aziende e del settore, grazie a produttività, innovazione e tecnologie sempre crescenti. Assistiamo però a un paradosso, nel senso che crescono tutti questi numeri ma diminuiscono i traffici. Questa dinamica, che sostanzialmente, si è iniziata a vedere da un paio d’anni, mette in in luce la competizione che il territorio di Genova sta avendo con realtà internazionali, in particolare nello studio ci siamo concentrati su un paio di benchmark, un paio di casi paragonabili per attrattività e dimensione a Genova: Barcellona e la costa sud della Francia. Entrambe queste località crescono a doppia cifra come traffici, mentre Genova sconta un po’ di flessione o comunque una situazione stabile negli ultimi due o tre anni. Siamo meno attrattivi – ha concluso Briante – in alcune tipologie di traffico per quanto riguarda infrastrutture e condizioni burocratiche-amministrative, siamo comunque molto competitivi su competenze e servizi».
«A fronte di questi dati – ha dichiarato Giovanni Costaguta, presidente di Genova for Yachting – riteniamo che sia importante attivare un dialogo e un confronto con le istituzioni perché ci sostengano per invertire una tendenza che si è creata a causa soprattutto degli investimenti fatti fuori». Investimenti delle istituzioni «O in collaborazione tra autorità, istituzioni e privati per migliorare l’offerta a livello infrastrutturale, a livello di spazi e di burocrazia. Noi abbiamo come vantaggi competittivi di sicuro la professionalità, in tutto in quello che riguarda infrastrutture, burocrazia e logistica c’è ancora molto da lavorare»
Coastaguta chiede nell’immediato uno snellimento di tutta una serie di procedure c che riguardan gli accessi nelle aree portuali, nel lavoro all’interno di aree portuali che vengono percepite dal cliente come complicazioni che altri competitor non hanno. «E poi – ha proseguito – in una prospettiva un pochettino più lunga c’è il tema del piano regolatore portuale, per il quale ci aspettiamo e speriamo di essere degli interlocutori».
Il comparto ha bisogno di spazio. In proposito vedi la proposta di Confindustria di Genova edi quella di Alessandria qui
e la dichiarazione del presidente della Camera di commercio di Genova Luigi Attanasio qui
«Il tema degli spazi- ha puntualizzato il presidente di Genova for Yachting – è di certo centrale così come quello delle banchine. C’è anche il tema della separazione delle aree operative tra grande nautica e riparazioni navali. Il tema degli spazi è molto complicato, ce ne rendiamo conto, ma il fatto che manchino secondo noi è è un po’ una narrazione, nel senso che a volte gli spazi sono mal gestiti male assegnati . Quello che noi vogliamo sottolineare con questi studi è il valore generato per il territorio territorio in base ai pochissimi metri quadrati che abbiamo, in altri settori, questo rapporto è meno alto. Inoltre il nostro settore genera qualità dal punto di vista professionale, è molto interessante per attirare giovani. Alla luce di questi dati – ha concluso Costaguta – emerge con forza la necessità che il nostro comparto venga pienamente considerato e coinvolto nei processi decisionali e nelle strategie di sviluppo del porto e della città di Genova. Riconoscere e valorizzare il ruolo della nautica professionale significa investire in un settore che contribuisce in modo concreto alla crescita economica, all’occupazione di qualità e alla proiezione internazionale di Genova, rafforzando il legame tra porto e città in una prospettiva di sviluppo condiviso».
«Il mercato del refit e servizi ai super yacht – ha detto Alberto Amico, portavoce dei cantieri di Genova for Yachting – è in crescita a livello mondiale e sta attirando nuovi capitali che si traducono in investimenti in infrastrutture e servizi. Le analisi di benchmark internazionale mostrano come realtà quali Barcellona e la riviera francese abbiano sviluppato nel cluster modelli di governance strutturati, che integrano imprese, istituzioni e centri di ricerca, sostenuti da investimenti pubblici mirati e strategie condivise su innovazione, sostenibilità e competitività. In questi contesti, la nautica professionale è riconosciuta come leva centrale di sviluppo economico e territoriale: un approccio che deve rappresentare un riferimento concreto anche per Genova, da troppo tempo ferma, se non vuole perdere posizioni come hub mondiale di riferimento».
«Le professionalità che il nostro territorio esprime nei servizi alla nautica dei grandi yacht rappresentano un valore distintivo nella competizione globale. – ha osservato Cinzia Farinetti, vicepresidente di Genova for Yachting –. Per rafforzarlo, lavoriamo attivamente anche sul fronte della formazione e dell’incontro tra domanda e offerta, come dimostra la collaborazione con il Blue District, con cui organizziamo career day dedicati. L’obiettivo è valorizzare le competenze locali, attrarre giovani talenti e rendere sempre più accessibile e competitivo il nostro cluster a livello internazionale».
Nicolò De Angelis, membro del Comitato esecutivo di Genova for Yachting, ha ribadito l’impegno dell’associazione «A rafforzare il ruolo di Genova come hub di riferimento nel Mediterraneo, puntando su investimenti, semplificazione burocratica e sviluppo di servizi per tutte le fasce della nautica. Fondamentale, in questa prospettiva, è il lavoro congiunto tra operatori del cluster, istituzioni cittadine e realtà portuali, per condividere obiettivi e accelerare i processi necessari alla crescita del settore. Il cluster continua così a generare valore economico e occupazionale, attivando una filiera che coinvolge refitting, logistica, turismo e commercio, confermandosi un modello di sviluppo integrato per il territorio.
Al dibattito, condotto da Alberto Quarati, giornalista del Secolo XIX, oltre gli operatori del settore, sono intervenute le istituzioni: Luigi Attanasio presidente della Camera di commercio di Genova, Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Alessandro Terrile, vicesindaco del Comune di Genova, Stefano Balleari, presidente del consiglio regionale, Michele Burlando, Capitano di Vascello della Capitaneria di Porto.
Qui il report completo: Dati 2025 nautica professionale
