HumanCare 2026, a Genova premiata Maria Elena Secchi nella categoria Volontariato e Umanizzazione

A Genova il meeting nazionale dedicato all’umanizzazione delle cure e al benessere organizzativo HumanCare

Nicolò premia Secchi
L'assessore Massimo Nicolò premia Secchi

Grande partecipazione, confronto di alto profilo e una rete nazionale sempre più ampia: HumanCare 2026, il meeting nazionale dedicato all’umanizzazione delle cure e al benessere organizzativo, è stato ospitato oggi a Genova. L’iniziativa, organizzata da Koncept, ha riunito istituzioni, manager sanitari, professionisti, università, terzo settore e rappresentanti delle aziende sanitarie pubbliche e private italiane, confermando la crescita di un progetto che, nato a Siena nel 2025, si sta affermando come uno dei principali laboratori nazionali dedicati alla costruzione di una sanità sempre più attenta alla persona.

L’appuntamento genovese ha rappresentato una nuova tappa di un percorso che punta a trasformare l’umanizzazione delle cure da principio teorico a pratica concreta, condivisa e replicabile nei territori. Un confronto articolato attraverso tavole rotonde, sessioni plenarie e laboratori tematici dedicati ai cinque pilastri della cura del futuro: ambienti, tecnologia, volontariato, cultura e comunicazione.

«La seconda edizione del convegno nazionale HumanCare non è un punto d’arrivo, ma una tappa di un percorso che da tre anni mette in rete esperienze, competenze e persone per consolidare le politiche di umanizzazione delle cure e del benessere organizzativo in sanità − spiega Paolo Petralia, coordinatore del progetto HumanCare e degli Ambassador Sanità Italiana all’interno dei Grandi Ospedali − oggi raccogliamo un patrimonio straordinario: 72 rappresentanti di aziende sanitarie pubbliche, private e università che scelgono di confrontarsi e lavorare insieme su un nuovo modello di sanità. L’umanizzazione delle cure infatti non riguarda soltanto la relazione medico-paziente, ma ogni dimensione del sistema salute: come gli ambienti di vita e di lavoro, le tecnologie, la comunicazione, il volontariato e la cultura. Abbiamo lavorato nei mesi scorsi attraverso laboratori tematici su queste cinque traiettorie che hanno prodotto proposte concrete condivise da consegnare ad Age.na.s e al ministero della Salute, affinché possano diventare strumenti utili per i decisori che stanno lavorando al regolamento e agli indicatori su questo argomento. Vogliamo costruire insieme un manifesto condiviso dell’umanizzazione delle cure nel nostro Paese, trasformando le esperienze maturate nei territori in modelli replicabili e metodi utilizzabili».

Nel corso dell’evento genovese – che rappresenta la tappa intermedia tra l’avvio del progetto a Siena dello scorso anno e l’evento conclusivo previsto nel 2027 a Modena – sono stati presentati anche gli atti del convegno del 2025, raccolta delle esperienze e delle buone pratiche sviluppate da circa trenta aziende sanitarie italiane pubbliche e private.

«HumanCare si conferma un percorso strutturato e in continua crescita: dopo la prima edizione di Siena del 2025, oggi a Genova registriamo una partecipazione sempre più ampia di aziende sanitarie pubbliche e private interessate al tema dell’umanizzazione delle cure − sottolinea Antonio Davide Barretta, direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese − l’evento è stato anche l’occasione per presentare gli atti del convegno di Siena, che raccolgono le esperienze di circa trenta aziende sanitarie italiane, pubbliche e private, oltre a una realtà internazionale cinese, impegnate nello sviluppo di modelli innovativi di cura centrati sulla persona. La condivisione delle buone pratiche e delle esperienze maturate nei territori rappresenta un lavoro importante e significativo, destinato a contribuire concretamente al miglioramento della qualità delle cure all’interno del Servizio sanitario nazionale».

I Premi HumanCare

Al centro del convegno genovese anche il Premio HumanCare 2025, un atto di riconoscimento e valorizzazione per le migliori esperienze italiane nell’ambito dell’umanizzazione delle cure in cinque diversi ambiti: ambienti, tecnologia, volontariato, cultura e comunicazione.

Per la categoria “Ambienti e Umanizzazione” il riconoscimento è andato ad Alessandro Poggi e Anna Rita Garzia dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena per “l’attenzione ai luoghi di cura: diminuire il senso di estraneità e di differenza nei confronti del contesto ospedaliero”.

Per “Tecnologia e Umanizzazione” è stato premiato Gianpaolo Ghisalberti dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria Senese per “la tecnologia a supporto dell’umanizzazione delle cure: l’esperienza del sito web dell’AOU Senese”.

Nella categoria “Volontariato e Umanizzazione” il riconoscimento è stato dato a Maria Elena Secchi dell’Asl 4 chiavarese (oggi Area4 di ATS) per “il community building come strategia di coprogettazione aziendale partecipata di coinvolgimento del terzo settore”.

Per “Cultura e Umanizzazione” è stata premiata Mariateresa Dacquino dell’Azienda Ospedaliero -Universitaria di Alessandria per “costruire relazioni di cura. Visione, azioni e organizzazione del centro studi cura e comunità per le medical humanities”.

Infine, per “Comunicazione, soft skills e Umanizzazione” il premio è stato assegnato a Carmen Cappitella e Igina Breccia dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria Sant’Andrea di Roma per la “personalizzazione e umanizzazione delle cure: modelli operativi per bisogni complessi”.

Il convegno di Genova si è concluso lanciando ufficialmente il percorso verso HumanCare 2027, che si svolgerà a Modena e rappresenterà la tappa conclusiva del progetto triennale dedicato all’umanizzazione delle cure.

Prossima edizione a Modena

«HumanCare continuerà a essere un luogo di coprogettazione di modelli organizzativi fondati sulla centralità delle persone e uno spazio stabile di confronto tra tutti gli stakeholder del sistema salute: università, terzo settore, ospedali, territorio, soggetti pubblici e privati − spiega Ilaria Doronzo, Project manager umanizzazione delle cure, staff, direttore generale AOU di Modena −L’obiettivo è proseguire nel lavoro di rete e continuare a valorizzare pratiche innovative già presenti nei territori, dando loro visibilità e trasformandole in un patrimonio collettivo. Il convegno rappresenta un acceleratore di esperienze concrete che funzionano e che, grazie a questo ecosistema nazionale, possono essere condivise e replicate. Da Genova lanciamo idealmente il percorso verso Modena 2027, che avrà la responsabilità di rappresentare la chiusura del cerchio di questo percorso triennale dedicato all’umanizzazione delle cure».