Crociere: nel 2025 un impatto diretto di 346 milioni a Genova e Savona

Presentato lo studio di impatto economico delle crociere nei Ports of Genoa realizzato da Pts – Profit to Share: l'home port pesa il 73%

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Una nave da crociera che tocca i porti di Genova e Savona porta sul territorio 453 mila euro se si tratta di home port, 63.766 euro se in transito. La spesa media dei passeggeri si attesta a 90,7 euro per home port e 44,3 euro se in transito. In totale il crocierismo nel 2025 ha generato a Genova e Savona un impatto economico diretto complessivo di 346 milioni di euro, di cui il 73% generato da traffico home port. Sono alcuni dei numeri emersi dalla presentazione dello studio di impatto economico delle crociere nei Ports of Genoa realizzato da Pts – Profit to Share, in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.

«Nell’ultimo anno − sottolinea Matteo Paroli, presidente dell’Adsp − nel sistema portuale di Genova e Savona i passeggeri sono stati 2,4 milioni in crescita con 450 toccate nave. A livello nazionale si prevede una crescita del2,6% annuo nel prossimo decennio. Ipotizziamo quindi un milione di passeggeri in più alla data del 2040. Quasi 3,5 milioni crocieristi, dunque».

«Il 2025 − ricorda Alessandro Terrile, vicesindaco di Genova − è stato il secondo anno migliore della storia dagli anni Novanta a oggi dopo il 2023».

Oliviero Baccelli, senior advisor di Pts, professore di Economia e trasporti all’Università Commerciale Luigi Bocconi, spiega: «Sono tre gli impatti analizzati: quello turistico, che è diverso rispetto allo standard ligure e destagionalizzato, sull’attività economica all’interno del porto e sul settore industriale».

Nel 2025 la spesa totale diretta dei crocieristi è stata di oltre 100 milioni a Genova e oltre 57,3 milioni a Savona, di cui, rispettivamente, 52,2 milioni home port Genova e 42,5 milioni home port Savona. Quella delle compagnie è stata di 134,3 milioni a Genova e 55,1 milioni a Savona.

Francesco Barontini, partner associato Area Infrastrutture e Trasporti di Pts. illustra numeri di tutto rispetto emersi grazie a 2.108 interviste su un campione di 6.922 passeggeri selezionando le navi che ne movimentano di più.

I passeggeri delle crociere

Negli home port la maggioranza dei passeggeri sono italiani (il 60% a Genova, il 54% a Savona) soprattutto dal Nord Italia (Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna prime tre posizioni sia a Genova sia a Savona, poi a Genova seguono Toscana e Veneto, a Savona Liguria e Veneto), mentre i non italiani sono bilanciati tra Ue ed extra Ue a Genova (22% Ue, 19% Extra) con Svizzera (24,9%), Germania (23,7%) e Austria (7%) i Paesi più rappresentati a Genova, mentre a Savona sono pochi gli extra europei, solo il 7%. Le nazionalità Ue più rappresentate sotto la torretta sono Germania (40,6%), Austria (26,4%) e Svizzera (10,5%).

Nei transiti gli italiani sono in percentuale minore, il 20% a Genova (56 le nazionalità rappresentate) con Francia, Spagna, Usa e Germania quelle più rappresentative per Genova e Francia, Spagna, Germania e Uk per Savona (41 nazionalità, di cui il 29% italiani). Per quanto riguarda gli italiani Sicilia, Puglia, Abruzzo, Campania e Lazio le principali provenienze a Genova, mentre a Savona prevalgono Sicilia, Calabria, Lazio, Campania e Puglia.

Spesa di trasporto e alternative modali

«Sui mezzi con cui i passeggeri arrivano all’home port − spiega Barontini − vince l’auto propria, scelta dal 43% degli intervistati a Genova e addirittura dal 69% a Savona. Segue il transfer delle compagnie crocieristiche per il 20% a Genova e per il 13% a Savona. Al terzo posto a Genova il treno con il 19%, mentre a Savona prevale il taxi con il 6%».

Chi si imbarca o sbarca a Genova spende mediamente 37,2 euro per mezzi di trasporto. Un totale di 24,6 milioni attesi nel 2025. Aggiungendo i parcheggi la spesa media è di 34 euro, per un totale di 8,8 milioni.

A Savona la spesa media sempre in home port è di 42,7 euro per un totale di 17,93 milioni, sui parcheggi la media è di 27,9 euro e 7,7 milioni totali.

Solo l’11% a Genova e il 4% a Savona ha usato l’aereo

Il report fa emergere quanto l’aeroporto sia ancora un mercato potenzialmente in espansione: dei 71 mila passeggeri arrivati per imbarcarsi a Genova con l’aereo, il 51,7% ha usato il Cristoforo Colombo, il 24,5% Malpensa, l’8,8% Bergamo e il 7,2% Roma Fiumicino. Solo 17 mila passeggeri sono arrivati a Savona con l’aereo. Di questi il 36,8% è arrivato da Malpensa, il 31,6% da Genova, il 17,5% da Linate e il 10,5% da Bergamo.

Le principali origini di chi decide di usare l’aereo: Germania 11%, Cina 10%, Italia 9%, Regno Unito 7%. «C’è un mercato potenziale di 100 mila ulteriori passeggeri da sottrarre ad altri scali per l’aeroporto di Genova», sottolinea Barontini.

Visite di chi è in transito: Genova e Savona privilegiate

L’85% di coloro che scendono dalla nave a Genova e Savona resta in città: l’85% a Genova, l’88% a Savona. Portofino (9%) e Santa Margherita/Camogli (6%) le altre mete preferite per Genova, lo stesso capoluogo ligure (6%), Monaco (4%) e Noli/Finalborgo  (2%) per chi scende a Savona. Il gradimento è altissimo tanto da far dire “ci tornerei” a più dell’80% degli intervistati.

Alessandro Cavo, vicepresidente della Camera di Commercio, sottolinea: «Sono stati fatti passi in avanti, i crocieristi sono testimonial del territorio. Puntiamo a far generare ulteriore indotto. Ricordo che il nostro entroterra è al terzo posto per frequentazione dopo Trentino e Toscana. Abbiamo ampi spazi di crescita, perché a parte l’estremo Levante ligure non siamo in una situazione di overtourism».

L’impatto economico delle categorie di acquisto

Trasporto e parcheggio la fanno da padrone per gli home port: 33,1% a Genova e 25,7% a Savona, segue il pernottamento con il 10,2 e il 5,9% e poi bar e ristoranti con il 6,7 a Genova e il 7,4% a Savona. Per i transiti vincono i tour organizzati, 15,4% a Genova, 3,6% a Savona, seguiti da bar e ristoranti con il 13,2% e il 4% e dallo shopping con il 12,9% a Genova e il 6,3% a Savona.

La spesa media per diverse categorie di acquisto per i passeggeri che decidono di spendere mostra che tra gli home port, le voci con valori più elevati sono trasporto e parcheggio (71,2 € Genova; 70,6 € Savona) e pernottamento (68,5 € Genova; 55,8 € Savona). Nei transiti, i tour organizzati rappresentano la voce principale (78,4 € Genova; 56,5 € Savona), seguiti dallo shopping (46,5 € Genova; 23,3 € Savona).

La spesa delle compagnie

Nel complesso è stata mappata una spesa di 189 milioni di euro, di cui 134 a Genova e 55 a Savona. La spesa riferibile a funzioni di home port è oltre l’80% in entrambi gli scali.
Parte della spesa per approvvigionamenti, specifica lo studio, non è direttamente attribuibile al territorio, considerate le rilevanti e complesse catene logistiche nazionali e internazionali a supporto dei rifornimenti, anche se Paroli evidenzia che sia Msc sia Costa hanno sul territorio la supply chain di collegamento. Inoltre, le stime non considerano il gettito prodotto dalla tassa di ancoraggio, dalla tassa di sbarco e imbarco e dai diritti portuali.

La nave in home port spende principalmente per servizi tecnico nautici, approvvigionamenti, acqua potabile, conferimento rifiuti, security, terminal passeggeri, agenzie marittime, diritti portuali e tassa di ancoraggio.

La nave in transito spende per servizi tecnico nautici, acqua potabile, conferimento rifiuti, security, terminal passeggeri, agenzie marittime, diritti portuali e tassa di ancoraggio.

Marco Russo, sindaco di Savona, dichiara: «Ogni occasione di riflessione sul porto ci aiuta ad assimilare il concetto di sistema portuale che ha faticato, sinora. È un cammino lento verso il considerare lo scalo nella sua interezza. Esiste ancora un margine che dobbiamo cogliere appieno con un laboratorio di sperimentazione»

Gli occupati

È possibile stimare un apporto in termini di occupati direttamente impiegati nella filiera delle crociere di circa 2.700 addetti (sono esclusi i lavoratori a bordo e gli addetti alle attività di cantieristica di refitting e costruzione).

Le prospettive di transizione energetica

Oliviero Baccelli ha evidenziato come nelle nuove navi da crociera prevalga nettamente il Gnl e il cold ironing è la norma per quanto riguarda la possibilità di impiego. Paroli ricorda che i lavori per il cold ironing entro giugno saranno terminati e poi messi subito a gara. Terrile aggiunge: «Questi studi sono utili per misurare la sostenibilità degli impatti sui territori che devono deve generare un miglioramento della qualità della vita della città. L’elettrificazione mitigherà il tema dei fumi e ringrazio l’autorità marittima il dialogo che ha subito instaurato su questo argomento».

In particolare Msc Cruises, che nella propria flotta composta da 24 navi ha già due unità alimentate a Gnl, riceverà una nuova nave di tipo World Class all’anno nel triennio 2025-2027 (alla fine del 2026 è previsto e una nuova nave all’anno nel quadriennio 2025-2028 navi della classe Expolora Journey, tutte alimentate a Gnl.

Parallelamente, Msc Cruises ha firmato un accordo a lungo termine con il fornitore di bioLng Gasum per la fornitura di Gnl a Msc Euribia, nonché un impegno a fornire Gnl sintetico rinnovabile (eLng) entro il 2026.

L’eLng viene prodotto combinando l’idrogeno verde prodotto dall’elettrolisi con il carbonio proveniente da fonti biogeniche e può raggiungere emissioni del ciclo di vita molto basse.

Anche tutti i 5 ordini di nuove navi da parte di Carnival Corporation effettuati nel 2024, di cui due per navi da 180.000 tsl ai cantieri Meyer Werf con consegna entro il 2028 e tre per navi da 240.000 tsl a Fincantieri con consegna entro il 2033, prevedono una motorizzazione a Gnl.

Il ruolo dell’on board carbon capture and storage è ancora da valutare dal punto di vista economico, ma è oggetto di progetti pilota di tutte le principali compagnie.

Cosa è Pts

Un gruppo di consulenza indipendente a capitale interamente italiano, nato con l’obiettivo di generare valore condiviso e impatti positivi per persone, organizzazioni e territori. Un modello che mette al centro la crescita collettiva e la qualità dei risultati. Il Gruppo riunisce competenze provenienti da diverse realtà specializzate: 230 professionisti in 6 sedi italiane (Milano, Roma, Torino, Verona, Genova, Trieste) operano come un’unica struttura integrata, combinando consulenza direzionale, ricerca sperimentale e competenze verticali in settori strategici.