Per coinvolgere le aree nell’ampliamento della Zls Porto e retroporto di Genova

Cairo Montenotte, sopralluogo delle istituzioni liguri e piemontesi su Funivie

Polemica per alcune dichiarazioni, Arboscello: “Museo o infrastruttura strategica per il territorio? Basta ambiguità"

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Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha visitato ieri, a Bragno, su invito della comunità savonese, le aree ministeriali del compendio Funivie di Cairo Montenotte e, successivamente, quelle dell’ex stabilimento Ferrania.

Presenti il subcommissario per le Funivie Savona– San Giuseppe di Cairo e assessore alle aree di crisi complessa di Regione Liguria, Paolo Ripamonti; l’assessore alla logistica di Regione Piemonte, Enrico Bussalino; l’assessore alle infrastrutture, Marco Gabusi; i presidenti delle Province di Alessandria, Cuneo e Savona, Luigi Benzi, Luca Robaldo e Pierangelo Olivieri; il sindaco Paolo Lambertini; e l’Unione Industriali provinciale, nella persona del Presidente Sambin.

Le aree visitate potranno essere coinvolte, in una prospettiva strategica – anche alla luce dell’iter già avviato per il sistema delle Funivie – nell’estensione della Zona logistica semplificata (Zls) “Porto e Retroporto di Genova”, come già avvenuto per diverse località delle province di Alessandria, Cuneo e Savona, consolidandone il ruolo di retroporto a servizio dello scalo Savona-Vado.

La Zls, istituita nel 2018, rappresenta un modello che connette porti, retroporti, interporti e aree industriali, con l’obiettivo di attrarre investimenti attraverso semplificazioni amministrative e strumenti di agevolazione, tra cui l’area franca doganale. Si tratta, nel caso dei porti di Genova e Savona, dell’unico esempio in Italia con estensione interregionale. La Provincia di Savona, componente della Cabina di Regia, ne sostiene l’ampliamento, ritenendo strategiche le sinergie tra costa ed entroterra e con le regioni limitrofe, in particolare il Piemonte, in una visione evoluta della logistica che unisce movimentazione, stoccaggio e attività produttive. In tale contesto, lo sviluppo del sistema portuale non può prescindere da un retroporto adeguato: le aree cairesi – insieme ad altri ambiti della Val Bormida – rappresentano un’opportunità concreta per rafforzare l’integrazione funzionale tra porto e territorio.

 

Arboscello (Pd): “Museo o infrastruttura strategica per il territorio? Basta ambiguità”

Al termine della visita non sono però mancate le polemiche, sollevate da consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello che ha commentato alcune dichiarazioni emerse durante il sopralluogo. «L’ipotesi che le funivie possano diventare un museo o patrimonio industriale Unesco, emersa oggi durante la visita istituzionale all’impianto con il presidente del Piemonte Alberto Cirio e il commissario straordinario Paolo Ripamonti, lascia sconcertati. A poco serve la tentata retromarcia fatta poco dopo l’infelice esternazione, quando ormai la frittata era fatta, dicendo che un’ipotesi non esclude l’altra. Considerare quell’infrastruttura come un’eredità del passato significa, di fatto, rinunciare al suo ripristino. È quello che si vuole davvero? Parliamo di un’opera che per anni è stata indicata come strategica e ancora attuale: un sistema di trasporto sostenibile, capace di spostare merci senza gravare sulla rete stradale e autostradale, riducendo traffico, inquinamento e disagi per i cittadini. È su queste basi che si sono costruite aspettative nel territorio e che si è giustificato anche un lungo commissariamento. Oggi, invece, si fa strada l’idea che tutto questo possa essere archiviato trasformando le funivie in un museo della memoria industriale. Se questa è davvero la direzione, allora lo si dica chiaramente: si ammetta che non si intende più ripristinare l’opera e che si è scelto di abbandonare un’infrastruttura ritenuta fino a ieri fondamentale».

«Il punto non è il valore storico – che esiste e può essere valorizzato – ma il fatto che non si può far passare sotto silenzio una rinuncia così rilevante dopo anni di promesse. Nel frattempo, i problemi restano tutti: il traffico dei mezzi pesanti continua a pesare sulla viabilità ordinaria e sull’autostrada, con conseguenze concrete per cittadini e territori. La Regione Liguria e il presidente Marco Bucci, insieme all’assessore e sub commissario Ripamonti, chiariscano quale sia la strategia: si vuole davvero investire nel ripristino delle funivie oppure si sta scegliendo, senza dirlo apertamente, di metterci una pietra sopra? I cittadini meritano trasparenza e verità, non ipotesi che trasformano un’infrastruttura strategica in un simbolo del passato», conclude Arboscello.