Apertura in calo per la Borsa di Milano. L’indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in flessione dello 0,63% a 43.737 punti. Nel listino principale giù Stellantis (-1,97%), Nexi (-1,73%) e Leonardo (-1,73%). In rialzo Eni (+1,34%) e Stm (+0,49%).
Aprono in calo le principali Borse europee, con i dubbi degli investitori su una soluzione negoziale alla guerra in Medioriente. Parigi cede lo 0,65%, Londra lo 0,7% e Francoforte lo 0,94%.
Borse asiatiche in rosso e titoli di Stato in calo in scia alle incertezze sulla consistenza e l’esito dei negoziati tra Usa e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Tokyo limita il calo allo 0,3% rispetto alle più pesanti piazze cinesi.
Il riaccendersi della tensione, con pesanti attacchi di Israele e la risposta iraniana con missili e droni intercettati dai Paesi del Golfo, fa risalire il prezzo del petrolio, che avanza del 2%, con il Wti a 92,3 dollari al barile e il Brent a 104,35 dollari. I rendimenti dei decennali americani salgono di 3 punti base al 4,36% sui timori per l’inflazione. In forte ribasso anche l’oro che cede il 2,5% a 4.446 dollari l’oncia.
Tornano in rialzo le quotazioni del petrolio sull’incertezza per l’esito del conflitto in Medio Oriente. Il futures sul Wti in consegna a maggio guadagna il 2,1% portandosi a 92,2 dollari al barile. Andamento molto simile per il Brent che registra un aumento del 2% salendo a 104,3 dollari.
Il gas apre in rialzo sul mercato di Amsterdam. I future Ttf avanzano dell’1,77% a 53,75 euro al megawattora.
Dopo la breve ripresa di ieri, il prezzo dell’oro torna in territorio negativo. Il contratto per giugno arretra del 2,33% scendendo a 4.478,5 dollari l’oncia. Il prezzo spot è invece in ribasso dell’1% a 4.458,6 dollari.
Nei cambi l’euro è stabile questa mattina rispetto al dollaro. La moneta unica è scambiata a 1,1559. Poco mosso anche il cambio con lo yen a 184,2
Si allarga di tre punti base in avvio di seduta lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale di rendimento tra i due decennali sale a quota 91 in scia all’incertezza su una svolta negoziale in Medioriente. I timori per un rialzo dell’inflazione e una stretta monetaria spingono i rendimenti dei Btp in rialzo di 8 punti base, al 3,91%.
