Domani lavoratori dell’Iit in sciopero per il rinnovo del contratto

Alle preoccupazioni per l'esito della trattativa si associa il timore per il futuro, tra aumento del precariato e taglio dei fondi

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Domani, martedì 24 marzo, il personale dipendente dell’Iit sciopererà per il rinnovo del contratto aziendale, con un presidio alle 10 davanti alla Prefettura di Genova.

Nel volantino a firma Flc Cgil e Usb, oltre alle forti preoccupazioni per l’esito della trattativa, si associa “il timore per il futuro della Fondazione Istituto italiano di tecnologia e per la stabilità occupazionale del personale impiegato a fronte della consistente riduzione dei fondi pubblici determinatasi con le ultime Leggi di Bilancio”. In particolare, scrivono i sindacati, pesa la situazione del lavoro precario: “a fronte di un elevato numero di contratti a tempo determinato (195 su un totale di 711, dato aggiornato all’1 marzo 2026), nonostante ripetuti solleciti, non sono state fornite dalla Fondazione risposte sulle prospettive di rinnovo e stabilizzazione”.

“La mobilitazione – si legge nel volantino – nasce dalla richiesta di adeguamento salariale e pone una questione più ampia: che valore dà il nostro Paese alla Ricerca e al futuro delle politiche pubbliche per l’innovazione? La proposta di aumento irrisoria avanzata dalla Fondazione non è lontanamente sufficiente per recuperare la perdita salariale accumulata in anni di mancata rivalutazione economica e per questo motivo le retribuzioni di molte figure professionali dell’Istituto – tecnici, amministrativi, ricercatori e personale di supporto – restano tra le più basse se confrontate con quelle di analoghe istituzioni scientifiche europee”.

“Esiste poi la questione strutturale della diffusione del lavoro precario: molti lavoratori e lavoratrici che contribuiscono stabilmente alle attività scientifiche dell’Istituto hanno contratti temporanei che non garantiscono né prospettive di stabilità né adeguate tutele. Questa situazione incide anche sulla qualità stessa della ricerca, che ha bisogno di continuità, competenze consolidate e investimenti di lungo periodo. Invece, circa il 30% del personale contrattualizzato è a tempo determinato“.

“A ciò si aggiunge un fenomeno che negli ultimi anni sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti – sottolineano Flc Cgil e Usb – l’esternalizzazione di attività e competenze con il rischio di svuotare l’Istituto di competenze e lavoro stabile e qualificato. Questo processo solleva interrogativi non solo sul piano occupazionale, ma anche sul ruolo pubblico dell’Istituto e sulla sua missione scientifica.

“Il taglio strutturale di risorse pubbliche per la ricerca – ribadito nell’ultima Legge di Bilancio – significa inevitabilmente aumentare la compressione salariale, ridurre le possibilità di stabilizzazione e spingere verso modelli organizzativi sempre più orientati all’esternalizzazione delle attività. Il risultato è una Ricerca meno solida, più frammentata e meno capace di attrarre talenti. Per queste ragioni la nostra mobilitazione non riguarda soltanto il rinnovo del contratto ma anche il modello di sviluppo del comparto Ricerca in Italia”.

In chiusura di volantino le richieste dei lavoratori: “Dalle Istituzioni locali vogliamo attenzione e sostegno per una realtà che rappresenta un importante presidio scientifico e occupazionale nei territori. Dal Governo vogliamo il ripristino del finanziamento strutturale dell’Istituto per garantire salari adeguati alle nostre competenze”.