Borsa: avvio pesante in Europa dopo il tonfo asiatico e l’impennata del petrolio

Come hanno aperto i principali listini europei, pesano gli aumenti dei prezzi delle materie prime, in particolare petrolio e gas

Borsa per apertura

Avvio in forte calo per la Borsa di Milano. Pesa l’impennata dei prezzi del petrolio. L’indice Ftse Mib cede il 2,87% a 42.883 punti. A guidare i cali è Prysmian (-4,98%) seguono le banche: Popolare di Sondrio -4,14%, Unicredit -3,96%. Tengono Nexi (+2,76%) e Lottomatica (+1,36%).

Apertura negativa per i principali listini di Borsa europei in linea con il crollo dei titoli in Asia e con i future Usa in rosso. Parigi appare più cauta (-0,11% a 7.984 punti), ma scivola subito e cede dopo pochi minuti il 2,66% a 7.782 punti. Segno meno anche per Londra (-1,29% a 10.152 punti), decisamente più pesante invece Francoforte (-2,51% a 22.998 punti.

Pesante caduta per la Borsa di Tokyo e per gli altri listini asiatici. Il Nikkei ha terminato le contrattazioni a 52.728,72 punti con una flessione del 5,2% rispetto a venerdì a causa della fiammata dei prezzi del petrolio arrivati nella notte a sfiorare anche i 120 dollari al barile sia nel Brent del Mare del Nord sia nel Wti.

Il petrolio Wti sale sopra i 100 dollari al barile per la prima volta dal luglio 2022, guadagnando il 15% a 104,61 dollari dopo essere salito del 36% la scorsa settimana. Il Brent avanza del 10% a 102,20 dollari al barile.

Prezzo dell’oro in calo sui mercati. Il metallo con consegna immediata scende dell’1,2% a 5109 dollari l’oncia. L’appeal come bene rifugio, sottolineano gli esperti, è controbilanciato dalle quotazioni elevate raggiunte nei mesi scorsi.

Il prezzo del gas vola sui massimi dal 2022, a 64 euro, il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di aprile guadagnano il 20% in apertura di seduta

La guerra in Iran spinge il dollaro, quale bene rifugio, sui mercati. L’euro scende così dello 0,5% a 1,155 mentre si indebolisce anche lo yen a 158,5.

Apre in forte aumento lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 83,2 punti, il massimo dal giugno del 2025. In crescita di 14,2 punti al 3,74% il rendimento annuo italiano, sui massimi dal maggio del 2025. Sale di 4,5 punti il rendimento tedesco al 2,9% e di 8,6 punti quello francese al 3,6%.