Delle 84 opere monitorate dall'Osservatorio Territoriale Infrastrutture il 43% risulta in linea con il cronoprogramma (48% nel 2024)

Rapporto Oti Nord Ovest: il 21% delle infrastrutture in grave ritardo

Per il Terzo Valico l'orizzonte è al 2035 comprendendo anche il quadruplicamento di Tortona. Ferrari (Confindustria Genova): «Spingere sull'aeroporto unico modo per avere connettività immediata»

Fabrizio Ferrari – Oti Nord Ovest

Delle 84 opere monitorate dall’Osservatorio Territoriale Infrastrutture del Nord Ovest nel 2025, il 43% risulta in linea con il cronoprogramma (48% nel 2024), il 36% in lieve frenata (35% nel 2024) e il 21% riporta gravi ritardi (17% nel 2024). Le migliori performance riguardano il sistema portuale e i nodi metropolitani di Venezia e Bologna, con il 100% delle opere in linea con i tempi; la peggiore performance, invece, è del Corridoio plurimodale Tirreno-Brennero (TI.BRE), con il 100% delle opere in forte rallentamento.

Il rapporto è stato presentato questa mattina, nella sede di Confindustria Genova. Redatto dall’Osservatorio Territoriale Infrastrutture, nato nel 2001 su iniziativa di Assolombarda, Confindustria Genova e Unione Industriali Torino con l’obiettivo di monitorare lo stato di avanzamento dei sistemi infrastrutturali strategici di questa area del Paese, restituisce un quadro articolato delle principali opere strategiche del Nord Italia, evidenziando progressi significativi ma anche criticità che richiedono un rinnovato impegno istituzionale.

«Noi siamo contenti quando un cantiere finisce, non quando si apre − sottolinea il presidente di Confindustria Genova Fabrizio Ferrari − perché se un’opera è in ritardo cambiano anche le logiche di investimento dell’industria perché la catena logistica e i movimenti delle persone attraggono investimenti».

Per quanto riguarda il sistema metropolitano di Genova, nell’ottobre 2025 è stata inaugurata una parte del Nodo ferroviario (quadruplicamento Voltri-Genova Principe), in attesa del completamento del Nodo (sestuplicamento Principe-Brignole) previsto nell’estate 2026.

«Per quanto riguarda la parte in galleria i lavori dovrebbero terminare nel 2027 − spiega Andrea Carioti, vicepresidente di Confindustria Genova − c’è però il tema del quadruplicamento tra Tortona e Milano che ha delle criticità progettuali e di finanziamento. L’orizzonte di termine della tratta completa tra Genova e Milano diventa il 2035».

Lo svantaggio competitivo è notevole: «Il fatto che un imprenditore di Milano possa permettersi di andare da Milano a Roma in due ore e mezza con un treno e io in quattro ore e mezza, significa che tipicamente devo fermarmi poi a dormire a Roma, significa che io perdo mezza giornata se non una giornata. Questa è inefficienza che pesa sulle spalle di chi vuole fare imprese».

Il 2025, inoltre, registra un’opera ritenuta fondamentale come la Gronda di ponente ancora ferma al lotto zero, mentre è stato cancellato lo Skymetro in Val Bisagno in attesa di individuare sistemi di trasporto alternativi.

«Finanziata per quattro miliardi − dice Carioti − oggi si stimano costi raddoppiati, ma non se ne parla più. Ed è stata una responsabilità politica enorme non averla fatta».

«Vorrei ricordare − aggiunge Ferrari − che il presidente Calvini, stiamo parlando di quattro presidenze fa, disse una cosa: “Se nel momento in cui la Gronda non sarà fatta e il Morandi avrà dei problemi, saranno colpevoli tutti coloro che non si sono impegnati alla realizzazione della Gronda”, e ahimè ci hanno rimesso la vita 43 persone».

Nell’ambito del sistema dei valichi alpini, il raddoppio ferroviario del Ponente ligure tra Finale Ligure e Andora è ancora privo di adeguata copertura finanziaria ma, attualmente, in Conferenza dei Servizi. I 32 km di cui 25 in galleria per ora hanno solo il finanziamento progettuale (50 milioni).

Con riferimento al sistema portuale, a fine 2025 il programma straordinario di investimenti urgenti per la ripresa e lo sviluppo del porto e le relative infrastrutture di accessibilità e per il collegamento intermodale dell’aeroporto con la città ha raggiunto circa il 70% di realizzazione, Programma che registra un valore complessivo degli interventi superiore a 3 miliardi di euro. Sono proseguiti i lavori della nuova diga di Genova con previsione di ultimare la fase A tra fine 2027 e inizio 2028 mentre non è ancora chiara la data di completamento della fase B.

Genova è in una situazione difficile, come ribadisce Ferrari: «Genova, primo porto italiano e sempre più centrale nel traffico dati intercontinentale, è di fatto isolata pur avendo grandi potenzialità di sviluppo, come abbiamo sottolineato anche nel nostro recente Position Paper realizzato con il contributo di Confindustria Alessandria, sulle prospettive di rilancio delle attività siderurgiche e industriali nelle aree di Cornigliano e Novi Ligure».

Per il presidente di Confindustria Genova le opere fanno parte di sistemi, di reti, di corridoi, e quindi vanno viste in questa logica. Un’infrastruttura anche importante, ma che poi non è collegata in rete, rischia di essere un investimento che non porta un ritorno che invece la società si aspetta e magari una piccola opera: «Un tratto piccolo di ferrovia è quello che abilita un corridoio magari di 3.000 km tra Nord Europa e Sud Europa. Chiediamo attenzione, non siamo noi che possiamo rendere più veloci queste cose, bisogna avere dei tempi certi per quelle che sono la fine delle opere. Ovviamente ci sono gli imprevisti, però le pianificazioni dovrebbero essere fatte nella logica di ottenere un successo rapidamente».

Un aspetto positivo sta arrivando dall’aeroporto: «Ho ritenuto un successo, ci accontentiamo di poco, l’arrivo della linea AeroItalia. L’aeroporto è l’unica cosa che ci può dare una maggiore connettività nell’immediato, perché le autostrade per dieci anni subiranno dei lavori. Non c’è storia, devono essere fatti e se tu non fai manutenzione per quarant’anni e poi la fai tutta insieme, non c’è altra soluzione. Sull’aeroporto invece bisogna spingere».

Il rapporto a livello nazionale

La sessione dedicata a “I sistemi infrastrutturali strategici del Nord”, con gli interventi di Davide Zannotti (Unione Industriali Torino) su “I Corridoi Te-T”, di Andrea Agresti (Assolombarda) su “I grandi nodi metropolitani” e di Vincenzo Cellario Serventi (Confindustria Genova) su “Il Sistema portuale” ha approfondito i vari aspetti del rapporto.

Il completamento delle reti TEN-T (Trans-European Network – Transport) rappresenta l’infrastruttura strategica fondamentale per trasformare l’Europa da un insieme di reti nazionali isolate in un unico spazio economico e logistico interconnesso. In questa ottica, il triangolo MITOGENO (Milano-Torino-Genova) emerge come una piattaforma logistica integrata dove le grandi opere transfrontaliere devono trovare una sponda immediata nelle tratte nazionali di accesso. Se da un lato la Torino-Lione procede con 18 fronti di scavo attivi e il 28% dell’opera già completata verso l’orizzonte del 2033, dall’altro l’attenzione si sposta sulla continuità territoriale, strettamente legata alle opere citate in precedenza, come la tratta Avigliana-Orbassano e il potenziamento dello scalo merci di S.I.TO, dove risulterà fondamentale la sincronizzazione con l’ultimazione del tunnel di base. Allo stesso modo, l’efficacia del Terzo Valico dei Giovi è strettamente legata alla risoluzione delle “parti mancanti” verso la Lombardia, in particolare il quadruplicamento della Milano-Pavia-Voghera, essenziale per evitare che i flussi ad alta capacità provenienti da Genova si fermino alle porte di Milano. La sfida per il prossimo decennio, dunque, non riguarda solo la stabilità finanziaria ma la capacità di completare l’“ultimo miglio” ferroviario. Solo garantendola continuità degli standard europei su tutto l’asse Genova-Torino-Milano, il Nord-Ovest potrà trasformare la sua posizione geografica in un vantaggio competitivo permanente, agendo come un unico hub multimodale e connesso, capace di dialogare alla pari coni grandi distretti del Nord Europa.

Il Rapporto OTI Nord 2025 conferma il ruolo strategico dei nodi metropolitani nel garantire accessibilità, integrazione dei sistemi di mobilità e competitività del Nord Italia, evidenziando tuttavia un quadro differenziato nelle performance di avanzamento delle opere infrastrutturali. Nel 2025 si registrano risultati particolarmente positivi per i nodi metropolitani di Venezia e Bologna, che presentano il 100% delle opere in linea con i cronoprogrammi, e un andamento complessivamente favorevole per il nodo di Torino, seppur con alcuni rallentamenti. Tali contesti mostrano una buona capacità di attuazione e una maggiore stabilità dei processi realizzativi. Permangono invece criticità rilevanti nei nodi metropolitani di Milano e Genova, caratterizzati da un’elevata incidenza di opere in rallentamento o in grave ritardo. In particolare, il nodo di Milano si conferma tra i più problematici anche nel confronto con il 2024, a causa di complessità procedurali, vincoli autorizzativi e difficoltà nel reperimento delle risorse, che incidono sull’avanzamento degli interventi ferroviari e metropolitani.

Per i presidenti di Assolombarda, Alvise Biffi, di Confindustria Genova, Fabrizio Ferrari, e dell’Unione Industriali Torino, Marco Gay, è stata l’occasione per un confronto sui sistemi infrastrutturali, logistica e digitalizzazione in ottica “MITOGENO”, il progetto lanciato alcuni anni fa dalle tre Associazioni con l’obiettivo di condividere un percorso di integrazione delle proprie attività a vantaggio delle rispettive business community e dei territori sui quali operano.

«Le infrastrutture sono un fattore abilitante imprescindibile per rafforzare le connessioni tra territori ad alto valore economico come Milano, Torino e Genova e per valorizzare appieno asset strategici e alleanze industriali che rappresentano un motore di crescita per l’intero Paese – ha dichiarato Alvise Biffi, presidente di Assolombarda -. Molto resta ancora da fare, come evidenzia il Rapporto OTI Nord: il nodo centrale è certamente quello della burocrazia e dei tempi eccessivamente lunghi, ma anche della disponibilità delle risorse necessarie. Sono emblematici i prolungamenti delle linee metropolitane milanesi, la M4 e la M5, che insieme ai potenziamenti ferroviari risultano fondamentali per costruire un’area metropolitana sempre più accessibile e sostenibile, riducendo la congestione che oggi la penalizza e genera ricadute negative anche sui corridoi di lunga percorrenza che qui trovano un punto critico. Per accelerare su queste opere è ora necessario che il Governo pubblichi il decreto con il finanziamento dei 589 milioni di euro promessi per consentire l’avvio dei cantieri della M5 e si attivi con determinazione per reperire anche i 619 milioni di euro necessari all’estensione della M4 fino a Segrate. A livello generale, per semplificare la burocrazia sul tema delle infrastrutture, diventa fondamentale applicare un modello che renda “ordinario lo straordinario”, attraverso una collaborazione pubblico – privato virtuosa come successo per Expo 2015 e per le Olimpiadi Milano Cortina, dove sono stati accorciati i tempi raggiungendo ottimi risultati».

«Una rete di infrastrutture e di servizi logistici d’eccellenza è la precondizione della competitività – ha ribadito Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino -, che ci consente di rimanere dentro le catene del valore globali. Perché l’export inizia sui nostri binari e nei nostri porti, e il triangolo MITOGENO – Milano, Torino, Genova – sta dando vita alla piattaforma produttiva più potente del Sud Europa perché connette tre sistemi industriali che si completano. Non dobbiamo però raccontare MITOGENO come una somma di cantieri ma come una metropoli lineare del Nord Italia, un sistema che supporta la nostra manifattura, i servizi, la mobilità di milioni di persone, grazie a infrastrutture connesse e a una posizione geografica grazie a cui siamo al centro dei flussi in Europa e nel Mediterraneo. Insieme, istituzioni e noi mondo produttivo, la stiamo realizzando».

Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi ha inviato un messaggio dove si sottolinea come “il Governo ha messo in campo risorse, visione e volontà politica. Ora è necessario che tutto il sistema – dalle amministrazioni ai progettisti, fino agli enti coinvolti – contribuisca con responsabilità e rapidità a trasformare questi investimenti in infrastrutture reali, capaci di generare crescita, competitività e sviluppo per il Paese. In questo spirito mi farebbe piacere poter ricevere un documento che sintetizzi le principali istanze emerse dal dibattito. Sarà per noi uno strumento utile per proseguire il confronto e valutare con attenzione i contributi che arriveranno dal vostro lavoro”.