Avvio in rialzo per la Borsa di Milano. L’indice Ftse Mib ha iniziato le contrattazioni in aumento dello 0,56% a 44.858 punti. Primi scambi in territorio positivo per Piazza Affari, che prova a chiudere in rialzo una settimana di forti ribassi per effetto degli impatti della guerra in Medioriente. Il Ftse Mib avanza dello 0,9%, in linea con le altre Borse europee, trascinato dal rimbalzo di Amplifon (+3,3%) e Nexi (+2,7%), che recuperano solo in parte dopo i tonfi di ieri legati ai risultati. Bene Fincantieri (+2,4%) e Leonardo (+2%), con l’industria bellica sempre in luce. Incerte le banche con Mps che cede l’1% e Sondrio che avanza dello 0,4%, prese di beneficio su Campari (-1%), dopo il rally seguito ai conti, e Italgas (-1%).
Le Borse europee aprono in rialzo l’ultima seduta di una settimana di forti ribassi, causati dello scoppio della guerra in Iran. Francoforte sale dello 0,53%, Parigi dello 0,47% e Londra dello 0,23%.
Anche i listini asiatici sono in rialzo, in quella che è stata la peggior settimana per i mercati azionari dell’area dal marzo 2020. Tokyo sale dello 0,6%. Sul fronte macro, messo in ombra dalla geopolitica, oggi si guarderà al dato del Pil dell’Eurozona nel quarto trimestre e ai dati sul mercato del lavoro negli Usa.
Quotazioni del petrolio in lieve calo in avvio di giornata: i contratti sul greggio Wti con scadenza ad aprile passano di mano a 80,65 dollari al barile (-0,44%) mentre il Brent è a quota 85,24 dollari con un calo dello 0,20%.
Ancora in aumento l’oro: le quotazioni del lingotto spot sono a 5.118 dollari l’oncia (+0.71%), mentre i contratti con scadenza ad aprile (Comex) passano di mano a 5.129 dollari l’oncia (+0,99%). Più consistente l’aumento del prezzo dell’argento che guadagna il 2,87% a 84,33 dollari l’oncia.
Nei cambi euro poco mosso sul dollaro in avvio di giornata: la moneta unica europea passa di mano a 1,1609 sul dollaro (+0,04%). Cambio quasi stabile anche nei confronti dello yen a 183,01.
Avvio in leggero calo per lo spread tra Btp e Bund, con il differenziale di rendimento tra i due decennali che cede poco più di un punto base, a quota 70,7. Il rendimento dei titoli decennali italiani scende di un punto, al 3,547%.
