Sanità digitale, Uil Liguria: “Ritardi e disuguaglianze nell’utilizzo dei fondi Pnrr”

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La digitalizzazione della sanità rappresenta una delle sfide decisive per il futuro del Servizio sanitario pubblico, ma l’utilizzo delle risorse del Pnrr procede ancora con lentezza e con forti disomogeneità territoriali. È quanto emerge dallo studio nazionale realizzato dalla Uil e dalla Uil Fpl sull’informatizzazione e digitalizzazione della sanità, basato sui dati Open Pnrr aggiornati al terzo trimestre 2025.

«Il Pnrr rappresenta un’occasione storica per modernizzare la sanità pubblica – dichiarano Giovanni Bizzarro, segretario confederale Uil Liguria, e Milena Speranza, segretaria generale Uil Fpl Liguria – ma i dati dimostrano che siamo ancora lontani da una vera sanità digitale pienamente operativa e accessibile ai cittadini».

A livello nazionale sono stati destinati oltre 8,6 miliardi di euro alla digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale, ma la spesa procede ancora lentamente e anche la Liguria presenta luci e ombre.

Per quanto riguarda la digitalizzazione delle strutture ospedaliere, risultano finanziati 35 progetti per circa 69,8 milioni di euro, con una spesa pari al 35% delle risorse, un dato leggermente inferiore alla media nazionale. Più positivo il dato relativo ai progetti di sanità territoriale e assistenza domiciliare, dove la Liguria registra 29 progetti per 176,9 milioni di euro con una spesa del 42%, superiore alla media nazionale.

«Restano però criticità significative: il dato più preoccupante riguarda la telemedicina per i pazienti cronici, laddove in Liguria risultano 2 progetti finanziati per 14,5 milioni di euro ma con zero pagamenti effettuati, segno che una delle innovazioni più importanti per la gestione delle cronicità e dell’assistenza territoriale è ancora ferma – commentano Bizzarro e Speranza – Altro elemento critico riguarda l’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico: in Liguria solo il 7% dei cittadini utilizza il proprio fascicolo sanitario digitale, un dato molto lontano dalla media nazionale del 27% e da regioni come Veneto ed Emilia-Romagna dove l’utilizzo supera il 60%».

«Questi numeri – proseguono Bizzarro e Speranza – dimostrano che la digitalizzazione non può limitarsi all’acquisto di tecnologie o alla realizzazione di piattaforme informatiche. Serve un vero investimento sulle persone, sulla formazione degli operatori sanitari e sulla capacità del sistema di accompagnare cittadini e professionisti nell’utilizzo degli strumenti digitali»

Per Uil Liguria e Uil Fpl Liguria è necessario accelerare su alcune priorità fondamentali: occorre completare rapidamente i progetti finanziati dal Pnrr, garantire sistemi informatici realmente interoperabili tra le regioni, investire nella formazione continua del personale sanitario e promuovere l’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico da parte dei cittadini.

«La digitalizzazione – concludono Bizzarro e Speranza – deve diventare uno strumento concreto per migliorare l’accesso alle cure, rafforzare la medicina territoriale e ridurre la pressione sugli ospedali. Per questo è indispensabile accelerare sull’utilizzo delle risorse del Pnrr e trasformare gli investimenti in servizi realmente funzionanti per cittadini e operatori sanitari. La modernizzazione della sanità pubblica non può più aspettare».