«A Genova la musica è da sempre veicolo di identità ed esporta segnali culturali forti e persistenti nel paese. Ha autori e musicisti di alto profilo. La sfida oggi è trasformare questa attitudine in industria, anche per superare lo status dei musicisti, spesso costretti a percorsi “In between”, tra palco e altri lavori. Oggi la dimensione digitale e dell’IA, che sta sconvolgendo il modo di creare, produrre e consumare musica, può quindi diventare una formidabile occasione di decentralizzazione e di vantaggio competitivo per il nostro territorio». Lo ha dichiarato Claudio Oliva, direttore del Job Centre (società in house del Comune di Genova) oggi al Blue District di Genova presentando la terza edizione di “Stazione Futuro”, format di Job Centre realizzato in collaborazione con Fondazione Symbola.
La presentazione di “Stazione Futuro” è avvenuta nell’ambito dell’illustrazione di “Io sono Cultura 2025”, report realizzato dalla Fondazione Symbola con Unioncamere, Centro studi Guglielmo Tagliacarne, Deloitte e ICSC.
L’evento ha quindi messo a fuoco il tema della qualità, della bellezza e della cultura come leve che consentono all’Italia di fare fronte alle sfide dello scenario globale, e ha evidenziato il contributo di Genova in questo processo, un contributo in cui la musica gioca un ruolo fondamentale.
“Stazione futuro”, proprio per questa importanza che la musica ha a Genova, sarà interamente dedicata al settore produttivo musicale e al suo rapporto con la dimensione digitale, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo. Matteo Bagnasco, responsabile dell’Obiettivo Cultura Fondazione Compagnia di San Paolo, ha spiegato che «Fondazione Compagnia Di San Paolo sceglie i progetti, seguendo strategie ben precise legate al documento programmatico quadriennale della Fondazione, nello scorso documento ben 50 milioni sono stati destinati a Genova e alla Liguria. Da più di 4 anni – ha aggiunto – questo documento programmatico si allinea agli obiettivi di sviluppo sostenibile con l’Agenda Onu 2030. In particolare grande attenzione viene data alo sviluppo del territorio, alla sua all’internazionalizzazione, al turismo sostenibile, ala destagionalizzazione, alla sostenibilità ambientale, alla manutenzione programmatica, e alla partecipazione attiva dei cittadini».
“L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi” è il sottotitolo di “Io sono cultura 2025”. «Io sono Cultura 2025 – ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – fotografa l’impatto della cultura a livello economico nel nostro paese, quanto muove la cultura in termini di occupazione, in termini di valore aggiunto per la nostra economia. La Liguria c’è, non è piazzata benissimo, però sta crescendo, questo è quello che emerge da questo rapporto. In Liguria se non sbaglio il cuore della cultura è rappresentato da 1,9 miliardi di euro di valore aggiunto, 30.000 occupati, ma in realtà la cultura come in tutta Italia è anche molto altro, perché la cultura è un fattore di abilitazione e di crescita della nostra economia. Voglio fare un esempio genovese, pensate al Salone Nautico, quanta parte del valore degli yacht è legata all’estetica, alla qualità degli arredamenti, al richiamo che il Made in Italy esercita dal punto di vista della qualità e della bellezza. Noi produciamo ed esportiamo circa la metà degli yacht di lusso in tutto il mondo, è chiaro che questo dipende da tanti fattori, fattori tecnologici, di innovazione, ma anche fattori legati al design, alla forma, alla bellezza, caratteristiche del Made in Italy in tanti settori, dalla manifattura allla meccatronica al saper fare artigianale. Il rapporto punta ogni anno a censire proprio questo aspetto, a capire perché l’Italia non può fare a meno della cultura. Siamo un’Italia che conquista il mondo, direbbe Cipolla, perché produce all’ombra dei campanili e magari anche della Lanterna cose belle che piacciono al mondo, questo è quello che misura “Io sono cultura”. Nei momenti difficili che stiamo vivendo, ancora di più bisogna fare forza sulle cose che ci rendono unici e ci tengono uniti».
«Il rapporto che presentiamo oggi – ha precisato Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Simbola – è un rapporto che noi realizziamo da 16 anni per evidenziare il peso della cultura nella nostra economia. Complessivamente a livello nazionale la cultura, la creatività pesano circa i 110 miliardi, un milione e mezzo di addetti. L’aspetto interessante è che quella cultura non genera solo un valore aggiunto, occupazione diretta, ma c’è un fenomeno per cui molti professionisti della cultura migrano verso altri settori e questo è un aspetto di culturalizzazione dell’economia che rende più competitivi anche altri settori. Tra gli aspetti più interessanti che emergono dal rapporto c’è la presenza molto forte dei giovani. I giovani grazie al digitale entrano come protagonisti nel mondo della cultura. Molti settori come l’audiovisivo hanno un 60% di giovani come professionisti attivi nel settore. I giovani trainano la lettura dei libri, è controintuitivo ma è un dato che abbiamo rilevato. I giovani contano per l’ingresso nelle sale del cinema ma diventano anche produttori. Se pensiamo a una classifica musicale nelle top ten, troviamo prevalentemente giovani under 30 e sono giovani i soggetti che producono nuovi contenuti culturali. Quindi c’è un forte protagonismo dei giovani. I giovani tornano anche a leggere e portano le persone in libreria. Nelle librerie sta comparendo una sezione dedicata ai fumetti che attira i giovani. C’è un tema del digitale, c’è un tema della cultura vista come welfare culturale e c’è un tema che taglia tutti i settori in termini di sostenibilità. La sostenibilità sta diventando un tema molto importante per il mondo della cultura. Cosa accade in questo territorio? Nella Liguria, nel territorio di Genova, la Liguria si posiziona al dodicesimo posto per occupazione e per valore aggiunto generato dalla cultura e della creatività. I settori che traino questo fenomeno sono prevalentemente il mondo del progetto, quindi design e architettura e il mondo della comunicazione che sono i settori più importanti del territorio. A livello più basso c’è la dimensione del software, in cui la dimensione del software è tutto quello incorporato del digitale che entra nel progetto di interfacce e applicazioni in cui l’elemento creativo e culturale entra in maniera molto forte. Quindi se vogliamo dire, per raccontare in breve quali sono gli elementi di forza del territorio, sono effettivamente i fattori del progetto che sono architettura, design e comunicazione. Il mondo della musica e dell’audiovisivo è ancora molto piccolo però è in crescita. Qui in Liguria, in particolare in Genova che sostanzialmente ha i due terzi del valore aggiunto dell’occupazione della regione, si concentrano la cultura e la creatività. Il segmento della musica è un segmento ancora molto piccolo però è in crescita quindi ha senso investire in questa filiera per irrobustirla e renderla una filiera capace di generare occupazione e valore».
Ernesto Lanzillo, presidente CdA di Deloitte&Touche e Deloitte Private Leader DCM, ha puntualizzato: «La cultura ha una trasversalità che interessa tutta la collettività, perché le sue sfaccettature, i suoi vari punti di vista consentono di unificare gli interessi di qualsiasi tipo di pubblico. Per questo motivo le imprese stanno dando molta attenzione alla possibilità di sostenere eventi culturali, perché tramite i progetti culturali hanno la possibilità di raggiungere un ampio spettro di potenziali clienti e di potenziali stakeholder. Il ruolo filantropico e mecenatistico degli imprenditori che sostenengono la cultura consente all’ecosistema che sta nel loro territorio e in cui gli imprenditori sviluppano supporti e iniziative culturali di crescere da un punto di vista di competenze, di inclusività e di capacità di attrazione di investimento. Deloitte sta lavorando molto sulla misurazione dell’impatto degli eventi culturali perché avere una misurazione dell’impatto che non è solo connessa al ritorno economico, ma ai più ampi ritorni sociali, quindi di inclusività, di capacità di attrarre diverse generazioni, fa sì che l’imprenditore investa con più interesse in un evento culturale. Gli indicatori di sostenibilità, i famosi indicatori ESG nella componente S che riguardano la componente sociale cercano di evidenziare la significatività e l’importanza di iniziative che connettono le persone, che consentono di connettere generazioni, diversi spiriti, diversi anime, che nella cultura sono intrinseche, perché la cultura non ha una caratteristica e un driver di riferimento, unisce in maniera completamente trasversale e quindi investire in cultura consente di recuperare la trasversalità dei consumatori».
Secondo il rapporto di Symbola nel 2024 la Liguria è nona regione per valore aggiunto in Architettura e Design, decima nella Comunicazione. Per occupati, è la decima regione per Comunicazione, undicesima per Architettura e design, Software e Videogame Per imprese, decima regione per Architettura, Editoria, Performing arts. Genova per valore aggiunto è undicesima provincia nella Comunicazione, quindicesima nei Software, Giochi e Videogames. Per occupati è undicesima provincia nella Comunicazione, tredicesima nei Software, Giochi e Videogames. Per imprese, ottava provincia nell’Editoria, decima nell’Audiovisivo e dodicesima nelle Performing Arts.
Il programma a Genova
Sei appuntamenti, tre incontri di scenario e tre masterclass sono in programma dal 28 marzo al 13 maggio alla Cte – Casa delle Tecnologie Emergenti – Opificio Digitale per la Cultura a Prà. Obiettivo dell’iniziativa è offrire a musicisti, producer, professionisti del settore e cittadini strumenti concreti per comprendere le trasformazioni in atto nella filiera musicale, tra nuove economie, intelligenza artificiale e innovazione tecnologica. Il programma si articola in incontri di scenario e masterclass condotte da esperti di settore sulle nuove economie della musica e sull’impatto delle tecnologie, dall’intelligenza artificiale ai nuovi strumenti di produzione. La CTE aspira così a diventare un vero e proprio punto di riferimento per il territorio: non soltanto un centro di trasferimento tecnologico, ma un vero e proprio volano di crescita per il territorio, partendo da chi lo abita. utti gli incontri saranno gratuiti. I Masterclass sono dedicati a professionisti e semiprofessionisti, (per iscriversi:www.job-centre-srl.it/stazionefuturo/); gli incontri di scenario sono a ingresso libero
Sabato 28 marzo si parte con “MuseScore: workflow avanzato nella videoscrittura musicale”, guidata dal compositore e docente Carlo Demartini. Una masterclass rivolta a musicisti professionisti e semiprofessionisti che desiderano approfondire l’utilizzo del software MuseScore e ottimizzare il proprio flusso di lavoro, migliorando produttività e qualità del risultato finale.
Lunedì 13 aprile Rossella Lo Faro, Head of Corporate Affairs & Communication di FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana, interverrà su “Le nuove economie della musica, dalle sfide dello scouting all’impatto dell’intelligenza artificiale”, portando l’esperienza maturata nel digital marketing discografico e nella tutela dei diritti.
Sabato 11 aprile sarà la volta di “Produzione musicale con Cakewalk”, con Eliseo Mullano (Elix England), produttore e divulgatore specializzato in Digital Audio Workstation. La masterclass accompagnerà i partecipanti lungo l’intero workflow della DAW, dal setup iniziale al mixaggio, fino alle tecniche di editing e routing, offrendo competenze operative utili per produrre musica in autonomia o consolidare le proprie basi tecniche.
Si prosegue, venerdì 17 aprile con Chiara Colli, giornalista e autrice di Rai Radio3, che in “Etichette, festival, autoproduzioni e nuove realtà: la musica indipendente italiana tra continuità e trasformazioni” analizzerà le trasformazioni della musica indipendente italiana tra etichette, festival, autoproduzioni e nuove realtà territoriali.
Sabato 9 maggio appuntamento con “AI per Producer: Mix, Master & Release con Forte!” per una sessione interattiva insieme a Loris Comba, CEO e co-founder della startup AI Forte!. L’incontro esplorerà come integrare l’intelligenza artificiale nei processi di mixing e mastering, mostrando in modo pratico come le nuove tecnologie possano diventare un supporto strategico nel workflow produttivo senza sostituire la creatività artistica.
Mercoledì 13 maggio chiuderà il ciclo Anna Zò, responsabile dell’Agenda Innovazione di Music Innovation Hub e presidente della rete europea Music Tech Europe, con uno sguardo sullo scenario musicale attuale in “Music Tech in Europa: stato dell’arte e prospettive future”.
Calendario appuntamenti Stazione Futuro
– Sabato 28 marzo, ore 9,30: MuseScore: workflow avanzato nella videoscrittura musicale, masterclass con Carlo Demartini (compositore e docente)
– Sabato 11 aprile, ore 9,30: Produzione musicale con Cakewalk, masterclass con Eliseo Mullano (Elix England)
– Lunedì 13 Aprile, ore 9,30: – Le nuove economie della musica, dalle sfide dello scouting all’impatto dell’intelligenza artificiale, incontro con Rossella Lo Faro (FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana)
– Venerdì 17 Aprile, ore 18,00: Etichette, festival, autoproduzioni e nuove realtà: la musica indipendente italiana tra continuità e trasformazioni, incontro con Chiara Colli (Battiti – Radio Rai 3)
– Sabato 9 maggio, ore 18,00: AI per Producer: Mix. Master & Release con Forte!, masterclass con Loris Comba (Ceo Forte!) e Giuliano Vozella (musicista e produttore)
– Mercoledì 13 Maggio, ore 18,00: Music Tech in Europa: stato dell’arte e prospettive future, incontro con Anna Zò (Music Innovation Hub)
Maggiori dettagli su www.job-centre-srl.it/stazionefuturo/
