Priorità al cittadino e all’appropriatezza, con l’obiettivo di far funzionare la sanità territoriale. Queste le istruzioni e la missione dei nuovi direttori generali nominati dalla giunta regionale nell’ambito del processo di riorganizzazione della sanità ligure e presentati ufficialmente lunedì 29 dicembre.
Monica Calamai è il nuovo direttore dell’Irccs Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova, mentre Marco Damonte Prioli è stato nominato direttore generale dell’Azienda Tutela Salute Liguria.
Le nomine si inseriscono nel percorso di riforma che ridisegna l’assetto del Sistema sanitario regionale. La giunta ha inoltre approvato la nomina di Francesco Quaglia a commissario dell’E.O. Ospedali Galliera per 12 mesi, su proposta del consiglio di amministrazione dell’ospedale presieduto dall’arcivescovo Marco Tasca.
«Sono le nomine che noi pensiamo siano le più indicate per dare quell’aumento del servizio al cittadino − ha detto il presidente della Regione Liguria Marco Bucci − perché noi stiamo lavorando per il cittadino, che non è solo il malato, ma è soprattutto il cittadino sano, perché vogliamo che la sanità faccia prevenzione. Questo è un discorso molto importante e fa parte della cosiddetta evoluzione che vogliamo fare in questo periodo. Io sono contento che si vedano già sul territorio alcune cose importanti, tipo ad esempio il fatto che gli studi medici e le case comunità siano rimaste aperte in questo periodo, molto utili per ridurre gli affollamenti al pronto soccorso, questo è già un esempio di come i trend nuovi e che vogliamo portare avanti, alla fine funzionino. Io ho molta fiducia nei direttori che sono stati nominati e sono certo che faremo tutti un gran lavoro, non sarà facile, non sarà, voglio dire, come si dice in America, a piece of cake, che vuol dire un pezzo di torta, ma sicuramente abbiamo la possibilità e soprattutto la capacità per poterlo fare».
Per Bucci il 2026 sarà l’anno di evoluzione determinante per la sanità ligure: «L’azienda ospedaliera metropolitana è la più grossa d’Italia, quindi siamo anche di esempio per tanti. Per quanto riguarda la parte territoriale lo siamo perché abbiamo l’età media molto avanzata, abbiamo una situazione di densità molto diversa tra quella che è la parte costiera con la parte entroterra, quindi abbiamo tutte le caratteristiche per essere un modello che si verificherà nella società civile occidentale tra 20 anni, quindi saremo sicuramente oggetto di studio e per questo anche avremo tutta la parte dell’intelligenza artificiale che con l’Iit e l’ospedale computazionale di Erzelli ci aiuteranno a definire tutte queste caratteristiche quindi siamo sulla strada giusta, abbiamo le persone giuste a bordo e andiamo avanti».
Bucci elenca gli obiettivi che ha dato ai direttori: «Ce ne sono almeno tre o quattro. Il primo è far funzionare il sistema sul territorio, vuol dire che i cittadini devono avere sia la percezione sia la realtà di una sanità di alta qualità corrispondente all’alta qualità di vita che abbiamo in Liguria. Il secondo è fare in modo che ci sia ovviamente un ritorno di tutti quelli che sono andati fuori regione per sanità, non solo come professionisti ma anche ovviamente come pazienti, li vogliamo tutti far ritornare nella nostra regione e anzi vogliamo far sì che la nostra regione sia positiva per quanto riguarda questo tipo di migrazione e immigrazione. Terzo: abbiamo cinque ospedali nuovi da fare, quindi tutta una struttura sul territorio da mettere in condizioni moderne. E quarto abbiamo un discorso di gestione di tutta la parte di spesa e questo deve essere fatto con criteri moderni, attraverso il controllo di gestione, il project management e tutti i sistemi più innovativi al mondo per poter gestire i business e i budget».
I tempi? «Il primo obiettivo è quello di far funzionare la sanità sul territorio. I tempi sono dal giorno 2, anzi diciamo dalla mezzanotte del giorno 1 gennaio, nel senso che non possiamo permetterci di avere la sanità che si ferma. Io sono assolutamente convinto che la cosa andrà avanti bene e soprattutto poi l’aumento di sanità sul territorio dovuto alla concentrazione dell’attività di back office. Questo ci consentirà nei prossimi 3-4 mesi di poter avere un incremento di sanità sul territorio. La riforma completa pensiamo che nel giro di 8-9 mesi possa andare a regime».
Monica Calamai elenca le proprie priorità: «Appropriatezza e prossimità al cittadino. La centralità del cittadino sarà un elemento centrale del mio agire e della riforma. C’è la necessità di articolare e fare l’analisi dei dati, dei numeri per mettere a terra tutta l’operatività necessaria per andare a creare le adeguate interazioni tra ospedale e territorio dentro dei percorsi assistenziali strutturati in cui il cittadino può trovare le risposte e una presa in carico e in cura che non lo faccia andare da un punto all’altro in modo disorientato. Sì alla valorizzazione dei professionisti, è fondamentale perché senza di loro non si crea il sistema, ma il cittadino rimane la missione principale».
Prioli aggiunge: «Si parte dalla centralità del cittadino e dei servizi territoriali che devono rispondere alle necessità. Parliamo di liste d’attesa, parliamo di tecnologia, parliamo di percorsi integrati tra ospedale e territorio che credo sia una delle sfide che con la collega Monica Calamai dobbiamo giocare e vincere, parliamo del fatto che tutti i servizi che sono a supporto della sanità possono essere rivisitati, possono essere ottimizzati per liberare risorse e dare più risorse sanitarie ai cittadini. Questa riforma è una riforma che in particolare sul territorio è veramente una riforma sfidante, è una riforma che vede l’unione delle cinque Asl e di Liguria Salute in un’unica struttura e crediamo che sia veramente lo strumento che può permettere anche di dare un’uniformità di risposta ai cittadini a livello territoriale che a volte con la divisione tra Asl ha avuto qualche problema».
Sulla mancanza di medici e infermieri la ricetta di Prioli è: «Rendere attrattive anche le strutture territoriali. Io ho avuto la fortuna anche di lavorare in tre Asl della Liguria, quindi di conoscere anche alcune dinamiche che poi si sviluppano sul territorio, ma credo che l’interazione in particolare con l’azienda ospedaliera e con l’Università di Genova possa dare veramente una risposta a quello che è uno dei problemi che è la carenza dei medici. Io dico anche l’utilizzo della tecnologia perché non dimentichiamo che siamo nel 2025, abbiamo a disposizione delle tecnologie che possono anche remotizzare o comunque rendere più vicini ai cittadini da una parte e più vicini ai professionisti dall’altra l’atto medico o l’atto di assistenza e quindi lavoreremo molto su questo aspetto».
L’assessore alla Sanità Massimo Nicolò sottolinea: «L’obiettivo è di andare a risolvere i problemi della sanità. Questo è l’inizio, oggi nominiamo i due direttori generali dell’Azienda Tutela Salute Liguria e dell’Ircss Azienda Ospedaliera Metropolitana. Siamo certi che le due persone scelte porteranno a termine gli obiettivi: migliorare il sistema, migliorare la ricaduta di tutte le risorse che vogliamo aumentino e ricadano maggiormente sui pazienti. Più risorse sul territorio, questa è sempre stata la nostra visione e questo è l’obiettivo che vogliamo portare avanti».

























