Anche in Liguria scuole chiuse, disagi nei trasporti con treni soppressi e prestazioni ridotte anche nella sanità a causa dello sciopero generale della Cgil contro la manovra. Migliaia di lavoratori, pensionati e studenti sono scesi in piazza a Genova per prendere parte alla manifestazione regionale organizzata dalla Cgil dove sono confluite le delegazioni provenienti da tutte le province liguri.
Il corteo di manifestanti, in diecimila secondo gli organizzatori, è partito alle 9 dalla Stazione Marittima ed ha raggiunto la Prefettura, dove al segretario nazionale Cgil Pino Gesmundo è stato affidato il comizio conclusivo. Prima del segretario hanno preso la parola Marco Lignana fiduciario della redazione di Repubblica Genova che è intervenuto sulla vertenza che coinvolge la realtà del gruppo Gedi, Armando Palombo delegato Fiom ex Ilva e Giorgia Carozzo infermiera e delegata Fp Cgil La Spezia.
Le richieste della Cgil sono: aumentare salari e pensioni, rinnovare i contratti scaduti, fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, dire no al riarmo e investire su sanità e istruzione, contrastare la precarietà, vere politiche industriali e del terziario, per una riforma fiscale equa e progressiva.
Per la Cgil “lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati si sono trovati negli ultimi tre anni a pagare 25 miliardi di tasse in più a causa del drenaggio fiscale conseguente alla mancata indicizzazione dell’Irpef. Si va dai 700 euro di perdita netta per un reddito da 20.000 euro, ai 2.000 euro di perdita per un reddito da 35.000. Questa clamorosa ingiustizia fiscale penalizza i soli redditi fissi (non chi è in flat tax, non le rendite, non i profitti). È un meccanismo che va assolutamente fermato”
«I lavoratori non si rassegnano a una condizione del Paese nel quale i temi del lavoro, della libertà, della democrazia sono derubricati e messi in secondo piano, un Paese nel quale non si racconta la verità sulla condizione dei lavoratori. C’è una finanziaria che non dà nessun tipo di risposta sul piano industriale, sociale, economico e quindi noi siamo qui a dire che non siamo d’accordo, che vogliamo modificarla», ha detto il segretario nazionale Cgil Pino Gesmundo all’Ansa durante il corteo.
Gesmundo ha poi sottolineato “l’importanza della partita dell’ex Ilva, che peraltro si gioca soprattutto a Genova e a Taranto, ma che riguarda l’intero assetto industriale del Paese. Senza acciaio non si fa industria. E noi dobbiamo difendere questo asset industriale, come dobbiamo difendere gli asset industriali del Paese tutti in declino: penso all’automotive, penso alla moda, penso al sistema della chimica di base. Un sistema industriale che sta crollando, da 33 mesi un declino inesorabile. Le risposte del governo non ci sono, per fortuna ci sono i lavoratori a richiamare alle responsabilità il governo”.
Per quanto riguarda i trasporti, lo sciopero del personale di Trenitalia e Fs si concluderà alle 21 di stasera, 12 dicembre. Sono garantite le fasce 6 – 9 e 18 – 21 per i treni regionali e i treni a lunga percorrenza inseriti negli elenchi: qui i treni garantiti in Liguria.
Qui invece è possibile consultare gli orari e le modalità di astensione di tutti i comparti che aderiscono allo sciopero.
Foto Cgil Genova.























