Due aziende liguri, Redelfi e Racing Force, sono state citate come “perle” di mercato nell’analisi trimestrale dell’Egm (Euronext Grouth Milan), il mercato di Borsa Italiana dedicato alle pmi ad alto potenziale di crescita, condotta dal team Analisi e ricerca di Banca Profilo.
Le due imprese sono citate insieme a IWB come le uniche che soddisfano le soglie qualitative in termini di dimensioni, redditività e flottante per essere considerate appunto vere e proprie perle del mercato: presentano 100 milioni di euro di fatturato o capitalizzazione di mercato, un margine ebitda superiore al 10% (con utile netto positivo) e almeno il 30% di flottante.
Il quadro italiano: dinamiche peggiorate
Nel report invece emerge che a fine ottobre solo 41 società hanno generato un fatturato o una capitalizzazione di mercato superiori a 100 milioni di euro nell’anno fiscale 2024 (20% del totale); 94 avevano un margine ebitda nell’anno fiscale 2024 di oltre il 10% e un utile netto positivo (45% del totale); 63 avevano un flottante superiore al 30% (30% del totale).
Il report traccia un quadro di luci e ombre: dopo un saldo ancora positivo nel 2024 (21 quotazioni contro 11 delisting), le dinamiche del mercato Euronext Growth Milan (Egm) sono peggiorate nel 2025: con 16 quotazioni contro 17 delisting da inizio anno, l’Egm registra la sua prima crescita netta negativa dall’inizio, poiché i delisting hanno già superato il totale dell’anno scorso, evidenziando un ulteriore deterioramento dell’appeal del mercato. “Le basse valutazioni, la liquidità limitata e l’aumento dei costi di conformità hanno spinto un numero sempre maggiore di aziende a delistarsi, sostenendo lo slancio dell’M&A: dopo 16 opa nel 2023-24, il trend è proseguito nel 2025, con 9 transazioni andate a buon fine”, si legge nel documento riportato da Teleborsa.
Nonostante tutto Egm rimane il principale canale borsistico per la raccolta di capitale in Italia: da inizio anno si sono registrate 16 nuove quotazioni (15 tramite collocamento privato, per un valore di 87,4 milioni di euro con una media di 5,8 milioni di euro, e 1 direct listing), a fronte di zero Ipo su altri segmenti di Borsa Italiana. Le dimensioni del mercato di Egm mostrano una notevole inversione di tendenza dopo un prolungato trend al ribasso: la capitalizzazione di mercato totale ha raggiunto gli 11,2 miliardi di euro a fine ottobre (rispetto ai 9,4 miliardi di euro a fine 2024 e ai 9,1 miliardi di euro a fine aprile), con una capitalizzazione di mercato media in aumento a 54 milioni di euro (rispetto ai 45,8 milioni di euro a fine 2024). Tuttavia, questo mercato rimane dominato dalle small cap: l’87% delle società ha una capitalizzazione di mercato inferiore ai 100 milioni di euro (88% a fine 2024) e il 55% inferiore ai 25 milioni di euro (invariata rispetto all’anno precedente).
L’attività di Ipo è “gradualmente migliorata”, scrivono gli autori del report (Francesca R. Sabatini – Head of Equity Research, Enrico Luca, Equity Research Analyst, Michele Calusa – Equity Research Analyst). Da inizio anno sono state completate 16 Ipo, con solo 3 operazioni superiori ai 10 milioni di euro. Sebbene i proventi medi (5,8 milioni di euro) rimangano inferiori agli 8 milioni di euro registrati nel 2024, il divario tra media e mediana si sta riducendo – 4,6 milioni di euro da inizio anno nel 2025 contro una mediana di 3,7 milioni di euro nel 2024 – indica una distribuzione più sana delle dimensioni delle operazioni e un miglioramento più ampio e strutturale dell’attrattività del mercato. Sebbene le dimensioni dell’Egm siano aumentate, sono
Negli ultimi cinque anni, l’attività di M&A tra le società di Egm è cresciuta costantemente, raggiungendo il picco record di 109 operazioni nel 2024. La dinamica è proseguita nel 2025, stabilendo nuovi record nel primo e nel terzo trimestre con rispettivamente 25 e 29 operazioni.
«Questo trend sostenuto conferma Egm come uno dei segmenti più dinamici del mercato italiano, con una crescita sempre più trainata da acquisizioni strategiche − si legge nella ricerca − la liquidità nel segmento, a lungo una debolezza chiave, sta “mostrando i primi segnali di miglioramento”.

























