Genova capofila del progetto europeo Digin per la promozione di diversità, uguaglianza e inclusione

Obiettivo è l'adozione e l'integrazione dei principi “Dei” da parte delle organizzazioni comunali

sostegno disabilità sociale

Partirà domani, mercoledì 18 giugno, dal Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, la due giorni dedicata al progetto Digin, finanziato dall’Unione europea e mirato alla promozione di diversità, uguaglianza e inclusione (Dei) nei comuni d’Europa.

La due giorni vedrà ospiti i partner esteri del Comune di Genova, capofila del progetto: il Comune di Rotterdam (Paesi Bassi), il Comune di Gent (Belgio), l’Università di Leida (Germania) e Yellow Window (Francia), a Tursi per il periodico incontro, dopo i meeting di Rotterdam e di Gent, avvenuti nel 2024.

In risposta alla crescente diversità delle città europee e all’urgente necessità di affrontare la discriminazione e le disuguaglianze istituzionali, il progetto si concentra sull’integrazione degli interventi “Dei” come componenti strutturali e sostenibili delle organizzazioni comunali.

I lavori saranno aperti domani alle 9,15 con i saluti dell’assessore alle Pari opportunità del Comune di Genova Rita Bruzzone e si protrarranno fino alle 17,30; il 19, sempre a Tursi, si terrà la “study visit”, nella quale Genova presenterà sia il sistema benessere e garanzia dell’Ente, sia alcune buone pratiche in argomento Diversity, Equity and Inclusion a livello di Enti cooperativi (Agora coop) associativi (Assagenti) e privati (Esaote).

La missione del progetto è trasformare il modo in cui le amministrazioni locali adottano e integrano i principi di Dei per creare comunità più inclusive, eque e diversificate.

Obiettivi principali:

-Offrire attività di rafforzamento delle capacità che facilitino la trasformazione istituzionale verso l’integrazione della Dei.

-Mobilitare i dipendenti, creare coalizioni di reti di affinità e comunità emarginate per promuovere un ambiente di lavoro più sicuro e rafforzare il benessere dei dipendenti e la loro posizione all’interno delle organizzazioni.

-Integrare le prospettive intersezionali dei dipendenti nei processi decisionali per rafforzare la Dei.

-Sviluppare una strategia a lungo termine e sostenibile nei comuni.

-Sviluppare strumenti per migliorare l’efficacia degli interventi Dei.

«Oggi più che mai- dichiara l’assessore Rita Bruzzone – parlare di diversità, equità e inclusione non è una scelta ideologica, ma una necessità concreta per le amministrazioni pubbliche che vogliono essere davvero al servizio di tutti. Questo progetto rivolto ai Comuni ha un valore fondamentale, ci aiuta a misurare i nostri progressi, a individuare i punti critici e a costruire politiche più giuste, efficaci e rappresentative. Le istituzioni locali sono il primo livello di contatto tra cittadini e Stato e se i Comuni non sono capaci di accogliere, rappresentare e valorizzare la diversità delle comunità che servono, il rischio è quello di escludere fasce di popolazione, rafforzare disuguaglianze e perdere fiducia democratica. Valutare i progressi nell’integrazione della DEI significa andare oltre le buone intenzioni. Vuol dire dotarsi di strumenti concreti per analizzare la composizione del personale, l’accessibilità dei servizi, le modalità di partecipazione civica e il modo in cui le politiche pubbliche impattano su gruppi diversi. È un lavoro serio, che richiede impegno, formazione e coraggio ed è il cuore di una pubblica amministrazione moderna, etica e democratica. È così che si costruisce una cittadinanza piena, una fiducia rinnovata nei confronti delle istituzioni e un futuro condiviso».

La due giorni sarà anche l’occasione per presentare i risultati di un questionario elaborato a livello europeo nell’ambito del progetto Digin, che nel Comune di Genova ha potuto contare su un’ampia partecipazione, con 1.630 dipendenti rispondenti – pari a circa il 31% dell’organico al momento della somministrazione – di cui il 70% donne e il 27% uomini (il 2% non ha specificato il genere). Nel Comune di Genova, il 68% del campione ritiene utile creare gruppi o reti di supporto, formali o informali, all’interno dell’organizzazione, che affrontino questioni legate alla discriminazione sul posto di lavoro. Con riferimento all’inclusività del contesto lavorativo, circa il 78% dei rispondenti dell’Ente non ha percepito un trattamento discriminatorio o ingiusto nei suoi confronti sul lavoro. Più della metà dei rispondenti ritiene che l’Ente offra adeguati strumenti di prevenzione e contrasto alle discriminazioni.