Coldiretti Liguria, l’ondata di maltempo causa danni anche alla pesca

Dai detriti nei porti ai tronchi galleggianti all'allontanamento dalla costa di alcune specie che rende impossibile la piccola pesca

detriti maltempo porto ottobre 2024

L’ondata di maltempo che ha colpito la Liguria nei giorni scorsi ha avuto ripercussioni non solo sul territorio ma anche sul mare. A dirlo sono i rappresentanti di Coldiretti Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato Confederale.

“Partiamo dai tronchi galleggianti, un’enorme minaccia per il settore − esordiscono −. Pericolosissimi per le imbarcazioni, rappresentano un grave rischio per la navigazione. Oltre a intasare i porti e a rompere le reti, danneggiano i motori delle imbarcazioni perché tappano le prese d’acqua”.

Oltre a urtare le chiglie delle barche, i tronchi rompono le eliche e possono interferire con gli attrezzi da pesca calati perché, impigliandosi nelle reti, i fusti ammagliati inficiano il funzionamento e la capacità di cattura. Altri danno sono causati dalla presenza dei detriti nel porto, spiega Daniela Borriello, responsabile Coldiretti Pesca: “la violenta e incontrollata ondata di immondizia nei porti ha significato un enorme intralcio allo svolgimento dell’attività di pesca. I porti della Liguria, infatti, riempiendosi di pattume, fusti di alberi e rifiuti, hanno impossibilitato l’uscita delle barche da pesca, che hanno perso intere giornate e migliaia di euro di lavoro, oltre a danni a motori ed eliche”.

Il problema dell’acqua dolce ha invece a che fare con la salinità del mare, aggiunge Borriello: “variando il grado di salinità nella fascia costiera, molte specie, abituate a tassi di salinità maggiori, si spostano più al largo e non si avvicinano alla costa. Le imbarcazioni liguri, cosiddette ‘della piccola pesca’, si trovano impossibilitate a seguire il pescato, che scappa dal fango mescolato ad acqua dolce dovuto a fiumi e torrenti che hanno riversato in mare”.

“Quello che si può e si deve fare – concludono Boeri e Rivarossa – sono bonifiche preventive nei fiumi, così da contenere le conseguenze delle ondate di maltempo che si continuano ad abbattere sull’intera Liguria. I detriti trascinati in mare dalla violenza delle acque sono anche causa di alcune politiche insensate che non permettono agli agricoltori la manutenzione dei corsi d’acqua. Il risultato è che le imbarcazioni, ancora una volta, devono fare i conti con un cambiamento climatico incontrollabile e una gestione del settore inaccurata.”

Conclude Borriello: “Coldiretti Pesca chiede misure strutturali per il settore, con strumenti, normative e risorse adeguate per poter intervenire tempestivamente a sostegno delle marinerie territoriali. Il cambiamento climatico non si può fermare, ma molti di questi danni si possono e si devono prevenire e arginare.”