Rsa: in Liguria 490 strutture, Confcommercio Salute pronta a fare elenco di proposte alla Regione

C’è poi il tema spinoso e non procrastinabile dell’adeguamento delle tariffe

Un confronto tra tutti gli attori delle Rsa in Liguria “Rsa in Liguria: uno sguardo d’insieme” è stato organizzato da Confcommercio Salute, Sanità e Cura con la partecipazione di Uiltucs Liguria e dell’assessore regionale alla Sanità Angelo Gratarola.

«Siamo soddisfatti di essere riusciti a mettere a confronto tutti gli attori del comparto. Ci auguriamo che la giornata di oggi possa rappresentare un primo stimolo volto a favorire un vero percorso di riprogrammazione del settore socio sanitario in Liguria», ha sottolineato il presidente di Confcommercio Salute, Sanità e Cura, Luca Pallavicini.

«Crediamo che rilanciare il mondo delle Rsa significhi innanzitutto chiarirne il ruolo e riconoscere loro un peso maggiore all’interno del Piano socio sanitario, razionalizzando ed efficientando i modelli di integrazione socio sanitaria ad oggi contenuti nel documento − ha aggiunto Pallavicini − occorrerà poi lavorare insieme per elevare la qualità dei servizi. Oggi la sommatoria delle declinazioni delle realtà operanti nel settore anziani in Liguria racconta di circa 490 strutture per 14.780 posti letto, di cui oltre i due terzi sono Residenze protette, circa 190 strutture, e Rsa di mantenimento (circa 160) per oltre 12 mila posti letto complessivi. Occorrono investimenti adeguati sulle strutture, sui loro servizi e sul personale».

«In questo senso crediamo che il contributo della nostra organizzazione sia stato e possa essere importante − sottolinea Paolo Veardo, direttore di Confcommercio Salute − a partire dalla sigla, lo scorso settembre, di un nuovo contratto collettivo dalla forte matrice valoriale, sociale e solidale che vuole proporsi come contratto di riferimento del settore. Migliorare qualità e organizzazione delle nostre aziende è per noi prioritario, per questo riguardo al tema delle regole dell’accreditamento ci pare necessario, nel dialogo con Regione Liguria, porre l’accento sull’analisi dei bisogni prima che sull’incremento dell’offerta di servizi. C’è poi il tema spinoso e non procrastinabile dell’adeguamento delle tariffe, con la necessità di rivedere i meccanismi di calcolo che possano risultare oggettivi e premianti la qualità: in questo senso Confcommercio Salute è da tempo al lavoro su una propria proposta, tarata sulle diverse tipologie di servizi offerti, che a breve sottoporremo alla Regione».

«L’accordo raggiunto con Confcommercio Salute per un contratto che soddisfa sia l’aspetto economico sia quello sociale è il chiaro esempio che quando c’è contrattazione vera, i risultati arrivano − ha commentato Riccardo Serri, segretario generale Uiltucs Liguria − È chiaro però che la politica, specialmente quando si parla di socio sanitario, non può e non deve sentirsi esente da questo ragionamento: è emblematico il caso degli Oss con formazione complementare o Oss con “terza esse”, che sostituiranno centinaia di infermieri in Liguria. La Regione mette una pezza a problemi che lei stessa ha creato, ma soprattutto lo fa senza passare da un tavolo con i sindacati: per noi è un atteggiamento non solo scorretto, ma decisamente pericoloso».

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