Liguria, Lombardia e Piemonte, insieme alle città di Genova, Milano e Torino, stanno studiando una candidatura unitaria del Nord-Ovest per ospitare una futura edizione dei Giochi Olimpici e Paralimpici estivi, nel 2036 o 2040.
Le istituzioni promotrici si sono riunite oggi per un primo incontro operativo per valutare la possibile candidatura, avviando formalmente il confronto e lasciando aperto il calendario dei prossimi appuntamenti.
L’iniziativa nasce dalla volontà di valorizzare la vocazione sportiva, infrastrutturale e internazionale di tre territori fortemente connessi tra loro, capaci di mettere a sistema competenze, impianti sportivi, infrastrutture di mobilità e una consolidata esperienza nell’organizzazione di grandi eventi. L’asse Torino–Milano–Genova rappresenta infatti uno dei sistemi urbani più dinamici d’Europa, caratterizzato da una forte integrazione economica, culturale e logistica.
«È una sfida straordinaria che segna un cambio di passo: il Nord Ovest si propone al mondo come un unico grande sistema competitivo e moderno. In questo scenario, la Liguria è pronta a essere protagonista», dichiara il presidente della Regione Liguria Marco Bucci.
«La nostra regione – aggiunge – può offrire un contributo unico e distintivo: il mare, il clima, la capacità di accogliere grandi eventi in un contesto paesaggistico senza eguali. Genova e tutta la Liguria possono diventare uno dei cuori pulsanti di un’Olimpiade diffusa, portando valore aggiunto in termini di identità, attrattività e innovazione nel rapporto tra sport e territorio».
Un elemento centrale della possibile candidatura è rappresentato dall’impegno a costruire un progetto fortemente orientato alla sostenibilità ambientale ed economica, in linea con le più recenti indicazioni del Comitato Internazionale Olimpico.
L’obiettivo è valorizzare in larga parte infrastrutture e impianti già esistenti, limitando al minimo nuove costruzioni e privilegiando il riuso di strutture sportive, universitarie e fieristiche già presenti nei territori interessati con il coinvolgimento anche delle imprese protagoniste di questo territorio. Un modello olimpico diffuso che riduca l’impatto ambientale, ottimizzi le risorse pubbliche e generi benefici concreti e duraturi per le comunità locali.
A rafforzare questa prospettiva vi è inoltre la solida esperienza nell’organizzazione di grandi eventi internazionali maturata negli ultimi anni dalle città e dalle regioni coinvolte. “Dal patrimonio organizzativo delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 all’esperienza di Milano e Cortina 2026, passando per grandi eventi sportivi, culturali e fieristici ospitati stabilmente tra Torino, Milano e Genova, il Nord-Ovest italiano dispone di competenze amministrative, tecniche e logistiche di primo livello, nonché di un sistema infrastrutturale e di mobilità tra i più avanzati del Paese”, scrivono le istituzioni in una nota stampa.
«Abbiamo dimostrato negli anni di saper organizzare eventi complessi e di rilevanza globale, mettendo in campo competenze, efficienza e visione – dice Bucci -. Oggi vogliamo fare un salto ulteriore: contribuire a costruire un progetto olimpico che sia un esempio internazionale, capace di coniugare sostenibilità, valorizzazione delle infrastrutture e sviluppo concreto per le comunità».
«Regione Liguria sarà pienamente impegnata in questo percorso – sottolinea – con un ruolo attivo e propositivo, lavorando fianco a fianco con le altre istituzioni per trasformare questa ambizione in una candidatura forte, credibile e vincente. Le Olimpiadi del Nord Ovest possono diventare un simbolo dell’Italia che sa unire, innovare e guardare lontano – conclude il presidente Bucci – e la Liguria è pronta a dare il massimo per rendere questo traguardo possibile, mettendo a disposizione tutto il proprio potenziale e la propria unicità».
L’obiettivo ora è avviare una fase preliminare di confronto e approfondimento con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, con il Governo, con il mondo dello sport, con le università e con i principali stakeholder territoriali, con l’obiettivo di verificare la fattibilità di una candidatura per una futura edizione dei Giochi Olimpici estivi, con un primo orizzonte temporale rappresentato dalle Olimpiadi del 2036 o, in alternativa, da quelle del 2040.
In questa fase iniziale verrà costituito un primo gruppo operativo interistituzionale composto dai sei Capi di Gabinetto delle amministrazioni coinvolte, con il compito di avviare l’istruttoria preliminare e supportare la definizione del percorso di candidatura.
La scelta di promuovere una candidatura condivisa tra più città e regioni è pienamente coerente con l’evoluzione del modello olimpico, sempre più orientato a valorizzare progetti territoriali integrati, capaci di distribuire gli eventi su più poli urbani, utilizzare infrastrutture già presenti e generare benefici diffusi nel tempo.
“L’obiettivo – sottolineano congiuntamente le istituzioni promotrici – è costruire una proposta credibile, sostenibile e innovativa che metta al centro lo sport, i giovani e la cooperazione tra territori, rafforzando al contempo la vocazione internazionale del Paese e la capacità di promuovere l’Italia nel mondo attraverso un grande progetto condiviso. Il Nord-Ovest italiano possiede tutte le caratteristiche per diventare un grande palcoscenico olimpico diffuso, capace di unire città, regioni e comunità attorno ai valori universali dello sport”.
Il percorso avviato rappresenta una prima fase di studio e di dialogo istituzionale: eventuali decisioni formali sulla candidatura saranno assunte al termine delle valutazioni tecniche e del confronto con le istituzioni nazionali e con il movimento sportivo.
