“Il colore della tempesta” di Nicolò Zuliani

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Due navi della marina militare nel 1979 partono dall’Italia per andare a salvare dei profughi vietnamiti alla deriva nell’Oceano Indiano, in fuga dalle persecuzioni di Ho Chi Minh.

Una storia incredibile e quasi dimenticata che Nicolò Zuliani, giornalista, ha avuto il merito di riportare all’attenzione di tutti nel quarantennale dell’anniversario. Prima con un articolo che aveva avuto una risonanza notevole, con alcune persone coinvolte in quella missione che si erano ritrovate − fuggitivi e salvatori − e di recente attraverso un romanzo “Il colore della tempesta” (Salani, 2022).

La premessa

Dopo la caduta di Saigon capitale del Vietnam del Sud, battaglia finale della guerra del Vietnam (30 aprile 1975), Ho Chi Minh diede il via alla riunificazione del Paese in un unico Stato socialista guidato dal Partito Comunista.

La caduta della città era stata preceduta dall’evacuazione di quasi tutto il personale civile e militare americano a Saigon, insieme a decine di migliaia di civili vietnamiti del Sud. L’evacuazione era culminata nell’operazione denominata Operation Frequent Wind, la più grande evacuazione della storia attuata per mezzo di elicotteri.

Chi era rimasto nel Vietnam del Sud viene “rieducato” in modo brutale. I “tribunali del popolo”, in cui gli accusati non hanno diritto alla difesa e a cui seguono esecuzioni sommarie, sono all’ordine del giorno. Chi non muore viene invitato a creare fattorie e coltivazioni dal nulla nelle paludi. In tanti provano a fuggire in barconi improvvisati, spesso respinti dagli stati vicini, spesso depredati e uccisi da pirati, spesso destinati a morire di fame.

I boat people all’epoca avevano catalizzato l’attenzione del mondo, che però sembrava stare a guardare. Il numero di chi ha tentato di fuggire è difficile da stabilire ma potrebbe essere vicino al milione e mezzo di vietnamiti. Gli stati limitrofi iniziarono a non accettare gli sbarchi.

Le immagini e gli articoli di Tiziano Terzani pubblicati da Repubblica tra il dicembre 1978 e gennaio 1979 sulla terribile situazione dei profughi catalizzano l’attenzione in Italia.

I buchi nell’acqua dell’Onu, che organizzò una conferenza internazionale per cercare di risolvere la situazione, indussero diversi Stati a muoversi in modo autonomo. Anche l’Italia (presidente della Repubblica era Pertini, presidente del Consiglio Andreotti, l’incaricato di gestire la missione Giuseppe Zamberletti, già commissario del governo per il terremoto in Friuli) fa la sua parte: gli incrociatori lanciamissili e portaelicotteri Andrea Doria e Vittorio Veneto, con la nave appoggio Stromboli, partono per una navigazione senza scalo di 12 mila chilometri e soccorrono in totale 903 profughi (359 uomini, 301 donne e 243 bambini).

Nel romanzo sono due i punti di vista: gli occhi di Domenico Nguyen Hun Phuoc, diciannovenne italo-vietnamita prelevato dai carabinieri mentre è in università alle prese con una ragazza che gli piace e che lo vorrebbe “rivoluzionario”, mentre lui non ha idea di cosa fare nella vita. In pochi secondi decide di imbarcarsi in quell’avventura di un mese come interprete (la missione non sarebbe potuta partire senza l’aiuto di Domenico e di due religiosi, padre Filippo Tran Van Hoai e Domenico Vu Van Thien). Un eroe che torna nell’anonimato dopo quell’episodio.

Zuliani racconta tutto con il suo stile facile da leggere, ritmato, caratterizzando i personaggi attraverso alcune espressioni soprattutto nei dialoghi. Non risparmia il lettore dai dettagli più duri, legati all’assalto dei pirati malesi, che vediamo attraverso il vissuto di una giovane ragazza in fuga, l’altro punto di vista.

Pur essendo un romanzo è inevitabile riflettere sul ruolo dell’Italia di oggi nelle missioni umanitarie che si susseguono ormai con costante frequenza nel mondo. Un’Italia che quando decise di agire lo fece rapidamente e al di là delle divisioni politiche tra le istituzioni.

Emblematico un dialogo tra il traduttore e i profughi:
«Siamo venuti dall’Italia apposta per voi».
«Apposta? Ma perché?»
«Be’, perché no?»