«È scandaloso che per problemi così specifici, a causa di pressioni lobbistiche che trovano protezione da certe politiche, si blocchi l’interesse generale del Paese e si mettano addirittura a rischio le condizioni del Pnrr. Lo ha dichiarato – si legge   in un articolo dell’agenzia Dire dedicato alla questione delle concessioni agli stabilimenti balneari – Michele Carrus, presidente di Federconsumatori, a proposito delle concessioni demaniali agli stabilimenti balneari.

«Le spiagge sono un bene demaniale, pertanto la concessione è un’eccezione, non la norma», ha aggiunto Stefano Salvetti, responsabile di Adiconsum Liguria, nel sottolineare «l’anomalia italiana, con più della metà delle spiagge in concessione. In altri Paesi molto turistici come Francia e Spagna la proporzione è al contrario e si riesce a coniugare il buon turismo con una fruizione libera delle spiagge».

Secondo Carrus «In alcune Regioni la media sfiora o è superiore al 70% con specifiche località in cui arrivano al 93-94%. Questo significa che non ci sono più spiagge libere», ha specificato Michele Carrus facendo riferimento a luoghi come Rimini, con il 90% delle spiagge in concessione e a regioni come la Liguria, con il 70% delle spiagge occupate da stabilimenti.

Mettere a gara le concessioni balneari avrebbe quindi, secondo Salvetti e Carrus, moltissimi vantaggi per il territorio e per i cittadini, in termini di trasparenza e innovazione: «Andare a gara significa rendere più competitive le imprese e rafforzarle in termini di nuove idee – ha detto Salvetti – visto che dovranno anche sposarsi con l’ambiente. Inoltre, la clausola sociale prevedrebbe tutele per i dipendenti e infine il canone diventerebbe proporzionale all’affare, mentre adesso più della metà delle concessioni costa circa 2.500 euro all’anno». Secondo salvetti, inoltre, «devono essere assolutamente garantite le condizioni di salute e sicurezza sul lavoro per dipendenti e visitatori. Attualmente c’è molto sfruttamento in queste attività stagionali».

Ma per il responsabile di Adiconsum Liguria i vantaggi sarebbero oggettivi anche per i cittadini perché le gare consentirebbero di liberare spazio. In questo modo, i turisti «non saranno più costretti a pagare 40 euro al giorno di ombrellone e lettino oppure a camminare per chilometri prima di accalcarsi in uno spazio piccolissimo di spiaggia libera»

Attualmente, ha proseguito Salvetti, «le migliori spiagge sono fagocitate dagli stabilimenti» rendendo alcune località turistiche di fatto inaccessibili per i costi elevati dell’affitto degli ombrelloni. «Bisogna informare i cittadini – ha concluso Salvetti – perché coniugare economia e libera balneazione è possibile».

(Sull’argomento vedi qui )

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