Covid, Inail: in Liguria ad aprile +7,9% denunce di infortunio, dato superiore alla media nazionale

tampone test covid

Da gennaio 2020 ad aprile 2022 sono state 11.900 le denunce da infortunio sul lavoro da Covid 19 in Liguria, il 4,6% del totale, di queste 30 hanno avuto esito mortale (3,5%).

Secondo gli ultimi dati Inail sono state colpite soprattutto le donne (69%) e la classe di età tra i 50 e i 64 anni (45,3%) seguita da quella tra i 35 e 49 anni (33,9%).

Rispetto alla rilevazione del 31 marzo le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 sono aumentate di 876 casi (+7,9%, superiore all’incremento nazionale del +6,3%), di cui 633 avvenuti ad aprile e 188 a marzo 2022, i restanti casi sono riconducibili ai mesi precedenti. L’aumento ha riguardato tutte le province, in particolare in valore sia assoluto che relativo Genova (che concentra il 64% delle denunce regionali). Gli eventi mortali non hanno subito un incremento.

L’analisi nella regione mostra che il 48,0% dei contagi professionali è avvenuto nel 2020 (inferiore al 57,0% nazionale), il 17,3% è relativo al 2021 e il 34,7% al primo quadrimestre 2022. Nel 2020 si osservano punte in corrispondenza di ottobre-novembre e di marzo. Nel 2021 il fenomeno è in attenuazione: il minimo di contagi si conta a giugno, mese con il più basso numero di denunce anche a livello nazionale. A gennaio 2022 si registra un numero di denunce mai raggiunto da inizio
pandemia; ma anche nei mesi successivi, pur con contagi inferiori rispetto al primo mese dell’anno,
si osservano valori superiori a tutto il 2021 e incidenze più elevate di quelle medie nazionali.

Le professioni
– tra i tecnici della salute l’82,6% sono infermieri, il 5,1% tecnici sanitari, il 5,0% fisioterapisti;
– tra le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali sono quasi esclusivamente operatori
sociosanitari;
– tra i medici, il 24,9% sono medici generici e internisti, il 6,7% anestesisti;
– tra gli impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali sono tutti lavoratori con ruoli
amministrativi e di segreteria, in particolare il 36,6% sono impiegati amministrativi e il 20,0%
assistenti amministrativi con compiti esecutivi;
– tra gli addetti alle vendite l’87,8% sono commessi;
– tra le professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati il 43,7% sono assistenti ed
accompagnatori per disabili in istituzioni, il 26,9% operatori socio assistenziali;
– tra il personale dei servizi di sicurezza, vigilanza e custodia il 93,7% sono vigili urbani e comunali.

In Italia, come riporta l’agenzia Dire, le province che hanno registrato il maggior numero di infezioni da inizio pandemia sono Milano (9,8%), Torino (6,6%), Roma (6,1%), Napoli (4,2%), Genova (2,9%), Brescia (2,8%), Verona (2,3%), Venezia (2,2%) e Varese (2,1%).

Milano è anche la provincia con più casi denunciati in aprile, seguita da Roma, Torino, Genova, Brescia e Napoli, ma i maggiori incrementi percentuali rispetto al mese precedente sono stati rilevati nelle province di Cagliari, Isernia, Salerno, Venezia, Chieti, Teramo, Messina e Vibo Valentia.