La Borsa di Milano apre in forte rialzo dopo le mosse della Fed, che ha alzato i tassi di interesse di mezzo punto percentuale, portando il costo del denaro in una forchetta fra lo 0,75% e l’1%. Per la Fed si tratta del primo aumento da mezzo punto dal 2000 e della prima volta dal 2006 che alza i tassi in due riunioni consecutive (a marzo aveva ritoccato al rialzo il costo del denaro di un quarto di punto).
Il primo indice Ftse Mib guadagna l’1,87% a 24.349 punti. Nel listino principale solo Moncler è in ribasso (-0,3%). La migliore è Unicredit (+6,16%), seguita da Stmicroelectronics (+3,93%) e Stellantis (3,18%).
Anche le Borse europee volano in apertura: Parigi +2,4%, Francoforte +2,23% e Londra +1,58%.
Le Borse asiatiche, orfane di Tokyo chiusa per festività, concludono la seduta in terreno positivo.
Sul fronte macroeconomico in arrivo dalla Germania gli ordini dell’industria, dalla Francia la produzione industriale e dal Regno Unito l’indice Pmi servizi di aprile. Dagli Stati Uniti attese le richieste settimanali dei sussidi disoccupazione; l’indice del costo del lavoro e la produttività.
Avvio di giornata in rialzo per le quotazioni del petrolio nuovamente ai massimi da metà aprile sull’onda delle posizioni della Ue sull’embargo, seppur progressivo, al petrolio russo. Il greggio Wti guadagna lo 0,80% a 108,6 dollari al barile; il Brent del Mare del Nord risale dello 0,97% oltre i 111 dollari (11,2 dollari al barile).
Cambio euro dollaro in ribasso dello 0,26% a 1,05968. L’euro yen è sostanzialmente stabile a 137,388 (+0,09%).
Lo spread tra Btp decennale italiano e corrispondente Bund tedesco è in lieve diminuzione a 196 punti base. Il rendimento è a +2,94%.
