La pandemia costringe molte imprese a cambiare rapidamente, alcune hanno dovuto trovare in poche settimane soluzioni a problemi che pensavano di gestire nei prossimi anni. Quando, come si ipotizza, la prossima primavera-estate gran parte della popolazione, in Italia e altrove, sarà liberata dal pericolo del virus e la vita tornerà a scorrere normalmente, il tessuto economico del nostro Paese non sarà più quello di prima. Alcune aziende saranno scomparse, altre si saranno ristrutturate e usciranno dal tunnel più forti e dinamiche di prima. Altre ancora nasceranno proprio dalla crisi.

Redelfi, che ha direzione a Genova, in via Luccoli, non ha aspettato la pandemia per innovare, anzi: è nata nel 2008 puntando proprio sull’innovazione, nel modo di operare e come requisito fondamentale delle aziende in cui intervenire.

Raffaele Palomba

«Cerchiamo e studiamo aziende, pmi e startup – dichiara a Liguria Business Journal Raffaele Palomba, amministratore delegato di Redelfi srl – che facciano innovazione di prodotto o processo, che puntano a perseguire un processo di digitalizzazione e innovazione 4.0. Investiamo in società italiane ed estere ad alto potenziale di crescita con l’obiettivo di accompagnarle fino alla quotazione, gestiamo il rischio diversificando le partecipate sia nel numero sia nelle fasi di vita. Il nostro obiettivo è di quotarci in Borsa entro i prossimi tre anni».

L’innovazione parte dal cuore della società di via Luccoli. «Siamo – spiega l’ad – una holding di investimento che opera nei settori green energy, digital marketing, new technology e immobiliare, e puntiamo alla valorizzazione delle idee e dei progetti delle aziende. La nostra rapidità nel prendere decisioni, l’utilizzo di tecnologie software innovative, un network internazionale consolidato e un occhio di riguardo alle persone con cui lavoriamo sono elementi essenziali che danno valore agli interventi di Redelfi. Riusciamo a fare scelte rapide perché siamo interconnessi e iperconnessi in senso positivo, seguiamo un modello di lavoro agile, e ci avvaliamo di tecnologie come le piattaforme in cloud e il real time file co-editing. Mettiamo al centro delle nostre attività il rapporto umano, la sicurezza sul lavoro e la soddisfazione personale lavorando in smart working o adottando soluzioni flessibili che ci permettono di interfacciarci costantemente con dipendenti, partner e collaboratori. Le nostre partecipate sono state premiate da questo approccio durante la pandemia: hanno reagito in modo proattivo, e operativamente non abbiamo sofferto particolarmente a causa del drammatico scenario mondiale».

In effetti, il titolo di Renergetica, di cui Redelfi detiene il 21,5%, sul mercato Aim di Milano un anno fa era quotato 2,9818 e ieri sera, 30 novembre, ha chiuso le contrattazioni a 4,01.

– Come opera Redelfi nelle società partecipate?

«La nostra società è composta da persone capaci di identificare modelli di business scalabili e gestire il ciclo di vita di un’impresa, dalla nascita fino alla quotazione sui mercati nazionali e internazionali. Quando entriamo in una società il nostro scopo e farla crescere per creare valore nel lungo periodo partecipando nella strutturazione nei processi interni sia da un punto di vista commerciale sia da quello industriale sia da quello finanziario».

– Utilizzate il crowdfunding?

«Lo utilizziamo per campagne nostre e per sottoscrivere aumenti di capitale in terzi».

Redelfi ha anticipato i trend di mercato investendo da subito nel green e nelle energie rinnovabili. Nel 2008 ha fondato Renergetica spa, promuovendo la progettazione di impianti fotovoltaici ed eolici. La società ha direzione a Genova, in salita Santa Caterina.

«Renergetica – precisa Palomba – è specializzata nello sviluppo di grandi impianti a fonte rinnovabile, in particolare fotovoltaici ed eolici, e di soluzioni per l’integrazione e il controllo delle reti ibride. Ricerca le soluzioni migliori per la popolazione locale, gli enti e le aziende coinvolte nei progetti. Il team segue tutte le fasi dello sviluppo a partire dall’identificazione del sito sia dal punto tecnico sia da quello legale. Per Renergetica abbiamo individuato l’internazionalizzazione come una delle leve per crescere e oggi la società opera su mercati internazionali in cui esistono condizioni di sviluppo promettenti: prospettiva di crescita dell’economia, la capacità di connessione alla rete elettrica, presenza di consumi elettrici e il prezzo dell’energia sono i principali criteri che Renergetica adotta per valutare un nuovo mercato di riferimento».

– Quanto è condizionato questo settore dagli incentivi e quindi dalle variabili della politica?

Impianto fotovoltaico di Renergetica

«All’inizio il mercato fotovoltaico in Italia dipendeva dagli incentivi del Conto Energia, e Renergetica, identificando la criticità, si è rivolta ai mercati esteri in grid parity. Oggi il mercato fotovoltaico italiano sta vivendo una nuova primavera dovuta al raggiungimento della grid parity e a una maggiore sensibilizzazione della collettività verso la green economy».

Redelfi ha anche una quota del 50% nella società RH Hydro srl che detiene un impianto mini idroelettrico a Pomaro Monferrato in basso Piemonte, partecipa in San Luca Immobiliare, società genovese, con una quota pari al 40%, e in FuturVox con una quota pari a 25%.

– La San Luca si occupa di compravendita di immobili. Dov’è l’elemento innovativo nella sua attività?

«Gli elementi di domotica, l’approccio smart nello sviluppo delle operazioni rappresentano i punti di innovazione di San Luca Immobiliare».

– E per quanto riguarda Futurevox?

«È un’azienda composta da un team giovane con competenze diversificate nel digital marketing che opera nel B2B e B2C con un interesse particolare al no profit e all’attivismo sociale».

«Tra le aziende target in due diligence – annuncia Palomba – abbiamo identificato una società di software house che sta facendo research and development su alcuni prodotti che uniscono intelligenza artificiale, big data, IoT, cioè internet of things, e realtà aumentata. L’aspetto che reputiamo il più interessante è che tutto questo permetterà all’utente di poter guardare video, film o eventi sportivi con elementi pubblicitari di realtà aumentata perfettamente integrati e personalizzati nel contenuto. Tra i settori di nostro interesse, abbiamo iniziato ad approfondire il FinTech, acronimo di innovazione tecnologica e finanza, nello specifico stiamo studiando il data mining, l’automation e la gestione e conservazione di dati mediante blockchain».

– Come vede il mercato ligure?

«In Liguria c’è ampio margine per iniziative di innovazione e ci sono istruzione e infrastrutture diffuse. L’imprenditoria è caratterizzata da due tendenze opposte: da un lato la diffidenza verso le novità, dall’altra un rinnovato spirito imprenditoriale che porta a cercare nuove linee di business».

– E, in generale, come cambierà attività economica in seguito crisi innescata dalla pandemia?

«Il Covid-19 ha stravolto molti settori, i commercianti e i gestori di pubblici esercizi, soprattutto i più piccoli, sono stati maggiormente penalizzati dal contesto e da una trasformazione obbligatoria e repentina volta a garantire la sicurezza personale. Superata questa crisi mondiale, avremo un mondo del lavoro completamente diverso da quello a cui siamo abituati, incentrato sul digital e sulla flessibilità, una società che sarà più incline alla cooperazione e alla sostenibilità etica e sociale che migliorerà la qualità del lavoro e quindi della vita».

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